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Roma, 20 ott. (Adnkronos) – Quattro mesi di occupazioni. Assemblee, manifestazioni pubbliche, confronto talvolta aspro con le Istituzioni. E ora gli occupanti del teatro Valle di Roma fanno un ulteriore passo in avanti nella loro battaglia. E’ stato presentato oggi, infatti, lo statuto della ‘Fondazione del Teatro Valle come bene comune’: frutto di quattro mesi di lavoro ed incontri con la cittadinanza. Un progetto, ispirato dal giurista Ugo Mattei che contempla dei contenuti completamente opposti rispetto a quelli avanzati dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno.
Lo statuto, spiega all’Adnkronos Mattei “ha dei tratti di profondissima innovazione perché è capace di coniugare le esigenze del governo di un bene comune con l’ordinamento positivo vigente. Per essere più precisi, noi intendiamo per bene comune quei beni le cui utilità sono funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali della persona e che vengono governati anche nell’interesse delle generazioni future”. Il ‘nuovo’ teatro Valle, quindi, secondo gli occupanti che si definiscono ‘comunardi’, rientra in questa categoria anche perche’, come ha ricordato ancora Mattei, “la cultura e’ un bisogno fondamentale dunque un bene comune”.
Nel progetto degli occupanti, il primo in assoluto di questo genere in Italia, c’è l’idea di “riprendersi il futuro pensando che le generazioni successive devono poter riceve un lascito. E quello della cultura – sottolinea Mattei – è molto importante. Se il teatro Valle venisse governato con criteri privatistici, del qui e adesso e del mercato noi cancelleremmo la natura di bene comune del luogo”. Ma non basta, per Mattei “l’occupazione ci ha dato un diritto su questo luogo che noi esercitiamo non nel nostro interesse ma nell’interesse della collettività. E chi amministra pro tempore la cultura in questa città ha il dovere di ascoltarci e deve farsi carico delle proposte più interessanti”. I punti fondamentali dello statuto della Fondazione che nascerà tra un anno, chiarisce Mattei, sono rappresentati da “accesso libero, diritti fondamentali, superamento dell’opposizione tra Stato e mercato e forte vocazione sulla sostenibilità sul lungo periodo e sull’ecologia generale”.
E, prosegue Mattei, “da un sistema di governo turnario dei beni comuni, obblighi di cura del bene comune stesso, una forte integrazione tra la dimensione politica ed artistica e dimensione giuridica, abbiamo un dispositivo innovativo per far vivere la fondazione un rapporto organico con il luogo”. “Abbiamo inserito il principio essenziale – rimarca Mattei- di una testa un voto. Quelli che entrano nella comunità, che abbiano portato 50 euro o 1 miliardo, hanno gli stessi diritti e doveri. Vogliamo rompere con l’idea privatistica secondo cui chi mette più soldi conta di più”. Alla fondazione, precisano gli operatori dello spettacolo del Valle, “possono far parte tutte le persone che siano attivamente coinvolte nella battaglia per la cura della cultura come bene comune, che si riconoscano nello Statuto e intendano collaborare per raggiungere dello scopo sociale”. Lo statuto stabilisce, inoltre, che l’organo principale della fondazione è l’Assemblea che non è turnaria.
E, prosegue Mattei, “da un sistema di governo turnario dei beni comuni, obblighi di cura del bene comune stesso, una forte integrazione tra la dimensione politica ed artistica e dimensione giuridica, abbiamo un dispositivo innovativo per far vivere la fondazione un rapporto organico con il luogo”. “Abbiamo inserito il principio essenziale – rimarca Mattei- di una testa un voto. Quelli che entrano nella comunità, che abbiano portato 50 euro o 1 miliardo, hanno gli stessi diritti e doveri. Vogliamo rompere con l’idea privatistica secondo cui chi mette piu’ soldi conta di piu’”. Alla fondazione, precisano gli operatori dello spettacolo del Valle, “possono far parte tutte le persone che siano attivamente coinvolte nella battaglia per la cura della cultura come bene comune, che si riconoscano nello Statuto ed intendano collaborare per raggiungere dello scopo sociale”. Lo statuto stabilisce, inoltre, che l’organo principale della fondazione e’ l’Assemblea che non e’ turnaria.
E’ nell’Assemblea, dicono gli occupanti “che i lavoratori dello spettacolo e la cittadinanza tutta possono portare il loro contributo ciascuno a secondo delle sue possibilita’”. La Fondazione, d’altra parte, e’ formata da un esecutivo. Si tratta, in particolare, di “un organo eletto dall’assemblea, i suoi membri servono su base turnaria e devono essere espressione della pluralità della composizione sociale e professionale dell’assemblea”. A completare l’organigramma della fondazione proposta dagli occupanti, ci sono poi altri due organi, la direzione artistica e il comitato dei garanti, “l’organo supremo di giurisdizione interna e di garanzia esterna del Teatro”. “E’ composto -spiega il testo- da tre componenti selezionati dall’Assemblea fra esponenti di indiscussa fama e carattere morale ed ha il compito di verificare se la forma statutaria corrisponde alla prassi e alle esigenze della Fondazione, proporre eventuali soluzioni, dirimere ogni controversia interna alla Fondazione”.
La nuova fondazione, che nasce in polemica contro la concentrazione dei poteri, non esiterà però a dialogare con le Istituzione. Ma il confronto si basera’ su dati diversi. “Vogliamo eliminare -spiegano gli occupanti- la politica dalla fondazione che non sara’ la solita cosa diretta dai politici. Gli enti pubblici potranno portare fondi senza esercitare la loro influenza. Avranno un solo voto nell’assemblea”. Un progetto, quello del Valle, insomma, basato secondo le intenzioni degli occupanti su una maggiore partecipazione democratica e su un autogoverno dei lavoratori che non prevede l’ingerenza partitica e politica. Un progetto, inoltre, aperto all’azionariato popolare e all’intevento dei privati. Ma a determinate condizioni: la provenianza delle risorse private, infatti, dovrà essere ben considerato.
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