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Fiat: Di Pietro, nulla da festeggiare su accordo Termini Imerese

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Roma, 27 nov. (Adnkronos)- “Non c’e’ proprio niente da festeggiare nell’accordo raggiunto ieri sulla chiusura di Termini Imerese. Stiamo parlando di un funerale, non di un lieto evento. Bisognerebbe piangere e chiedere conto di questo disastro, non brindare”. Lo scrive sul suo blog il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. “Capisco che i sindacati, anche la Fiom, abbiano dovuto firmare l’accordo perche’ i lavoratori, abbandonati da tutti, possano almeno essere accompagnati alla pensione. Ma -aggiunge Di Pietro- non possiamo fare finta che questo risultato sia positivo per qualcuno, a parte Marchionne e gli azionisti Fiat”.

“Certo -prosegue- non possono festeggiare i 640 lavoratori che di qui alla pensione, tra sei anni, dovranno cavarsela con circa 460 euro al mese. Poteva andargli pure peggio, ma questa non e’ una grande consolazione ne’ un modello innovativo di politica sociale e industriale”. “Temo che avranno poco da fare festa anche gli operai che resteranno in fabbrica, assunti dalla Dr Motors della famiglia Di Risio, quella presentata dal ministro dello Sviluppo economico che dovrebbe rilevare lo stabilimento”.

“De Risio, che io come molisano conosco bene, non sta pagando da mesi i suoi dipendenti e -scrive ancora Di Pietro sul suo blog- non vorremmo che fosse di nuovo una di quelle fregature ai danni dei lavoratori che tante volte abbiamo visto in questi ultimi anni”. “Meno di tutti puo’ festeggiare l’Italia, -prosegue- che vede la sua principale azienda privata sganciarsi e alzare i tacchi dopo aver spremuto come un limone lo Stato, senza che nessun governo, ne’ quello precedente ne’ questo, abbia mosso o muova un dito per impedirlo”. (segue)

GOVERNO: ALFANO, DA DI PIETRO IPOCRISIA SU ESECUTIVO MONTI

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(ASCA) – Palermo, 26 nov – ”In realta’ non c’e’ altra intesa

che quella di votare il governo Monti e di votargli la

fiducia. Noi abbiamo votato la fiducia al governo Monti, Di

Pietro ha votato la fiducia al govenro Monti e lo stesso

hanno fatto il Pd e l’Udc. Quindi non capisto la

dichiarazione di Di Pietro se non con la consueta ipocrisia

di votare per il governo e poi tentare di farsi da parte”.

Lo ha detto ai giornalisti il segretario nazionale del Pdl,

Angelino Alfano, a margine un convegno in corso a Palazzo dei

Normanni, sede del Parlamento siciliano e nel corso del quale

sara’ presentato il suo primo libro: ”La mafia uccide

d’estate – cosa significa fare il ministro della Giustizia in

Italia”.

Le dichiarazioni di Alfano sono in risposta a quelle del

leader di Idv, Antonio Di Pietro, secondo il quale ”c’e’

un’intesa politica tra Pdl, Udc e Pd”.

CENTROSINISTRA: APPELLO ONLINE DI DI PIETRO PER PRIMARIE DI COALIZIONE

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(ASCA) – Roma, 22 ott – ”Mai come in questo momento ci sono

state due Italie che hanno perso ogni punto di contatto. Cosa

c’entrano, che c’azzeccano avrebbe detto il vecchio Di

Pietro, l’Italia che lavora, paga la crisi e nonostante tutto

ancora riesce a produrre ricchezza con quella che se ne sta

chiusa nei palazzi della politica e non capisce nemmeno piu’

cosa sta succedendo fuori da quelle mura? Cosa c’entra

l’Italia dei cittadini onesti che pagano le tasse e sulle cui

spalle ricade tutto il peso della crisi con quella dei

furbetti, dei lenoni e dei faccendieri?”.

E’ quanto scrive sul suo blog il leader dell’Italia dei

Valori, Antonio Di Pietro, che aggiunge: ”Il governo di

Berlusconi ha la fiducia dell’Italia della casta e della

corruzione, ma ha perso quella dell’altra Italia. Per questo

con tutti i voti di fiducia che puo’ prendere in Parlamento

Berlusconi e il berlusconismo sono finiti. A finirli non e’

stato qualche gioco di palazzo, ma i cittadini con i

referendum di giugno e adesso con il mare di firme raccolte

per abolire questa legge elettorale che gli impedisce al

popolo di scegliere i suoi rappresentanti”.

”Pero’ noi del centrosinistra dobbiamo stare molto

attenti a non adagiarci sulla sconfitta del berlusconismo. Se

non sapremo offrire a quell’altra Italia un’alternativa seria

e in tempi rapidi e non restituiremo a quei cittadini il vero

potere di decisione e di scelta concluderanno che siamo

uguali agli altri, che anche noi difendiamo i privilegi della

casta e ci abbandoneranno”.

”Per questo -prosegue Di Pietro- dobbiamo organizzare le

primarie, in modo che siano gli elettori a decidere chi debba

candidarsi alle prossime elezioni politiche, e dobbiamo farlo

subito, entro gennaio, perche’ e’ necessario mettere in campo

una proposta d’alternativa adesso, non all’ultimo momento e

dopo aver sprecato ancora mesi in giochi di corridoio e

trattative politicanti”.

”Invitiamo tutti i cittadini e gli elettori del

centrosinistra a sottoscrivere questo appello, che prende

spunto da quello firmato da me, Nichi Vendola e Arturo

Parisi, chiedendo al Pd di sciogliere le sue eterne riserve e

convocare entro gennaio le primarie di coalizione”, conclude

Di Pietro.

INDIGNATI: DI PIETRO, LEGGI SPECIALI CONTRO I VIOLENTI

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(ASCA) – Roma, 17 ott – ”Leggi speciali” per i violenti

nelle manifestazioni affinche’ ”queste persone dopo tre

giorni non escano in quanto manca una legislazione

adeguata”. E’ quanto chiede il presidente dell’Idv, Antonio

Di Pietro, dopo i disordini di Roma.

Di Pietro parla di ”una legge reale ‘due”’ per

rispondere ad una ”situazione di emergenza”. Dovrebbero

essere inserite ”nuove figure di reato, aumenti di pena per

i reati gia’ previsti, fermi e arresti obbligatori e riti

direttissimi effettivamente eseguiti in costanza di fermo, in

modo che in pochi giorni ci sia la sentenza di primo grado”.

”Non e’ tempo – ha aggiuinto Di Pietro – di rimpalli di

responsabilita’ ma e’ ora di assemersi responsabilita’. La

polizia deve identificare al piu’ presto i delinquenti, la

magistratura li deve assicurare alla giustizia e la politica

deve intervenore con leggi speciali”. Sul fronte preventivo

secondo il leader Idv dovrebbero essere inserite disposizioni

”gia’ sperimentate per gli ultra sportivi”, come ”il

divieto di dimora in particolari giornate, o l’obbligo di

dimora”.

RIFORME: DI PIETRO, A MODIFICARE LA LEGGE ELETTORALE E LE PROVINCE DI REMOVE

(ASCA) – Roma, set di 2-”andare i costi della politica

affrontato seriamente e non con piccoli annunci. Si può non

Chiedere sacrifici che dipendenti e

pensionati dal governo. Per fare questo,

l’Italia dei valori ha promosso il referendum per abrogare la

Elettorale legge e raccoglie firme per proporre un

diritto di iniziativa popolare per eliminare le province “. Ha

ha dichiarato il capo dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro.

oggi ha partecipato a un’iniziativa per raccogliere

le firme sono organizzate dal suo partito di Cesano Maderno.

“Crediamo che egli ha aggiunto che questo Parlamento

C’è un reale conflitto di interessi. è impensabile,

in effetti, che questi membri nominati dal principe

la forza, determinazione e il coraggio di votare nel nome

gli italiani senza incoraggiando coloro che nominato. Abbiamo

ha deciso di raccogliere firme per cambiare questa legge

elezione: invitiamo tutti i cittadini del diritto di

la sinistra e il centro del segno: se non modificare la legge.

Non possiamo mai cambiare la classe dirigente attuale “.

“Crediamo che la realtà strutturale come

Le province sono ormai obsoleti, inutili e richiede molto tempo e che

Comuni e delle regioni possono giocare tranquillamente anche

loro abilità. Per questo motivo, li raccogliamo

firme per uno di agire su iniziativa del popolo.

conclude Peter-eliminare le province e

infatti risparmiare sui costi e rifiuti di

Politica “.

MANOVRA BIS: DI PIETRO, SI’ RESPONSABILI MA NO A POLPETTA AVVELENATA

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(ASCA) – Roma, 13 ago – ”Dopo una giornata di risse

all’interno della maggioranza il governo ha partorito una

manovra che per il 90% pesa sulle spalle dei cittadini e

della povera gente, dei ceti medi e medio bassi.

Ci sono alcuni segnali positivi, e anche se sono timidissimi

voglio per carita’ di patria indicarli per primi. La

razionalizzazione delle Province e dei Comuni e’ un

passettino nella direzione giusta, anche se non e’ certo

quello di cui ci sarebbe bisogno e che noi avevamo proposto,

l’abolizione secca della Province. Dovremo conquistarcela da

soli con la legge d’iniziativa popolare per cui stiamo

raccogliendo le firme”. E’ quanto scrive, fra l’altro, sul

suo blog il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.

”L’aumento della tassazione delle rendite – spiega l’ex

magistrato – e’ una misura che noi dell’Italia dei Valori

chiedevamo da tempo, anche se, per come stanno oggi le Borse,

ce ne vorra’ di tempo perche’ inizi a fruttare cifre

significative.

Si fa fatica a trovare quegli interventi spiegati ieri da

Berlusconi enfaticamente come ”eccessivi rispetto a cio’ che

sarebbe giusto” sui tagli ai costi della politica”.

”Da dove vengono i soldi veri, gli incassi

significativi’? – si chiede Di Pietro -. Dall’innalzamento

dell’eta’ pensionabile delle donne, dalla quadruplicazione

dei tempi di pagamento dei Tfr per i lavoratori della

pubblica amministrazione. Verranno soprattutto dai tagli agli

enti locali che sono ne’ piu’ ne’ meno che tagli alla spesa

sociale, al welfare e ai servizi essenziali. Ci vuole la

faccia tosta di questi governanti per dire che non hanno

toccato istruzione e sanita’. Cosa credono che affondera’

grazie ai loro tagli’? Chi pensano di poter prendere in

giro’?. La gravita’ della situazione la conosciamo tutti e

noi dell’Italia dei Valori non siamo degli irresponsabili

come chi ci governa. In Parlamento discuteremo di questa

manovra senza alcun atteggiamento pregiudiziale, ma neppure

ingoieremo in nome dell’emergenza qualsiasi polpetta

avvelenata”.

”Faremo il nostro dovere – conclude Di Pietro – ma daremo

anche una strenua battaglia per modificare radicalmente la

manovra in modo che colpisca sul serio i costi e gli sprechi

della politica e quelli della triste propaganda delle guerre

in Afghanistan e in Libia e lasci in pace chi ha gia’ pagato

sin troppo. E ci confronteremo in questi giorni con i

cittadini per avere la forza necessaria a portare avanti le

nostre priorita’ comuni”.