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Crisi: Dini, nessuna conferma su aiuti Fmi, dovrebbe chiederli Monti

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Roma, 27 nov. (Adnkronos)- “Non c’e’ assolutamente conferma” che il Fondo Monetario Internazionale abbia un piano di aiuti finanziari da 400-600 mld di euro per l’Italia e “in ogni caso, la richiesta dovrebbe avanzarla il nuovo premier Mario Monti”. Lo afferma all’Adnkronos Lamberto Dini, presidente della Commissione Esteri del Senato (Pdl), economista ed ex Direttore generale della Banca d’Italia.

Dini, che conta importanti esperienze al Fondo Monetario Internazionale dove e’ stato direttore esecutivo per l’Italia, Grecia, Portogallo e Malta, aggiunge: “Non mi pare che ci siano segnali relativi a questo piano dell’Fmi”. “Un programma cosi’ importante di investimento -prosegue Dini- sarebbe anche soggetto ad una grande condizionalita’ nella politica economica italiana”.

“No, non ci sono segni di un piano Fmi ed il governo Monti ha un suo programma” ribadisce Dini sottolineando che “il Governo ora parla solo di tasse e non di riduzione di spesa ed e’ questo quello che veramente mi sorprende”.

CONFINDUSTRIA: MARCEGAGLIA, NESSUNA DIVISIONE POLITICA CON FIAT (1 UPD)

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(ASCA) – Torino, 24 ott – Ognuno deve trovare la sua strada,

ma stare insieme e’ meglio che stare da soli. Emma

Marcegaglia torna sull’addio di Fiat a Confindustria in un

intervento che recupera gran parte delle ragioni del

Lingotto, pur naturalmente non condividendone le conclusioni

e il suo appello a stare insieme sembra ora rivolto alla

platea degli imprenditori presenti al convegno dell’Unione

Industriale. ”Con Fiat – dice la presidente di Confindustria

- non c’e’ nessuna divisione politica”.

”Ogni azienda ha la sua storia – spiega Marcegaglia – ma

ognuno questa strada la deve fare e come Confindustria

dobbiamo cercare di aiutare, di supportare, tutte le imprese

nella loro attivita’. Tutti dobbiamo andare sulla strada di

migliorare, di essere piu’ competitivi, di cogliere la sfida,

altrimenti il paese non sta in piedi. Lo dico da presidente

di Confindustria che tra qualche mese uscira’ – sottolinea

Marcegaglia ricordando la fine del suo mandato -: rimango

convinta che tutto sommato stare insieme e’ meglio che stare

da soli e che tutte le trasformazioni che questo paese deve

fare abbiamo piu’ chances di farle se stiamo insieme e se

andiamo avanti e cerchiamo di lavorare tutti nella stessa

direzione.

Detto questo – ha aggiunto Marcegaglia – l’ha detto Sergio e

io lo ripeto, non c’e’ alcuna divisione politica tra

Confindustria e Fiat e c’e’ un totale rispetto tra

Confindustria e Fiat e non saremo mai noi a dare argomenti a

chi intende demolire, non noi o Fiat, ma tutti noi che

facciamo impresa. Ci possono essere visioni diverse, ma siamo

tutti uniti negli obiettivi e nel perseguire il miglioramento

del paese”.

CONFINDUSTRIA: MARCEGAGLIA, NESSUNA DIVISIONE POLITICA CON FIAT

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(ASCA) – Torino, 24 ott – Ognuno deve trovare la sua strada,

ma stare insieme e’ meglio che stare da soli. Emma

Marcegaglia torna sull’addio di Fiat a Confindustria in un

intervento che recupera gran parte delle ragioni del

Lingotto, pur naturalmente non condividendone le conclusioni

e il suo appello a stare insieme sembra ora rivolto alla

platea degli imprenditori presenti al convegno dell’Unione

Industriale.

”Con Fiat – dice la presidente di Confindustria – non

c’e’ nessuna divisione politica”.

CRISI: FIORONI, UN’OCCASIONE STORICA AL PARLAMENTO, NESSUNA ELEZIONE (FUTURO)

(ASCA) – Roma, 9 ago – “credo che il Parlamento abbia prima

un’occasione unica. La crisi può davvero trasformare

nella prova di “dare al paese una politica ‘

Nuovo. Oggi dovrebbero essere spazzate via due tentazioni, quella di un

l’opposizione continua a proclamare la sua “di votare

Nota: ‘ e quelle del governo e i credono di maggioranza

è possibile ottenere al 2013 solo sparare le estremità.

Si dice in un’intervista ad essere responsabile per la protezione sociale

il Pd, Beppe Fioroni.

“La maggioranza e l’opposizione deve essere in grado

costruire una nuova politica e tornare il paese prlare

sapere che i sacrifici che saranno costretti a

orso restituirà un punto di vista. Tremonti-ha spiegato

Fioroni-non può uscire si dandoci un elenco delle proposte

Basti pensare a mandare in fumo per mercati segnali e poi

condannare il paese a galleggiare con l’unica speranza che il

“tempesta economica passa.

L’ex ministro e leader della regione cattolica moderata

PD, stabilisce alcuni punti chiave, partendo dal presupposto che l’introduzione

il foglio. “Si può scommettere sulla creazione di un

Comitato ad hoc, ma importante, è la volontà. Sarà necessario

per andare al lavoro per portare avanti nelle fasi forzate,

che coinvolgono le parti sociali. Dal primo agosto

risultati concreti. Noi non ci permettono-aggiunge

Fioroni-20 regioni, ci sono 12 e potrebbe cadere

8, per che abbiamo bisogno di una riforma fiscale riducendo le tasse

le famiglie e le imprese. Le risorse e i sacrifici sono invitati a

chi ha più. Penso che un foglio per 3 anni in su

Titoli del mondo (tra 5 e 7 milioni), sarebbe un

segnale verso l’Europa e per il paese “.

“Berlusconi ha concluso che Fioroni arriva al Terminal

e la Seconda Repubblica sarà memorizzata. Vedremo il

conseguenze: il primo ministro, ma abbiamo ancora

l’opposizione, abbiamo fortemente

indossato “.

CRISI: BERLUSCONI, NESSUNA RELAZIONE TRA DISCORSO E TREND BORSE

(ASCA) – Roma, 4 ago – “i mercati stanno comportando per motivi

loro distante sia dalla realtà economica che la

vita politica. Solo gli organi di informazione hanno implementato

relazione del mio intervento con l’andamento delle scorte. HO

Io sono il figlio di un esperto del mercato azionario del padre, ho ho scambiato aziende

e queste cose, io so “. Il Presidente della

Il Consiglio, Silvio Berlusconi, alla conferenza stampa

Palazzo Chigi dopo il suo incontro con le parti sociali.