AppId is over the quota
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(ASCA) – Roma, 19 ott – ”Napoli e’ una citta’ dove il
conflitto sociale risulta particolarmente aspro e rischioso,
a causa della difficile condizione dell’occupazione e a causa
dell’incapacita’ dimostrata per decenni da parte della
politica e dell’amministrazione a dare risposta in tal senso.
Personalmente ho scelto la strada del dialogo e del confronto
con i soggetti sociali tutti, perche’ il conflitto sociale
non e’ di per se’ negativo ma merita attenzione e ascolto da
parte di chi governa”. Cosi’, in un’intervista rilasciata al
sito dell’Anci il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, in
merito agli incidenti di Roma.
”Allo stesso tempo – spiega – ho sempre mantenuto fermo
il rispetto della legge e dei diritti non accettando mai le
logiche ricattatorie avanzate in alcuni casi da chi protesta,
anche a ragione e giustamente ma scegliendo metodi che non
possono essere tollerati in un sistema democratico. Su questa
strada voglio continuare a muovermi: concertazione e dialogo
ma nel solco della Costituzione e delle norme”.
In merito ad una riproposizione della legge Reale per De
Magistris ”e’ una legge speciale frutto del clima di
terrorismo degli anni ’70, fornisce una risposta istantanea e
repressiva che la democrazia ha volutamente superato perche’
consapevole di essere piu’ forte. Il contrasto alla violenza
di piazza si porta avanti con il lavoro di intelligence e
delle forze dell’ordine specializzate”.
”Per evitare e per perseguire quanto accaduto a Roma -
osserva – sono sufficienti le leggi ordinarie del sistema
democratico, un serio lavoro di intelligence dei servizi, una
vera preparazione delle forze dell’ordine, l’impegno
all’isolamento politico di questi teppisti da parte dei
movimenti e dei partiti”.
Per De Magistris le proposte del ministro dell’Interno,
Roberto Maroni, dopo l’informativa al Senato non vanno nella
direzione migliore. ”Da ex magistrato e da cittadino, provo
un sentimento di preoccupazione misto ad orrore di fronte
alla proposta di misure eccezionali come gli arresti e i
fermi preventivi, i nuovi reati associativi, il Daspo esteso
alle manifestazioni politiche, l’obbligo imposto agli
organizzatori dei cortei di fornire una garanzia economica
per risarcire eventuali danni arrecati dai manifestanti”.
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