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Berlusconi: con Lega siamo uniti Calderoli: alleanza non c’è più

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Verona, 27 nov. (Adnkronos/Ign) – “Non so se la campagna elettorale sarà lunga, però dobbiamo essere pronti. E io lavorerò dietro le quinte”. Lo ha detto l’ex premier Silvio Berlusconi al termine del suo intervento che ha concluso il quinto convegno nazionale di Liberali Democratici di Carlo Giovarnardi a Verona.

Un intervento breve che ha riscosso calorosi applausi dalla platea. Come tanti sono stati gli applausi che lo hanno accolto al suo ingresso all’hotel Leon d’Oro, accompagnato dal segretario nazionale del Pdl Angelino Alfano: una volta in sala, oltre agli applausi, si è sollevato un coro: ‘Silvio, Silvio, Silvio’.

Poi ha esordito: “Dobbiamo continuare a combattere per la libertà”. L’ex premier ha quindi sottolineato le ragioni dell’impegno che lo vede in politica dal 1994: “Non volevamo che il Paese cadesse nelle mani di coloro che nel profondo erano e sono rimasti comunisti”.

“Il comunismo -ha detto, fra l’altro, Berlusconi- è stato la tragedia più disumana nella storia dell’uomo e per questo noi siamo e resteremo in campo. Vogliamo vivere in un Paese democratico e libero e lo faremo con tutte le nostre forze sulla base dei valori che sono gli stessi della Carta del Ppe”.

Berlusconi nel suo intervento ha anche ringraziato Angelino Alfano: “Sono davvero felice ogni volta che ti ascolto, ogni giorno, perché per me è una certezza: per la vittoria che dobbiamo conseguire siamo in ottime mani”.

E alla folta platea Berlusconi ha assicurato: “Voglio garantirvi il mio impegno: raddoppierò l’impegno per l’organizzazione della nostra forza politica. Stiamo già lavorando per diffonderci capillarmente in tutta Italia, per stabilire anche grazie alla rete un contatto quotidiano con gli italiani, per scrivere il programma che è frutto del lavoro di questi ultimi dieci anni”.

E il Cavaliere è quindi tornato a sottolineare che “i nostri valori sono i valori che fanno il bene dell’Italia, mentre dall’altra parte non c’è stata una evoluzione democratica che faccia del Pd di oggi un partito veramente democratico. Sono gli stessi di quando Bersani era il presidente della Regione Emilia Romagna e ribadiva i valori dell’Unione sovietica”. Per questo, ha proseguito Berlusconi, “noi abbiamo il dovere di continuare a combattere per la nostra libertà che è il primo dei nostri diritti e dentro il diritto di libertà ci sono tutti gli altri”.

Quanto all’alleanza con la Lega, Berlusconi ha assicurato che “è solida e non può assolutamente essere resa più debole con questi ultimi accadimenti e con il governo dei tecnici: i motivi dello stare insieme sono importanti e direi decisivi per il futuro del paese”. E ha aggiunto: “Saremo certamente alleati anche alle prossime amministrative”.

Poco dopo arriva, però, la replica del leghista Roberto Calderoli che con l’Adnkronos ha commentato: “Davvero ha parlato di alleanza? L’alleanza a livello nazionale non può essere solida perché non esiste più”.

Raggiunto al telefono, il coordinatore delle segreterie della Lega ha spiegato che “l’alleanza esiste al livello del territorio, dove siamo al governo insieme”. Per l’ex ministro della Semplificazione, dunque, l’avvenire è tutto da scrivere.

“Rispetto invece a un discorso di tipo nazionale o a future intese -ha fatto osservare – tutto dipenderà dal comportamento in aula del Popolo della libertà. E se in tale sede le distanze tra noi dovessero risultare confermate, è impossibile pensare a qualcosa in comune”.

GOVERNO: ROTONDI, AVANTI A LAVORARE, SIAMO SERENI

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(ASCA) – Arcore, 7 nov – ”Siamo sereni”. Parola del

ministro per l’Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi,

che dopo aver incontrato Silvio Berlusconi ad Arcore

definisce cosi’ il clima che si respira in queste ore tra i

principali esponenti dell’esecutivo.

Rotondi esclude categoricamente l’ipotesi di dimissioni di

Berlusconi: ”Stiamo continuando il nostro lavoro”, ha

risposto puntando il dito contro i giornali che a suo dire

”se ne devono sempre inventare una”. Non ci sara’, dunque,

nessun passo indietro del governo targato Berlusconi: ”In

politica ci sono solo passi avanti”, ha assicurato Rotondi

escludendo ogni ipotesi di governo non politico: ”Tra noi e

le elezioni non vediamo altri governi”.

Rotondi, in pratica, nega il tam tam di voci che si stanno

rincorrendo in queste ore sulle possibili dimissioni di

Berlusconi: ”Siamo al servizio del paese e continuiamo a

lavorare alle ricette giuste”. Nessuna preoccupazione sulle

scadenze parlamentari dei prossimi giorni, a partire dal voto

sul rendiconto generale dello Stato previsto per domani alla

Camera: ”sono ottimista e credo che conserveremo la

maggioranza”. Da criticare, secondo Rotondi, e’ piuttosto il

comportamento dei partiti di opposizione: ”Con la crisi

economica doveva scattare la coesione nazionale, invece

Casini e Bersani vanno a cercare i nostri parlamentari”.

Milano, Expo 2015: a che punto siamo?

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Milano



Centinaia di delegati di Paesi stranieri stanno arrivando a Cernobbio (Como) per l’International Participants Meeting, il primo incontro ufficiale fra i partecipanti dell’Expo 2015. La Lombardia apre dunque le sue porte, per la prima volta, agli Stati che fra quattro anni saranno ospiti dell’Esposizione Universale di Milano.

A Milano sorgerà un bosco verticale. Guarda le immagini.

Ma a che punto sono i lavori per predisporre l’area? Qualcuno ricorderà il progetto che fece vincere Milano: il tema dell’alimentazione globale veniva tradotto fisicamente in uno spazio di orti, serre, campi coltivati. Altri ricorderanno il commento con cui Vicente Loscertales, segretario del Bureau International des Expositions, bocciò a giugno 2011 l’idea: “Non possiamo pensare che 150mila visitatori vengano ogni giorno a Milano per vedere come si coltivano le melanzane del Togo, con una serie infinita di orti“.

Guarda le foto degli edifici più strani del mondo.

Nel frattempo a Milano è cambiata giunta comunale, sul progetto Expo c’è stato un balletto di poltrone e sui giornali si sono scatenate le solite polemiche. Tra discussioni politiche e ambientali, un dettaglio è però sfuggito: nel frattempo come si è deciso di modificare il progetto? Tolti di mezzo gli orti, come si configurerà l’area di Rho?

Ecco le foto di NIL28, il prototipo di eco-quartiere a Milano.

Il 20 ottobre scorso – abbastanza il linea con il crono programma stilato nel 2010 – è stato ufficialmente dato mandato a una società di fare i primi lavori nelle aree dove sorgerà l’Esposizione Universale. Compito: lavori di rimozione delle interferenze, ossia preparazione del terreno (sistemazione delle fognature, cablaggi, ecc). Terminati questi lavori preliminari, come si procederà? Online, sul sito dell’Expo si trova, al momento, solo il pdf scaricabile del masterplan datato aprile 2010. Non proprio aggiornatissimo con gli ultimi intenti. ?Secondo gli organizzatori, che abbiamo contattato via mail, conosceremo i dettagli del nuovo concept tra martedì 25 e giovedì 27 ottobre, a Cernobbio, quando saranno svelati anche agli stranieri che devono iniziare a lavorare sul tema.

Una cosa è certa: non ci saranno orti. Fonti vicino all’organizzazione di Expo spiegano che “è stata mantenuto il concetto di orto più come metafora“. Niente serre che si susseguono una dopo l’altra, ma probabilmente padiglioni e strutture più classiche, “più in sintonia con la sensibilità dei Paesi partecipanti“, ci spiegano. Pare infatti che non tutti gli Stati avessero poi questa gran voglia di venire in Italia a coltivare un pezzetto di terra. Per i dettagli su costruzioni e cantieri, però, c’è da attendere la presentazione ufficiale. Per non parlare dei tempi: da Expo ci tengono solo a rimarcare che, con il meeting a Cernobbio, si iniziano ufficialmente i lavori – sia fisici che culturali – per preparare l’evento del 2015. Sulla chiusura dei cantieri bocche cucite: d’altronde non si conosce ufficialmente neanche il progetto definitivo.

Metropolitane

Quel che è decisamente più chiaro è come si sposteranno i visitatori. In giro per Milano sono già visibili i cantieri di una delle due nuove linee metropolitane: la M5(qui la mappa). Bisogna chiudere tutto entro il 30 aprile 2015, ma secondo il Comune diversi tratti saranno disponibili molto prima. “La prima tratta della M5 tra Bigami e porta Garibaldi sarà consegnata nell’autunno del 2012, speriamo di concludere la seconda tratta tra Garibaldi e San Siro nel 2014“, spiega Gabriella Polifroni dell’ufficio stampa per l’Assessorato alla mobilità di Milano.

Per l’altra linea, la M4 (qui le stazioni), che dovrebbe collegare l’aeroporto di Linate alla zona ovest di Milano, la questione è più complicata: i lavori sono bloccati da un ricorso al Tar di alcune imprese che non hanno vinto la gara d’appalto . La decisione dovrebbe arrivare a novembre: difficile che ci sia ancora il tempo per realizzare ventuno stazioni. “Si spera di partire a inizio 2012: calibreremo i lavori di modo da collegare Linate con l’interscambio più comodo e finire entro il 2015“, spiega Gabriella Polifroni. In maniera pragmatica, si è deciso di concentrarsi per ora solo su un mini raccordo di otto fermate, fino a San Babila, o forse sei, fino a Dateo, o magari addirittura solo due, fino a Fornanini Fs.

Un assaggio di cosa ci si deve aspettare da queste nuove vetture ultra moderne e senza conducente sarà dato a fine maggio del 2012, quando il Comune permetterà l’utilizzo del metrò 5 da Zara a Bignami in occasione dell’Incontro mondiale delle famiglie con il Papa all’aeroporto di Bresso. “Si potrà usare la metropolitana come navetta: non saranno accessibili le soste intermedie. Dopo quella settimana richiuderemo l’area per ulteriori test fino all’autunno“, spiega Gabriella Polifroni.

Mentre l’organizzazione Expo cambia i progetti, il Comune dribbla una causa, gli unici che sembrano tranquilli sono i privati, che grazie all’Expo procedono nella costruzione dei nuovi quartieri di Milano. Sabato pomeriggio, tra Gioia e Garibaldi, le gru si muovevano senza sosta. Sotto i due grattacieli a cui lavora lo studio Boeri c’era addirittura una fila di curiosi: era l’open weekend, fine operazione di marketing per mostrare ai cittadini (e a probabili compratori) lo stato di avanzamento dei lavori e la vista dal dodicesimo piano di uno dei due nuovi palazzi.

Caschetto in testa e audio guida nelle orecchie, si poteva camminare nel cantiere abbellito da diverse fioriere e scorgere dalle balconate la Milano del futuro. La consegna degli appartamenti? Tra un anno e mezzo.

CRISI: AMATO, SIAMO UN PAESE SENZA COMPETITIVITÀ

(ASCA) – Cortina, 12 agosto – “nel 2001, quando ero Presidente

Confindustria, ho iniziato un percorso di riforma che

Egli viene interrotta: riforma, lavorando con un mercato

riforma sperimentale dell’articolo 18. Quindi per ora

Stiamo parlando più competitività. Abbiamo messo in

logica di consociativismo che a meno che non siamo tutti d’accordo

non sono cose “. In base ad essa, l’ex presidente della

Confindustria Antonio d’amato, “ospite” risponde a Cortina.

Pochi anni, it ‘s been esperienza-continua a amato-a

la grande crisi finanziaria, è stato non preso nessuno

in grado di far cessare la speculazione per sei

Consob mesi senza un Presidente, un’autorità in un senza testa

Quando abbiamo dovuto fare un segnale forte contro

speculazione. Non è stata eseguita per una singola misurazione

Immergere in un vero e proprio sistema di regolamento. In

sviluppo competitivo della verità dei nostri paesi, in Europa e

il mondo occidentale inizia di gran lunga. Se oggi la crisi

Se grave gusts perché mostra con la politica

la sua debolezza. Cose da fare sono molto più

proposte strutturali e si riferiscono ad un intervento su

contenimento e un aumento dei costi nella produttività della

il paese “.

“Ora-proposizione aggiunge ricetta – è completamente

falso, è un momento dove ognuno deve fare

cose: politica deve ridurre i loro costi, non

Chiediamo sacrifici e si basano sui cittadini

polizza di assicurazione di campione di taglio per

prossimo mandato. Se non interveniamo sulle riforme

genuino strutturale, come l’abolizione delle province

e l’antica politica comune non ha alcuna

credibilità alla domanda si sacrifica per il paese, soprattutto in

CETI emarginati. Un altro capitolo e questo è come si

sparare. Siamo un paese dove si lavora, non solo

con le economie dell’Asia, ma afferma anche

Uniti. Noi diamo i nostri impiegati diverse settimane

vacanza che si può godere il perche ‘ non hanno i soldi.

come arrivare. C’è un problema serio del costo del lavoro per

unità di prodotto, il famoso “assolutamente clup ‘.

insostenibile. La produttività della forza lavoro non

funziona “.