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–CONFINDUSTRIA: MARCEGAGLIA, NO DIVISIONE POLITICA CON FIAT (ASCA)

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Marcegaglia: ipotesi decreto sviluppo deludenti, euro irrinunciabile

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Capri, 22 ott. (LaPresse) – Le indiscrezioni sul decreto sviluppo emerse finora “sono deludenti”. Così Emma Marcegaglia presidente di Confindustria, nel suo intervento durante il convegno dei giovani di Confindustria, in corso a Capri. “Il varo di un buon decreto sviluppo – ha aggiunto – potrebbe riportarci gradualmente sul percorso di crescita e ridarci credibilità”. Quello che serve, però, è per Marcegaglia “un segnale di forte discontinuità. Si faccia questo decreto in fretta – ha spiegato – e lo si faccia bene”.

Secondo la leader degli industriali, “c’è un’emergenza alla quale può dare risposta solo l’Europa. L’euro è una conquista irrinunciabile. Molti tedeschi vorrebbero il ritorno al marco, ma l’euro è una grande conquista. Siamo a un bivio. O si va verso una sempre maggiore intesa fra economia e politica europea, o si avranno danni su tutti”. La Marcegaglia spiega come la pensa Confindustria. “Facciamo un appello – dice – molto forte ai leader europei ci sono momenti in cui bisogna mettere da parte gli egoismi per salvare l’euro e l’Europa”.

Il presidente degli industriali italiani torna anche sulle regole sindacali, argomento che ha portato Fiat verso l’uscita da viale dell’Astronomia. “Noi in questi anni – afferma la Marcegaglia – abbiamo cambiato le regole sindacali. Lo abbiamo fatto con uno strappo perchè eravamo convinti che quello era il momento per farlo. Poi però dopo lo strappo bisogna convergere”. E chiarisce che la Confindustria “è ancora un soggetto serio e credibile e che ha capacità di proposta e questa cosa noi la conserveremo perchè fa parte del nostro dna”.

Inoltre, per la Marcegaglia “l’ottima scelta di Ignazio Visco come governatore della Banca d’Italia ha dovuto subire inutili ritardi”. Al governo la leader industriale suggerisce di portare avanti la riforma delle pensioni “per garantire un abbassamento del cuneo contributivo per i giovani. E’ un costo sociale, ma necessario”. Torna sul nodo liberalizzazioni, spiegando che “per combattere il debito pensiamo sia necessario vendere il patrimonio pubblico. Cominciamo un progetto serio di vendita”. La Marcegalgia sottolinea come l’Italia possa riprendersi perché “non è come la Spagna e la Grecia, ma un Paese serio”, ma per farlo “bisogna puntare sulla coesione” per superare il momento difficile. “Il governo – conclude – faccia cose concrete, scontenti le lobby, anche Confindustria, purché faccia il bene del Paese”.

CONFINDUSTRIA: MARCEGAGLIA, NESSUNA DIVISIONE POLITICA CON FIAT (1 UPD)

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(ASCA) – Torino, 24 ott – Ognuno deve trovare la sua strada,

ma stare insieme e’ meglio che stare da soli. Emma

Marcegaglia torna sull’addio di Fiat a Confindustria in un

intervento che recupera gran parte delle ragioni del

Lingotto, pur naturalmente non condividendone le conclusioni

e il suo appello a stare insieme sembra ora rivolto alla

platea degli imprenditori presenti al convegno dell’Unione

Industriale. ”Con Fiat – dice la presidente di Confindustria

- non c’e’ nessuna divisione politica”.

”Ogni azienda ha la sua storia – spiega Marcegaglia – ma

ognuno questa strada la deve fare e come Confindustria

dobbiamo cercare di aiutare, di supportare, tutte le imprese

nella loro attivita’. Tutti dobbiamo andare sulla strada di

migliorare, di essere piu’ competitivi, di cogliere la sfida,

altrimenti il paese non sta in piedi. Lo dico da presidente

di Confindustria che tra qualche mese uscira’ – sottolinea

Marcegaglia ricordando la fine del suo mandato -: rimango

convinta che tutto sommato stare insieme e’ meglio che stare

da soli e che tutte le trasformazioni che questo paese deve

fare abbiamo piu’ chances di farle se stiamo insieme e se

andiamo avanti e cerchiamo di lavorare tutti nella stessa

direzione.

Detto questo – ha aggiunto Marcegaglia – l’ha detto Sergio e

io lo ripeto, non c’e’ alcuna divisione politica tra

Confindustria e Fiat e c’e’ un totale rispetto tra

Confindustria e Fiat e non saremo mai noi a dare argomenti a

chi intende demolire, non noi o Fiat, ma tutti noi che

facciamo impresa. Ci possono essere visioni diverse, ma siamo

tutti uniti negli obiettivi e nel perseguire il miglioramento

del paese”.

CRISI: MARCEGAGLIA, STASERA GOVERNO DEVE FARE GRANDI SCELTE (1 UPDATE)

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(ASCA) – Torino, 24 ott – Serve un segno di discontinuita’

per il recupero della credibilita’, grandi scelte e

lungimiranti anche a costo di perdere un pezzo di

maggioranza. E’l'appello che la presidente di Confindustria

Emma Marcegaglia fa al governo nel corso del convegno ”Make

it in Italy” in corso a Torino.

”Le cose da fare sono chiarissime – dice Marcegaglia -:

riforma delle pensioni, vendita di immobili e un pezzo di

societa’ pubbliche, riduzione del cuneo contributivo, riforma

fiscale che abbassi il peso fiscale sulle imprese e sul

lavoro. Almeno una parte di queste cose deve essere decisa

stasera – prosegue la presidente di Confindustria -. Il

presidente del consiglio deve decidere se fare un decreto che

serve veramente al paese con il rischio che un pezzo della

maggioranza non ci stia e quindi andare in parlamento e

vedere se c’e’ una parte politica di questo paese che ha il

senso della responsabilita’ e dell’urgenza in cui siamo

oppure non fare questo: tenere la maggioranza unita e per non

intaccare il rapporto con i suoi ministri non fare la riforma

delle pensioni perche’ la Lega non lo vuole”.

”Spero che il presidente del consiglio abbia la forza di

capire che ci sono dei momenti in cui bisogna fare delle

grandi scelte – conclude Marcegaglia – e il paese sara’ in

una condizione migliore se si faranno queste scelte. Se si

rimmarra’ bloccati, fermi, a vivacchiare senza presentarsi

mercoledi’ con scelte chiare, il paese rischierebbe molto.

Quindi il mio appello e’ fare le cose con lungimairanza”.

CRISI: MARCEGAGLIA, NOI ABBIAMO INNOVATO ORA RISPOSTE CONCRETE (CORSERA)

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(ASCA) – Roma, 19 ott – Non e’ Confindustria a frenare le

riforme, anzi in ”questi ultimi 3 anni ha operato strappi

con una parte del sindacato, con governo e politica” proprio

in senso inverso. Lo afferma in una lettera la Corriere della

sera la presidente Emma Marcegaglia.

”Cio’ che abbiamo concretamente fatto in questi anni -

scrive – smentisce chi pensa che 150 mila imprese italiane

identifichino la propria missione nel frenare l’Italia invece

che creare occupazione e benessere”. E ammonisce: ”Nella

confusione dell’Italia odierna per ognuno di noi si e’ aperto

un bivio, quello tra le risposte concrete e le polemiche

inutili”.

Poi rispondendo all’editoriale di Francesco Giavazzi

pubblicato ieri contro i monopoli, le lobby e gli interessi

particolari, entra nel merito. ”Ci siamo esposti a due anni

di polemiche violentissime – aggiunge – con Cgil e Fiom, ma

nel conflitto abbiamo delineato nuove regole per contratti

nazionali derogabili prima, per le intese aziendali poi. Dopo

due anni e mezzo la Cgil ha firmato con noi a fine giugno le

nuove regole per le intese aziendali. Senza il nostro strappo

neanche Fiat avrebbe mai potuto aprirsi la strada per intese

di stabilimento a Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco”.

Il governo invece ”e’ venuto dopo, con l’art.8 della

manovra approvata a meta’ agosto”.

Il ‘do ut des’, rivendica ancora Marcegaglia, non e’ il

principio ispiratore di Confindustria, come affema Giavazzi.

E ricorda il manifesto con la richiesta ”articolata in

cinque chiari punti per cambiare marcia subito alla bassa

crescita italiana”, ovvero ”l’esatto opposto della

propensione vischiosa e opaca al mutuo sostegno in cambio di

reciproche concessioni della quale Giavazzi ci accusa”.

Sul punto poi secondo cui le imprese pubbliche

prevarrebbero nel fronte corporativo, Marcegaglia sottolinea

che ”i gruppi pubblici pesano in Confindustria per il 5% del

totale dei contributi associativi, mentre l’85% viene dalla

piccola impresa”.

CRISI: MARCEGAGLIA, CONFINDUSTRIA SERIA DENUNCIA COSE CHE NON VANNO BENE

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(ASCA) – Capri, 22 ott – ”Confindustria e’ un’organizzazione

seria e indipendente che denuncia le cose quando non vanno

bene”. La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia

risponde cosi’ all’editoriale dell’economista Francesco

Giavazzi che sul Corriere della Sera ha criticato il

comportamento degli industriali.

”Un editoriale – sottolinea Marcegaglia nel suo

intervento al convegno di Capri dei giovani industriali -

dice che dobbiamo sciogliere Confindustria perche’ siamo noi

a bloccare il Paese.

Sul lato sindacale in questi anni abbiamo cambiato le regole

sindacali, con serieta’ e facendo inizalmente uno strappo con

una parte del sindacato, ma siamo convinti che si deve

ritornare a convergere e l’abbiamo fatto il 28 giugno

firmando anche con la Cgil l’accordo interconfederale sui

contratti”.

Marcegaglia ricorda poi le accuse dell’economista secondo

cui gli industriali ”colludono con il governo per ottenere

favori. Noi siamo al centro di ulteriori polemiche con una

parte del governo che dice che andiamo oltre la nostra

funzione visto che proponiamo riforme e azioni. Allora ci si

deve mettere d’accordo perche’ da una parte ci si dice che

pensiamo solo ai fatti nostri e chi no”.

Allo stesso tempo – ricorda ancora Marcegaglia -

”Giavazzi dice che noi non dobbiamo parlare di

liberalizzazioni ma io me ne frego perche’ le

liberalizzazioni servono al paese e io ne parlo”.

Riferendosi agli attacchi che nel tempo Confindutria ha

ricevuto della politica Marcegaglia precisa: ”Luigi Abete ha

detto che nei momenti difficili Confindustria va sotto

attacco, e’ successo anche quando era presidente lui. Questo

accade perche’ siamo un’istituzione credibile indipendente

che denuncia le cose che non vanno bene. Allora chi e’ debole

e’ interessato a dimostrare che anche altri sono deboli per

non far vedere la sua debolezza ma cosi’ non va bene”.

In tal senso la leader degli industriali ricorda le parole

del Capo Stato, Giorgio Napolitano, che in occasione della

consegna delle onoreficenze per i Cavalieri lavoro ha detto:

”Ciascuno faccia la sua parte e molto sta facendo il mondo

delle imprese anche in senso propositivo. Considero queste

parole – conclude Marcegaglia – la migliore e definitiva

risposta a ogni polemica”.

CONFINDUSTRIA: MARCEGAGLIA, NESSUNA DIVISIONE POLITICA CON FIAT

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(ASCA) – Torino, 24 ott – Ognuno deve trovare la sua strada,

ma stare insieme e’ meglio che stare da soli. Emma

Marcegaglia torna sull’addio di Fiat a Confindustria in un

intervento che recupera gran parte delle ragioni del

Lingotto, pur naturalmente non condividendone le conclusioni

e il suo appello a stare insieme sembra ora rivolto alla

platea degli imprenditori presenti al convegno dell’Unione

Industriale.

”Con Fiat – dice la presidente di Confindustria – non

c’e’ nessuna divisione politica”.

Marcegaglia: No alla concertazione, preferiamo gli strappi

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Roma, 19 ott. (LaPresse) – “Tanto poco Confindustria persegue il modello della concertazione, che in questi ultimi tre anni ha operato strappi sia con una parte del sindacato, sia con governo e politica”. E’ un passaggio di una lettera inviata al Corriere della sera dalla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, in risposta a un fondo di Francesco Giavazzi, che accusava l’associazione degli industriali di rappresentare interessi particolari che impediscono la crescita facendo fronte comune coi sindacati.

“Per anni, in passato – spiega Marcegaglia – era prevalsa l’idea che senza consenso di tutti i sindacati non fosse possibile mutare in profondità gli assetti contrattuali. Al contrario, a inizio 2009, Confindustria ha deciso di cambiare marcia. Occorreva più produttività in cambio di più salario, in un Paese a crescita piatta da oltre un decennio. Una parte del sindacato è stata d’accordo con noi, un’altra no. Ci siamo esposti a due anni di polemiche violentissime con Cgil e Fiom, ma nel conflitto abbiamo delineato nuove regole per contratti nazionali derogabili prima, e per intese aziendali poi. Per effetto di questo strappo, ogni impresa italiana è oggi libera di scegliere a seconda delle proprie esigenze, settore e dimensioni, tra tre strade diverse: contratto nazionale, modifiche contrattate all’intesa nazionale, e intese aziendali”.

“Dopo due anni e mezzo – continua Marcegaglia – la Cgil ha firmato con noi a fine giugno le nuove regole per le intese aziendali. Senza il nostro strappo, neanche la Fiat avrebbe mai potuto aprirsi la strada per le intese di stabilimento a Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco”.