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IL PUNTO Berlusconi: Dimissioni gesto responsabile, Alfano candidato-2-

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Torino, 9 nov. (LaPresse) – Poi l’attacco agli amici che lo hanno tradito. “Sono ottimista per natura – ha aggiunto il presidente del Consiglio – pensavo che il senso di lealtà verso gli elettori sarebbe prevalso. Purtroppo c’è stato un vergognoso mercato. Stiamo assistendo a un ritorno del peggio della vecchia politica”. Per Berlusconi non ci sono autocritiche da fare perché la colpa è solo di quelli che lo hanno abbandonato. “Dovrebbe fare autocritica – ha spiegato a Belpietro – chi ha tradito il mandato elettorale, gli elettori però non dimenticheranno mai chi li ha traditi”. Fiducia forte solo per la Lega: “Siamo con il Carroccio in rapporti eccellenti. Abbiamo sempre trovato nella lega un alleato solido e affidabile”. E poi la convinzione che “l’economia è forte, abbiamo solo questo debito pubblico elevato” retaggio dei governi precedenti. “Noi dobbiamo dare all’Europa e al mondo – ha, quindi, concluso Berlusconi – un segnale forte. L’opposizione chiede da mesi di fare un passo indietro, non ha detto altro e non sa dire altro”. Per il premier, però, “la sinistra è succube” dei sindacati e delle vecchie logiche e “non si è mai dichiarata disposta di approvare la riforma liberare che l’Europa chiede. Solo il nostro governo può fare le riforme che l’Europa ci ha chiesto più di ogni altra cosa. Io amo il mio Paese e sento di dover assolvere al mio mandato”.

Milano, Expo 2015: a che punto siamo?

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Milano



Centinaia di delegati di Paesi stranieri stanno arrivando a Cernobbio (Como) per l’International Participants Meeting, il primo incontro ufficiale fra i partecipanti dell’Expo 2015. La Lombardia apre dunque le sue porte, per la prima volta, agli Stati che fra quattro anni saranno ospiti dell’Esposizione Universale di Milano.

A Milano sorgerà un bosco verticale. Guarda le immagini.

Ma a che punto sono i lavori per predisporre l’area? Qualcuno ricorderà il progetto che fece vincere Milano: il tema dell’alimentazione globale veniva tradotto fisicamente in uno spazio di orti, serre, campi coltivati. Altri ricorderanno il commento con cui Vicente Loscertales, segretario del Bureau International des Expositions, bocciò a giugno 2011 l’idea: “Non possiamo pensare che 150mila visitatori vengano ogni giorno a Milano per vedere come si coltivano le melanzane del Togo, con una serie infinita di orti“.

Guarda le foto degli edifici più strani del mondo.

Nel frattempo a Milano è cambiata giunta comunale, sul progetto Expo c’è stato un balletto di poltrone e sui giornali si sono scatenate le solite polemiche. Tra discussioni politiche e ambientali, un dettaglio è però sfuggito: nel frattempo come si è deciso di modificare il progetto? Tolti di mezzo gli orti, come si configurerà l’area di Rho?

Ecco le foto di NIL28, il prototipo di eco-quartiere a Milano.

Il 20 ottobre scorso – abbastanza il linea con il crono programma stilato nel 2010 – è stato ufficialmente dato mandato a una società di fare i primi lavori nelle aree dove sorgerà l’Esposizione Universale. Compito: lavori di rimozione delle interferenze, ossia preparazione del terreno (sistemazione delle fognature, cablaggi, ecc). Terminati questi lavori preliminari, come si procederà? Online, sul sito dell’Expo si trova, al momento, solo il pdf scaricabile del masterplan datato aprile 2010. Non proprio aggiornatissimo con gli ultimi intenti. ?Secondo gli organizzatori, che abbiamo contattato via mail, conosceremo i dettagli del nuovo concept tra martedì 25 e giovedì 27 ottobre, a Cernobbio, quando saranno svelati anche agli stranieri che devono iniziare a lavorare sul tema.

Una cosa è certa: non ci saranno orti. Fonti vicino all’organizzazione di Expo spiegano che “è stata mantenuto il concetto di orto più come metafora“. Niente serre che si susseguono una dopo l’altra, ma probabilmente padiglioni e strutture più classiche, “più in sintonia con la sensibilità dei Paesi partecipanti“, ci spiegano. Pare infatti che non tutti gli Stati avessero poi questa gran voglia di venire in Italia a coltivare un pezzetto di terra. Per i dettagli su costruzioni e cantieri, però, c’è da attendere la presentazione ufficiale. Per non parlare dei tempi: da Expo ci tengono solo a rimarcare che, con il meeting a Cernobbio, si iniziano ufficialmente i lavori – sia fisici che culturali – per preparare l’evento del 2015. Sulla chiusura dei cantieri bocche cucite: d’altronde non si conosce ufficialmente neanche il progetto definitivo.

Metropolitane

Quel che è decisamente più chiaro è come si sposteranno i visitatori. In giro per Milano sono già visibili i cantieri di una delle due nuove linee metropolitane: la M5(qui la mappa). Bisogna chiudere tutto entro il 30 aprile 2015, ma secondo il Comune diversi tratti saranno disponibili molto prima. “La prima tratta della M5 tra Bigami e porta Garibaldi sarà consegnata nell’autunno del 2012, speriamo di concludere la seconda tratta tra Garibaldi e San Siro nel 2014“, spiega Gabriella Polifroni dell’ufficio stampa per l’Assessorato alla mobilità di Milano.

Per l’altra linea, la M4 (qui le stazioni), che dovrebbe collegare l’aeroporto di Linate alla zona ovest di Milano, la questione è più complicata: i lavori sono bloccati da un ricorso al Tar di alcune imprese che non hanno vinto la gara d’appalto . La decisione dovrebbe arrivare a novembre: difficile che ci sia ancora il tempo per realizzare ventuno stazioni. “Si spera di partire a inizio 2012: calibreremo i lavori di modo da collegare Linate con l’interscambio più comodo e finire entro il 2015“, spiega Gabriella Polifroni. In maniera pragmatica, si è deciso di concentrarsi per ora solo su un mini raccordo di otto fermate, fino a San Babila, o forse sei, fino a Dateo, o magari addirittura solo due, fino a Fornanini Fs.

Un assaggio di cosa ci si deve aspettare da queste nuove vetture ultra moderne e senza conducente sarà dato a fine maggio del 2012, quando il Comune permetterà l’utilizzo del metrò 5 da Zara a Bignami in occasione dell’Incontro mondiale delle famiglie con il Papa all’aeroporto di Bresso. “Si potrà usare la metropolitana come navetta: non saranno accessibili le soste intermedie. Dopo quella settimana richiuderemo l’area per ulteriori test fino all’autunno“, spiega Gabriella Polifroni.

Mentre l’organizzazione Expo cambia i progetti, il Comune dribbla una causa, gli unici che sembrano tranquilli sono i privati, che grazie all’Expo procedono nella costruzione dei nuovi quartieri di Milano. Sabato pomeriggio, tra Gioia e Garibaldi, le gru si muovevano senza sosta. Sotto i due grattacieli a cui lavora lo studio Boeri c’era addirittura una fila di curiosi: era l’open weekend, fine operazione di marketing per mostrare ai cittadini (e a probabili compratori) lo stato di avanzamento dei lavori e la vista dal dodicesimo piano di uno dei due nuovi palazzi.

Caschetto in testa e audio guida nelle orecchie, si poteva camminare nel cantiere abbellito da diverse fioriere e scorgere dalle balconate la Milano del futuro. La consegna degli appartamenti? Tra un anno e mezzo.

GOVERNO: OGGI LA FIDUCIA, MAGGIORANZA VUOLE SUPERARE QUOTA 315 (PUNTO)

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(ASCA) – Roma, 14 ott – Alle 11 sono previste alla Camera le

dichiarazioni di voto sulle comunicazioni di Silvio

Berlusconi. Alle 12,30 iniziera’ la chiama per il voto di

fiducia. A quest’ultima operazione parteciperanno anche i

deputati delle opposizioni che hanno disertato l’Aula durante

il discorso del premier e il dibattito successivo.

I riflettori sono puntati sul numero dei voti che

decreteranno il raggiungimento della fiducia numero 53 da

parte del governo, dal momento che il risultato positivo

appare scontato. Lo scorso 28 settembre, quando si voto’ la

mozione di sfiducia presentata da Pd e Idv nei confronti di

Saverio Romano, ministro delle Politiche agricole, la

maggioranza ottenne 315 voti contro i 294 dell’opposizione.

L’obiettivo per oggi e’ raggiungere almeno quota 316, che

assicurerebbe al governo la maggioranza assoluta dei 630

deputati di cui e’ composta la Camera.

Superare l’asticella dei 315 voti sarebbe per il

centrodestra un risultato politico che confermerebbe che il

governo, pur tra qualche affanno, puo’ continuare la sua

marcia. Denis Verdini, Pdl, ieri si diceva convinto che il

governo potesse ottenere addirittura 322 voti di fiducia. I

deputati meno ottimisti calcolavano in 319 il risultato

finale.

Dopo il no alla fiducia confermato da Santo Versace, che

nelle scorse settimane ha lasciato il Pdl, la preoccupazione

nelle fila della maggioranza e’ che possano esserci altri

no.

Nonostante Claudio Scajola abbia confermato il suo via libera

al voto di fiducia, nel Pdl si teme infatti che qualche

frondista possa non presentarsi in Aula o astenersi.

Fabio Gava, Pdl, intervistato dal telegiornale de La7, ha

per esempio confermato di non essere stato persuaso dal

discorso del premier e che decidera’ all’ultimo momento come

votare. Lo stesso Scajola ha fatto capire che il suo si’ si

spiega piu’ per ragioni di lealta’ politica che per

condivisione programmatica.

Che qualche preoccupazione ci sia per il superamento di quota

316 nei voti di fiducia lo conferma anche la nota diffusa

ieri sera da Berlusconi: ”Intrattengo con Claudio Scajola

un’amicizia quasi ventennale e in tutti questi anni non ci

sono mai state con lui trattative su alcunche”’.

”Claudio – prosegue la nota – ha ricoperto importanti

ruoli nel partito e nel governo, con competenza e capacita’.

Sono quindi amareggiato nel leggere notizie diverse su

agenzie e giornali, notizie che sono infondate e che sono

l’opposto del mio giudizio su Claudio Scajola, che rimane un

protagonista importante del nostro movimento” .

Qualche defezione nella maggioranza potrebbe esserci pure

tra i leghisti. Se Umberto Bossi e Roberto Calderoli hanno

rassicurato Berlusconi sulla compattezza della Lega, a piu’

di un deputato del Carroccio il discorso del presidente del

Consiglio e’ sembrato insufficiente e a rischio immobilismo.

L’onorevole Carolina Lussana, intervenendo a nome della Lega

dopo le comunicazioni di Berlusconi, ha del resto ribadito

che il Carroccio avrebbe voluto ascoltare date e impegni

certi da parte del governo sulle riforme piu’ volte auspicate

e mai realizzate, a iniziare dal federalismo.

Anche l’affermazione ”il nostro governo non ha

alternative credibili” contenuta nel discorso di ieri del

premier non convince tutta la maggioranza. Prima di eventuali

elezioni anticipate ci sarebbe infatti da parte del

presidente Giorgio Napolitano una verifica sull’esistenza o

meno di altre maggioranze in Parlamento. Una maggioranza piu’

larga di quella attuale, come auspicato dai frondisti del

Pdl, potrebbe in qual caso prendere forma e andare avanti

fino alla fine della legislatura nel 2013.

Alle 14, dopo il voto di fiducia, e’ intanto convocato il

Consiglio dei ministri che deve approvare il nuovo rendiconto

dello Stato da ripresentare al Parlamento. Si discutera’

anche della legge di stabilita’.

C’e’ gia’ una nuova polemica nel governo. ”Ovviamente non

potro’ votare ne’ in Consiglio dei ministri ne’ in Parlamento

una legge di stabilita’ che di fatto cancella il Ministero

dell’Ambiente”, dichiara Stefania Prestigiacomo che di quel

ministero e’ responsabile.

Secondo il ministro, in quattro anni i tagli al budget del

Ministero dell’Ambiente sarebbero pari al 90%: dal 1,3

miliardi di euro del 2008, previsti per interventi

ambientali, ai 120 milioni di euro nel 2012. Da qui

l’annunciato no qualora gia’ oggi il Cdm approvi la legge di

stabilita’. Anche il ministro Paolo Romani chiede di non

togliere risorse al proprio dicastero delle

Telecomunicazioni.

Bersani, tregua commercializza solo con un punto di svolta

(ANSA) – ROMA, 3 ago – “passo della politica o controversia

interessi del negozio che esigiamo una svolta politica. IL

i problemi non si risolvono con un discorso o un monitoraggio con

le parti sociali hanno bisogno ma un po’ di tempo per una tregua con il

gli investitori e i mercati e il tempo che avete solo uno

“gesto politico. Se il Segretario dello Pd Pier Luigi Bersani

classe chiedere le dimissioni del governo.

GESTIONE BIS: CERNOBBIO RIFIUTO UNANIME (IL PUNTO)

(ASCA) – Cernobbio (Co) 2 insieme – c’e ‘ chi è evidenziando la

“troppa confusione” e auspicato “un governo forte”

C’è qualcuno che parla apertamente di “leadership

compromessa “ed altre persone chiedendo l’esecutivo

“attrezzo”. Si è unamine il rifiuto che DeVore

sull’ultima versione della manovra da economisti, industriali

e banchieri riuniti nella tradizione di officina di Cernobbio

promosso da Alfredo Ambrosetti. Ed è una recensione negativa

soprattutto per quello che il governo viene dalle rive del

Lago di Como questo tardo pomeriggio caldo e umido, bagnato

estate: l’improvviso voltafaccia sul riscatto degli anni di

laurea e la naja per il calcolo della pensione e il nuovo ciclo

giro di vite su evasione fiscale non sono pertanto sufficienti per

convincere i giocatori chiave in tutto il mondo.

Tutto ciò che rimane sul piede di guerra.

Tra i più critici economista Mario Monti, pronto a

puntare il dito su “confusione” dimostrata la

Governo della “mancanza di messaggi chiari”. Una miscela di

incertezza secondo al Presidente dell’Universita ‘ Bocconi

minaccia di “scoprire un senso di sfiducia in Europa

rispetto alla capacità dell’Italia a una

la strada definita, può portare a una maggiore

crescita e stabilità finanziaria “. A suo avviso, è

anche un problema di comunicazione: “la cosa peggiore

rafforzerebbe la diffidenza. è molto importante e

urgente decisioni in chiaro, di comunicare.

A differenza di ciò che è accaduto negli ultimi giorni “. Quanti

sufficiente inviare su carneficina, esponente del governo

cioè di Renato Brunetta: “economista Renato Brunetta-.

sarcastico, dice il ministro della funzione pubblica

parlando deliberatamente altri-the Economist

Mario Monti accoglie l’ospite non completamente corretto. Deve essere

ulteriori informazioni e l’economista Renato Brunetta

felice di spiegare l’economista Mario Monti… ”.

Ma c’è una voce dal coro. Perché altri

Il feedback dei clienti in movimento sono tutti negativi. Secondo Alberto

Bombassei, numero uno della Brembo e Vice-Presidente della

Confindustria, gli ultimi emendamenti della manovra bis

pertanto dimostrare “molto chiaramente” che l’attuale

la maggior parte è debole e non è in grado di prendere decisioni

principalmente a causa di dissenso interno. “Dobbiamo guardare”.

per superare tutte queste divisioni – questo è il suo messaggio.

Se c’è la volontà di decidere, un governo forte e

in modo indipendente hanno reazioni “. Ancora di più

grave sentenza da Nouriel Roubini, economista

American: “i mercati finanziari sono preoccupati per il

la credibilità del governo “. Per il Professor of New York

L’Università, la soluzione è il reset corrente

Direzione: cambiamento “il governo con un governo tecnico

Potrebbe essere utile e ripristinare la credibilità “. E mentre

il Presidente dell’Eni, Giuseppe Recchi, ha parlato di “una

nervosismo sopra l’incertezza del figlio reale

“fondamentalmente, il CEO di Intesa Sanpaolo

Corrado Passera, vede nel governo “confusione” e.

Tutto nel rifiutare l’ipotesi di un allenatore esecutivo, applicazione

“marcia” o “Modifica” politica.

L’altro grande thread del giorno

possibile discesa nel campo Alessandro Profumo. E anche in

questo caso tutti vedono un impegno politico a favorevomente

ex CEO di Unicredit. Bombassei e ‘

“qualche profumo sarà bene” e passera.

convinti che l’ex collega potrebbe “portare al mondo di

politiche umane risorse intellettuali e forte “. L’unico

commento ironico a Brunetta: “

paesi saranno certamente arricchiti dalla sua presenza.