AppId is over the quota
AppId is over the quota
(ASCA) – Roma, 14 ott – Alle 11 sono previste alla Camera le
dichiarazioni di voto sulle comunicazioni di Silvio
Berlusconi. Alle 12,30 iniziera’ la chiama per il voto di
fiducia. A quest’ultima operazione parteciperanno anche i
deputati delle opposizioni che hanno disertato l’Aula durante
il discorso del premier e il dibattito successivo.
I riflettori sono puntati sul numero dei voti che
decreteranno il raggiungimento della fiducia numero 53 da
parte del governo, dal momento che il risultato positivo
appare scontato. Lo scorso 28 settembre, quando si voto’ la
mozione di sfiducia presentata da Pd e Idv nei confronti di
Saverio Romano, ministro delle Politiche agricole, la
maggioranza ottenne 315 voti contro i 294 dell’opposizione.
L’obiettivo per oggi e’ raggiungere almeno quota 316, che
assicurerebbe al governo la maggioranza assoluta dei 630
deputati di cui e’ composta la Camera.
Superare l’asticella dei 315 voti sarebbe per il
centrodestra un risultato politico che confermerebbe che il
governo, pur tra qualche affanno, puo’ continuare la sua
marcia. Denis Verdini, Pdl, ieri si diceva convinto che il
governo potesse ottenere addirittura 322 voti di fiducia. I
deputati meno ottimisti calcolavano in 319 il risultato
finale.
Dopo il no alla fiducia confermato da Santo Versace, che
nelle scorse settimane ha lasciato il Pdl, la preoccupazione
nelle fila della maggioranza e’ che possano esserci altri
no.
Nonostante Claudio Scajola abbia confermato il suo via libera
al voto di fiducia, nel Pdl si teme infatti che qualche
frondista possa non presentarsi in Aula o astenersi.
Fabio Gava, Pdl, intervistato dal telegiornale de La7, ha
per esempio confermato di non essere stato persuaso dal
discorso del premier e che decidera’ all’ultimo momento come
votare. Lo stesso Scajola ha fatto capire che il suo si’ si
spiega piu’ per ragioni di lealta’ politica che per
condivisione programmatica.
Che qualche preoccupazione ci sia per il superamento di quota
316 nei voti di fiducia lo conferma anche la nota diffusa
ieri sera da Berlusconi: ”Intrattengo con Claudio Scajola
un’amicizia quasi ventennale e in tutti questi anni non ci
sono mai state con lui trattative su alcunche”’.
”Claudio – prosegue la nota – ha ricoperto importanti
ruoli nel partito e nel governo, con competenza e capacita’.
Sono quindi amareggiato nel leggere notizie diverse su
agenzie e giornali, notizie che sono infondate e che sono
l’opposto del mio giudizio su Claudio Scajola, che rimane un
protagonista importante del nostro movimento” .
Qualche defezione nella maggioranza potrebbe esserci pure
tra i leghisti. Se Umberto Bossi e Roberto Calderoli hanno
rassicurato Berlusconi sulla compattezza della Lega, a piu’
di un deputato del Carroccio il discorso del presidente del
Consiglio e’ sembrato insufficiente e a rischio immobilismo.
L’onorevole Carolina Lussana, intervenendo a nome della Lega
dopo le comunicazioni di Berlusconi, ha del resto ribadito
che il Carroccio avrebbe voluto ascoltare date e impegni
certi da parte del governo sulle riforme piu’ volte auspicate
e mai realizzate, a iniziare dal federalismo.
Anche l’affermazione ”il nostro governo non ha
alternative credibili” contenuta nel discorso di ieri del
premier non convince tutta la maggioranza. Prima di eventuali
elezioni anticipate ci sarebbe infatti da parte del
presidente Giorgio Napolitano una verifica sull’esistenza o
meno di altre maggioranze in Parlamento. Una maggioranza piu’
larga di quella attuale, come auspicato dai frondisti del
Pdl, potrebbe in qual caso prendere forma e andare avanti
fino alla fine della legislatura nel 2013.
Alle 14, dopo il voto di fiducia, e’ intanto convocato il
Consiglio dei ministri che deve approvare il nuovo rendiconto
dello Stato da ripresentare al Parlamento. Si discutera’
anche della legge di stabilita’.
C’e’ gia’ una nuova polemica nel governo. ”Ovviamente non
potro’ votare ne’ in Consiglio dei ministri ne’ in Parlamento
una legge di stabilita’ che di fatto cancella il Ministero
dell’Ambiente”, dichiara Stefania Prestigiacomo che di quel
ministero e’ responsabile.
Secondo il ministro, in quattro anni i tagli al budget del
Ministero dell’Ambiente sarebbero pari al 90%: dal 1,3
miliardi di euro del 2008, previsti per interventi
ambientali, ai 120 milioni di euro nel 2012. Da qui
l’annunciato no qualora gia’ oggi il Cdm approvi la legge di
stabilita’. Anche il ministro Paolo Romani chiede di non
togliere risorse al proprio dicastero delle
Telecomunicazioni.
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