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INDIGNATI: AMATO, NOSTRA DEMOCRAZIA MALATA DI FASCISMO (MESSAGGERO)

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(ASCA) – Roma, 17 ott – ”La nostra, non solo in Italia, temo

stia diventando una democrazia infetta. Il radicalismo

estremo, che rende incomponibili le parti armandole di

personale intolleranza l’una contro l’altra, e’ in realta’

una forma di fascismo. Praticato a prescindere dalla

collocazione politica, cosi’ negli Stati Uniti, come in

Italia”. L’ex presidente del Consiglio, Giuliano Amato,

intervistato dal ‘Messaggero’, interviene sugli scontri

avvenuti a Roma durante la manifestazione degli indignati.

”Alcuni fenomeni – spiega Amato – mi colpiscono. Il primo

e’ questo: chi sono i cattivi maestri? Ai tempi in cui

eravamo giovani noi, i cattivi maestri si indicavano in Toni

Negri e altre figure come lui, predicatori di un’azione

rivoluzionaria che non doveva conoscere limiti”. Ma ora ”ho

l’impressione che i cattivi maestri siano tanti, e tutti

coloro che hanno fatto della nostra democrazia una palestra

di torva dialettica di odii e di ostilita”’.

E ”c’e’ poi quello che ci dicono gli studiosi dei nuovi

media, e cioe’ che questi, pur efficaci strumenti di

partecipazione democratica, sono anche velicoli di rabbia e

ostilita”’. Per Amato, ”resta pero’ da spiegare perche’ la

gran parte dei giovani e degli adulti questa rabbia la

manifestano pacificamente, mentre altri la utilizzano per

giustificare le proprie violenze. Questo e’ un punto chiave -

conclude l’ex premier – se non lo cogliamo, finiamo per fare

del giustificazionismo noi stessi, che poi alimenta in modo

particolare la violenza”.

GOVERNO: CASINI, CATTOLICI CHIEDONO CAMBIO (MESSAGGERO)

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(ASCA) – Roma, 19 ott – Il mondo cattolico ”vuole tornare ad

essere protagonista” e ”non bastano leggi come fecondazione

e biotestamento per appagare un mondo sempre piu’ inquieto e

che non trova rappresentanza politica”. Cosi’ il leader Udc,

Pierferdinando Casini intervistato da Il messaggero.

Per Casini ”questa gara a chi e’ piu’ in linea con

Oltretevere e’ inutile e stucchevole” e comunque ”la fine

del berlsuconismo non la decreta la Chiesa, l’hanno decretata

i fatti”.

Per Casini ”questa nuova vitalita’ cattolica e’ in

condizione di fare la differenza in una fase di grande

sbandamento”. In ogni caso, aggiunge ”le condizioni per

rifare la Dc non ci sono. Noi vogliamo che le cose cambino

senza nostalgie per il passato”.

Sulla legge elettorale chiarisce: ”Con o senza una nuova

legge elettorale una forza come il Terzo polo che ha il 15% e

che puo’ crescere e’ in grado di fare la differenza con

qualsiasi sistema elettorale, sara’ in ogni caso

determinante”. Detto cio’ se il Pdl ha una sua proposta,

”non occorrono conciliaboli o pateracchi, si assuma le sue

responsabilita’ e la presenti nelle sedi appropriate, cioe’

in parlamento. Se ci piace la votermo senno’ la

contrasteremo”.

Sul Pd e sulla proposta di D’Alema di riunire in una

coalizione il 60% degli italiani che non sono berlusconiani,

Casini osserva: ”Il Pd ha capito che la soluzione sta in un

governo di responsabilita’ nazionale, che bisogna unire le

forze migliori per uscire dall’emergenza”.

CATTOLICI: LUPI, ANTISTORICA NUOVA DC, RIDUCE PORTATA TODI (MESSAGGERO)

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(ASCA) – Roma, 17 ott – ”Mi aspetto che noi cattolici che

facciamo politica non ci lanciamo nel gioco di ridurre il

convegno di Todi a una lettura tutta politicista: nasce o non

nasce un partito dei cattolici”. E’ l’auspicio del

vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi, uno degli

esponenti cattolici piu’ in vista presenti all’interno

dell’attuale Pdl. ”Todi – spiega in un’intervista al

Messaggero – segnala la vitalita’ della presenza sociale del

mondo cattolico e un contributo all’azione per ricostruire il

Paese e rispondere alle sfide del momento”.

”L’idea di riproporre un partito dei cattolici o la

rinascita di una neo-Dc e’ antistorica e ridurrebbe la

portata dell’evento di Todi. La Chiesa – spiega Lupi – ci

chiede un rinnovato impegno sociale. E’ il momento della

sfida, della presenza e della testimonianza per tutti coloro

che, da cattolici, fanno politica, ma pensare di voler

costruire da questo un partito dei cattolici e’ un errore”.

CRISI: BERSANI, IN ITALIA TROPPA PAURA. CLIMA PERICOLOSO (MESSAGGERO)

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(ASCA) – Roma, 18 ago – ”In questo momento in Italia c’e’

una paura, un’incertezza, un disamore e uno scoramento che

non ha precedenti. Temo che questo dato sia largamente

sottovalutato. Basta una scintilla perche’ queste cose

possano certamente sfociare in ribellismi”. L’allarme lo

lancia il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, in

un’intervista al Messaggero, che mette in guardia da ”una

tensione sorda e forse perfino piu’ pericolosa” che ci

sarebbe nel nostro paese.

Il problema, spiega Bersani, e’ italiano ed europeo. A

livello nazionale, sostiene, ”non c’e’ il volto giusto a

guidarci fuori dalla crisi”. A livello comunitario, invece,

”serve una Maastricht 2, che dia finalmente una dimensione

politica all’Europa”. Serve, in sostanza, ”un programma

comune di costruzione europea, altrimenti ”se andiamo avanti

cosi’, a vertici piu’ o meno inconcludenti, i mercati ci

ammazzano uno a uno”.