AppId is over the quota
AppId is over the quota
(ASCA) – Roma, 26 ott – I cattolici e la politica? Sono in
una fase di attesa. Attesa di qualcosa che rompa la
situazione attuale vissuta con sofferenza e con un giudizio
di forte sfiducia verso i partititi ma anche verso le
istituzioni.
E’ quanto emerge dall’indagine ”Cattolici e politica: tra
astensionismo e voglia di impegno” condotta da Ipsos e
commissionata dalla Fondazione Achille Grandi per il bene
comune. Indagine che rappresenta l’ultima tappa di un cammino
iniziato alcuni anni fa e volto a studiare il comportamento
politico e gli orientamenti politici dei cattolici italiani.
Quello presentato oggi e’ il quadro conclusivo, ma i dati
completi e definitivi sranno resi noti alla fine di
dicembre.
Il fattore ”attesa” e’ rilevato da alcuni dati
apparentemente contraddittori: da un lato il giudizio
negativo sui partiti politici scesi, nel giudizio dei
cattolici, scesi -ma sarebbe meglio dire crollati- di 18
punti percentuali in sei mesi dal 32% al 14% di gradimento.
Giudizio negativo che ha coinvolto anche le istituzioni come
Camera e Senato che sono calate in un andamento parallelo ai
partiti: dal 50 al 25% il Senato e dal 48 al 22 la Camera per
lo stesso periodo di sei mesi. Ancora non resi noti i dati
relativi a tutte le altre istituzioni, ma per il governo e
personalmente Berlusconi, si confida che la discesa e’ in
termini di vero crollo, essendo sceso il gradimento da 50 a
22 con tendenza a diminuire ancora.
Il dato si incrocia con un altro, quello relativo alle
intenzioni di voto dove piu’ che la bipolarizzazione tra
centrodestra (21,3%) e centrosinistra (24,7%) e con un centro
dato al 6,2%, a imporsi all’attenzione e’ la propensione
dichiarata di non voto, ovvero di astensione con un totale
del 44, 5% (con un picco tra i praticanti impegnati stimati
al 48,7% e un livello minore pari al 40,3% dei cattolici non
praticanti).
Il dato che rivela che i giudizi negativi non sono
assoluti ma relativi ad una fase storica e’ quello
documentato dalla tabella sul consenso che i cattolici
intervistati hanno rivolto alla presa di posizione del
cardinale Bagnasco che nel suo noto discorso sulla situazione
politica italiana aveva detto che ”c’e’ da purificare
l’aria, perche’ le nuove generazioni, crescendo, non restino
avvelenate”. Bene, questo giudizio e l’insieme della presa
di posizione del cardinale, riscuote un consenso
plebiscitario, pari all’80%.
L’impressione di una ”voglia di nuovo” e’ documentata
anche dalla domanda volta ad accertare le opinioni sul
rapporto tra religione cattolica e politica dove tra i
cattolici intervistati il 19% ritiene che sia ‘necessario
affermare con piu’ forza i valori cattolici nella politica
italiana’, a fronte di un 39% che ritiene che ‘la politica
deve essere laica e sapere trovare una sisntesi tra i valori
cattolici e le diverse culture’ e un 36% che pur cattolico
pensa che ‘le posizioni della chiesa cattolica sono fin
troppo presenti nella politica italiana’. All’interno di
questo universo chi ha risposto alla prima domanda
(necessario affermare con piu’ forza i valori cattolici) il
24% pensa ad una forza politica organizzata che li
rappresenti, il 35% che non serva ma che e’ importante un
movimento per farsi sentire a fronte di un 33% che ritiene
comunque sbagliata la scelta di un partito per non confondere
religione e politica.
Chi si e’ pronunciato per una sintesi tra valori cattolici
e diverse culture si e’ diviso nella stessa tripartizione per
un 11% favorevole al partito, il 29% per il movimento e il
57% contrario perche’ lo ritiene un errore.
I catolici che hanno risposto alla terza opzione, che la
chiesa e’ fin troppo presente in politica, si sono divisi per
un 5% di favorevoli alla forza organizzata, il 12% per il
movimento e l’80% per il no a confusioni tra religione e
politica.
L’intero quadro statistico rivela una forte domanda di
qualita’ della politica e di una rispondenza ai valori
condivisi dai cattolici.
La ”voglia di rinnovamento” e’ evidenziata da un aumento
del gradimento verso la chiesa e dall’attenzione riservata
all’incontro di Todi dove e’ stato messo in luce il desiderio
dei cattolici per un ”nuovo slancio” e favorevoli a
”ripensare con forme nuove il futuro del Paese”.
L’indagine, ha sottolineato Nando Pagnoncelli, presidente
di Ipsos, durante la conferenza stampa di presentazione si e’
avvalsa di 5.000 interviste mensili per un totale di 60.000
interviste su base annuale e quindi quello su cui si e’
lavorato e’ ben piu’ di un campione per rivelare uno spaccato
del mondo cattolico in cui i dati che piu’ si evidenziano
sono la forte crescita della tendenza all’astensione ma anche
una strutturazione bipolare dell’elettorato cattolico.
Per Luigi Bobba, Pd, vicepresidente della commissione
lavora della Camera, il ”punto chiave dell’indagine e’ un
apparente paradosso”, quello tra un’area di non voto e la
”voglia di esserci” dei cattolici. Secondo Bobba nonostante
i molti giudizi negativi ”la fase non e’ ancora del distacco
dalla vita democratica, ma quella di un’attesa con una forte
domanda politica”.
Da un punto di vista personale Bobba ha colto positivamente
il dato sul sorpasso del gradimento del Pd rispetto al Pdl,
anche se il Pd non e’ riuscito ad intercettare pienamente le
domande” che vengono dai cattolici.
Secondo Giuseppe Pisanu, Pdl, presidente della Commissione
parlamentare Antimafia, ”c’e’ un divario abissale tra la
realta’ e la domanda forte di politica dei cattolici”.
Pisanu coglie anche ”una fuga consistente e continua dei
consensi sia sul cntrodestra sia sul centrosinistra” a
fronte di un ”andamento diverso per l’Udc man mano che si
rende sempre piu’ autonomo”. E questo, ha aggiunto,
accompagnato ad un ”giudizio negativo anche su questo
bipolarismo”.
In sostanza, ha detto ancora Pisanu, i ”cattolici
considerano sostanzialmente esaurita l’esperienza del partito
cattolico, quello della Dc, ma ritengono anche fallita
l’esperienza della diaspora” e avvertono che oggi ”c’e’ un
vuoto da colmare facendo leva sulla dottrina sociale della
chiesa”. Cosa ha rappresentato Todi? Per Pisanu ha indicato
la ”giusta via” di ”tornare a pensare in grande per
proporrew una via nuova”.
Andrea Olivero, presidente nazionale delle Acli, ha
sottolineto la ”crescita spaventosa di sfiducia tra i
cattolici, specie di quelli impegnati”. E sono gli stessi
cattolici, ha fatto osservare che ”chiedono coerenza” e di
poter ”scegliere i loro eletti” con una nuova legge
elettorale. ”C’e’ una forte domanda di nuovo” ha concordato
Olivero avvertendo che ”la fine del berlusconismo non
servira’ se non e’ accompagnata da un nuovo progetto”.
Invitando i cattolici a non essere autoreferenziali, a ”non
pensare da cattolici per i cattolici” OLivero ha concluso
dicendo che da Todi e’ venuto l’appello a ”dimostrare di
essere credenti credibili” e chiedere politiche a favore
della vita, della famiglia, dello sviluppo, del lavoro a
partire dalla disoccupazione dei giovani.
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