AppId is over the quota
AppId is over the quota
(ASCA) – Roma, 26 nov – L’Italia riconquista la credibilita’
perduta presso le istituzioni europee ”ma non quella dei
mercati”. Lo sostiene il vicepresidente vicario del
Parlamento europeo, Gianni Pittella commentando la posizione
del nostro paese in ambito europeo in questi difficili
momenti di crisi.
”I leader dei maggiori paesi europei, la Commissione, la
presidenza del Consiglio non risparmiano gli aggettivi
positivi per definire il piano di risanamento, o forse meglio
dire di salvezza nazionale, che Mario Monti ha illustrato
nelle sue grandi linee in questi giorni a Bruxelles. – nota
Pittella – La morsa della speculazione e delle agenzie di
rating tuttavia non si allenta e scommettono su un aumento
del rischio fallimento del debito sovrano italiano e di
riflesso quasi inevitabile, dell’Euro, mentre annunciano
l’entrata dell’economia del nostro paese in una fase
recessiva. Questione di pochi decimi di punto in terreno
negativo, ma che basta a certificare davanti ai mercati
internazionali l’incapacita’ di Roma di far fronte nel medio
termine agli interessi crescenti del servizio del debito con
una crescita del prodotto nazionale.
La sconfortante contraddizione tra il recupero delle nostre
quotazioni presso la politica europea e l’allargarsi dello
spread e’ solo apparente. La verita’ e’ che rispetto alla
velocita’ della crisi finanziaria e alle sue modalita’ del
tutto prevedibili di sviluppo, l’orologio degli statisti
light che abbiamo oggi al timone dell’Unione e quello degli
investitori internazionali procedono da sempre con due
velocita’ diverse. La signora Merkel e’ ancora convinta -
allora quando prima dell’estate bastavano 25 miliardi da
abbonare a fondo perduto alla Grecia per fermare la frana
alla prima crepa e oggi che ne occorrono almeno 1200 per
mettere in sicurezza la moneta unica – che arginare il
terremoto e’ affare degli anelli deboli della catena
dell’Euro, basta che aggiustino al piu’ presto i loro conti
senza aspettare che lo faccia il contribuente tedesco per
loro. Intanto il timer della speculazione avanza inesorabile
e ha preso di mira anche i Bund, nonostante la solidita’ dei
conti pubblici a Berlino. Ma come si dice le rassicurazioni
non bastano mai, specialmente per chi sta scommettendo sul
tuo fallimento. E’ ora quindi di fare sul serio, anche per la
cancelliera tedesca, specie quando a parole invoca la
necessita’ di fare passi avanti verso l’integrazione
economica e politica dell’Unione. L’Europa ha bisogno di
stabilita’ monetaria e di crescita che possono essere
assicurate solo con la sostituzione dell’attuale
indebitamento nazionale con la gestione di un debito sovrano
comune, garantito dalla Bce e da entrate autonome. La strada
da seguire, indicata finalmente con convinzione anche dalla
Commissione, e’ l’emissione di Eurobond e l’introduzione di
una tassazione sulle transazioni finanziarie a larga base
impositiva, che possono assicurarci entrate cospicue e senza
effetti recessivi apprezzabili. E’ solo questo il modo piu’
rapido che abbiamo a disposizione, procedendo in parallelo
alle riforme strutturali e al rigore, per uscire da un incubo
che si sta drammaticamente materializzando e che ricadra’
ancora piu’ drasticamente sul tenore di vita di decine di
milioni di famiglie europee”.
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