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INDIGNATI: SACCONI, BANCHIERI CHE GIUSTIFICANO SCARICANO RESPONSABILITA’

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(ASCA) – Milano, 17 ott – ”L’atteggiamento di certi

banchieri e di certi finanziari che sono cosi’ disponibili a

giustificare e’ un modo per scaricare le proprie

responsabilita”’. Cosi’ il ministro del lavoro Maurizio

Sacconi, alza il tiro della polemica lanciata nei cofronti di

quanti come il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, si

sono detti disponibili a capire le ragioni delle decine di

migliaia di giovani che sabato scorso sono scesi in piazza a

Roma dicendosi indignati per le scelte di politica economica

che i grandi della Terra stanno adottando a livello globale.

Per Sacconi, che oggi partecipa a Milano a un convegno

dedicato a giovani e lavoro, ”tutto si spiega ma non tutto

si giustifica”. Percio’, ha sottolineato, ”non giustifico

nessuna rabbia della piazza. E’ stato colpevole giustificare

il radicalismo”.

Sacconi non ha mancato di sottolineare che di fronte alle

istanze del mondo giovanile la politica deve mettere in campo

risposte precise: ”Credo che la risposta debba essere fatta

di opportunita’ che noi dobbiamo garantire e giovani e

famiglie, e credo che a questa opportunita’ debbano poi

corrispondere responsabilita’. C’e’ una grande maggioranza di

giovani che non chiede la rottura dell’interno sistema

economico istituzionale, che non scende in piazza a spaccare

e che umilmente cerca ogni giorno di costruire il proprio

futuro”.

Indignati, preso ‘er pelliccia’, il ragazzo con l’estintore

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Roma, 18 ott. (LaPresse) – Lo stavano seguendo da 24 ore, prima lo hanno identificato e poi lo hanno braccato sotto casa, la scorsa notte, mentre rientrava. Il suo torso nudo, con l’estintore in mano e intorno solo fiamme e fumo, ha fatto il giro del mondo. Ed è stata proprio quella immagine che lo ha incastrato, insieme al suo tatuaggio. E’ stato arrestato così il 24enne, studente di Psicologia, di Bassano Romano, in provincia di Viterbo. Le foto lo ritraevano mentre lanciava un estintore in piazza San Giovanni, sabato a Roma. E’ un giovane studente romano, Fabrizio Filippi, 24 anni, con precedenti per stupefacenti, noto con il soprannome di “er pelliccia”. In alcune foto sui blog ha un tatuaggio sulla schiena, al fianco sinistro, che raffigura una scritta.

A torso nudo, impugnando l’estintore, lo aveva prima svuotato agitando l’erogatore in aria, poi lanciato verso i contingenti delle forze dell’ordine. Per lui è scattato il fermo per resistenza pluriaggravata. “Er pelliccia” era stato identificato dalle forze dell’ordine ieri mattina. Agli agenti che lo hanno bloccato, il giovane ha consegnato i vestiti che indossava nel corso della manifestazione sabato. Poi, alle prime domande, ha risposto tentando di giustificarsi sostenendo che aveva usato l’estintore per spegnere un incendio. La digos ha perquisito la sua abitazione, dopo aver ottenuto dall’autorità giudiziaria in tempi stretti un decreto di perquisizione, firmato dal sostituto procuratore Tescaroli del Pool Antiterrorismo della Procura di Roma, diretto da Pietro Saviotti. Il suo ritratto appare in un sito per incontri: mostra un ragazzo diverso da quello restituito dagli scatti in cui lancia un estintore contro le forze dell’ordine.

Sembra angelico, i ricci biondi, esile, una maglietta nera e la didascalia: “Vorrei relazioni passionali con una ragazza”. “Sono pentito ma non sono un black-bloc. Probabilmente mi sono lasciato trascinare dagli avvenimenti”, ha detto agli inquirenti immediatamente dopo il fermo. Sorpresa e costernazione da parte della famiglia: il ragazzo è figlio di due impiegati, il padre lavora in banca. “Mio figlio – ha precisato il papà – non frequenta i centri sociali e non ha mai fatto politica. So solo che sabato è uscito con jeans e maglietta per andare a Roma all’università. Quando io e mia moglie abbiamo visto la sua foto sui giornali, associata ai disordini, siamo rimasti scioccati”. Salgono così a 13 le persone arrestate a Roma dopo i venti fermi. Tutti i giovani bloccati dalle forze dell’ordine sono sotto i 30 anni, sei sono i minorenni, due le donne. Per loro, domani a Regina Coeli, ci saranno gli interrogatori di convalida. Per il 24 ci sono ancora 48 ore di tempo.

INDIGNATI: AMATO, NOSTRA DEMOCRAZIA MALATA DI FASCISMO (MESSAGGERO)

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(ASCA) – Roma, 17 ott – ”La nostra, non solo in Italia, temo

stia diventando una democrazia infetta. Il radicalismo

estremo, che rende incomponibili le parti armandole di

personale intolleranza l’una contro l’altra, e’ in realta’

una forma di fascismo. Praticato a prescindere dalla

collocazione politica, cosi’ negli Stati Uniti, come in

Italia”. L’ex presidente del Consiglio, Giuliano Amato,

intervistato dal ‘Messaggero’, interviene sugli scontri

avvenuti a Roma durante la manifestazione degli indignati.

”Alcuni fenomeni – spiega Amato – mi colpiscono. Il primo

e’ questo: chi sono i cattivi maestri? Ai tempi in cui

eravamo giovani noi, i cattivi maestri si indicavano in Toni

Negri e altre figure come lui, predicatori di un’azione

rivoluzionaria che non doveva conoscere limiti”. Ma ora ”ho

l’impressione che i cattivi maestri siano tanti, e tutti

coloro che hanno fatto della nostra democrazia una palestra

di torva dialettica di odii e di ostilita”’.

E ”c’e’ poi quello che ci dicono gli studiosi dei nuovi

media, e cioe’ che questi, pur efficaci strumenti di

partecipazione democratica, sono anche velicoli di rabbia e

ostilita”’. Per Amato, ”resta pero’ da spiegare perche’ la

gran parte dei giovani e degli adulti questa rabbia la

manifestano pacificamente, mentre altri la utilizzano per

giustificare le proprie violenze. Questo e’ un punto chiave -

conclude l’ex premier – se non lo cogliamo, finiamo per fare

del giustificazionismo noi stessi, che poi alimenta in modo

particolare la violenza”.

INDIGNATI: PADRE GIOVANE ARRESTATO, MIO FIGLIO NON SIA CAPRO ESPIATORIO

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(ASCA) – Roma, 19 ott – ”Se mio figlio ha sbagliato e’

giusto che paghi. Ma solo il giusto e non altro. Non vorrei

che diventasse lui il capro espiatorio di tutta questa

storia”. Lo ha dichiarato il padre del giovane con

l’estintore arrestato, diventato ‘simbolo’ degli scontri di

sabato a Roma, in un’intervista a ‘Il Messaggero’.

”Quella foto con l’estintore, me ne rendo conto, -

aggiunge il genitore – ha fatto il giro del mondo e la cosa

rende il guaio piu’ serio, perche’ la politica si mettera’ in

mezzo”.

INDIGNATI: DE MAGISTRIS, NO A STATO POLIZIA MA SERIO LAVORO INTELLIGENCE

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(ASCA) – Roma, 19 ott – ”Napoli e’ una citta’ dove il

conflitto sociale risulta particolarmente aspro e rischioso,

a causa della difficile condizione dell’occupazione e a causa

dell’incapacita’ dimostrata per decenni da parte della

politica e dell’amministrazione a dare risposta in tal senso.

Personalmente ho scelto la strada del dialogo e del confronto

con i soggetti sociali tutti, perche’ il conflitto sociale

non e’ di per se’ negativo ma merita attenzione e ascolto da

parte di chi governa”. Cosi’, in un’intervista rilasciata al

sito dell’Anci il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, in

merito agli incidenti di Roma.

”Allo stesso tempo – spiega – ho sempre mantenuto fermo

il rispetto della legge e dei diritti non accettando mai le

logiche ricattatorie avanzate in alcuni casi da chi protesta,

anche a ragione e giustamente ma scegliendo metodi che non

possono essere tollerati in un sistema democratico. Su questa

strada voglio continuare a muovermi: concertazione e dialogo

ma nel solco della Costituzione e delle norme”.

In merito ad una riproposizione della legge Reale per De

Magistris ”e’ una legge speciale frutto del clima di

terrorismo degli anni ’70, fornisce una risposta istantanea e

repressiva che la democrazia ha volutamente superato perche’

consapevole di essere piu’ forte. Il contrasto alla violenza

di piazza si porta avanti con il lavoro di intelligence e

delle forze dell’ordine specializzate”.

”Per evitare e per perseguire quanto accaduto a Roma -

osserva – sono sufficienti le leggi ordinarie del sistema

democratico, un serio lavoro di intelligence dei servizi, una

vera preparazione delle forze dell’ordine, l’impegno

all’isolamento politico di questi teppisti da parte dei

movimenti e dei partiti”.

Per De Magistris le proposte del ministro dell’Interno,

Roberto Maroni, dopo l’informativa al Senato non vanno nella

direzione migliore. ”Da ex magistrato e da cittadino, provo

un sentimento di preoccupazione misto ad orrore di fronte

alla proposta di misure eccezionali come gli arresti e i

fermi preventivi, i nuovi reati associativi, il Daspo esteso

alle manifestazioni politiche, l’obbligo imposto agli

organizzatori dei cortei di fornire una garanzia economica

per risarcire eventuali danni arrecati dai manifestanti”.

INDIGNATI: DI PIETRO, LEGGI SPECIALI CONTRO I VIOLENTI

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(ASCA) – Roma, 17 ott – ”Leggi speciali” per i violenti

nelle manifestazioni affinche’ ”queste persone dopo tre

giorni non escano in quanto manca una legislazione

adeguata”. E’ quanto chiede il presidente dell’Idv, Antonio

Di Pietro, dopo i disordini di Roma.

Di Pietro parla di ”una legge reale ‘due”’ per

rispondere ad una ”situazione di emergenza”. Dovrebbero

essere inserite ”nuove figure di reato, aumenti di pena per

i reati gia’ previsti, fermi e arresti obbligatori e riti

direttissimi effettivamente eseguiti in costanza di fermo, in

modo che in pochi giorni ci sia la sentenza di primo grado”.

”Non e’ tempo – ha aggiuinto Di Pietro – di rimpalli di

responsabilita’ ma e’ ora di assemersi responsabilita’. La

polizia deve identificare al piu’ presto i delinquenti, la

magistratura li deve assicurare alla giustizia e la politica

deve intervenore con leggi speciali”. Sul fronte preventivo

secondo il leader Idv dovrebbero essere inserite disposizioni

”gia’ sperimentate per gli ultra sportivi”, come ”il

divieto di dimora in particolari giornate, o l’obbligo di

dimora”.

INDIGNATI: ALEMANNO, MIA ATTIVITA’ POLITICA GIOVANILE? POLEMICHE STUPIDE

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(ASCA) – Roma, 19 ott – ”Mi sembrano polemiche un po’

stupide e chi ha vissuto negli anni ’70 e ’80 ha imparato

quanto l’illegalita’ non produce cambiamenti nella

societa”’. Cosi’ il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a

margine di un evento in Campidoglio ha risposto ai cronisti

in merito alle accuse a lui rivolte relative alla sua

attivita’ politica giovanile. ”Gli anni di piombo – ha detto

- sono costati tantissimo, quindi quell’esperienza insegna la

necessita’ di protestare senza violenza”.

INDIGNATI: VITA-NEROZZI, CONDANNA VIOLENZA MA ORA CONFRONTO CON PACIFICI

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(ASCA) – Roma, 17 ott – Condannare e isolare la violenza ma

anche avviare con la componente pacifica della manifestazione

una fase di confronto. E’ quello che chiedono i senatori Pd,

Vincenzo Vita e Paolo Nerozzi.

”Quello che e’ successo nelle vie di Roma sabato scorso

e’ di gravita’ inaudita e conferma quanto la violenza sia

drammaticamente immanente in questa stagione – affermano -.

Sembra quasi un distillato tragico e perverso della crisi

profonda della politica e dell’economia. I violenti vanno

isolati e d’ora in poi e’ essenziale che gli stessi movimenti

si dotino di forme di autorganizzazione adeguate”.

”Cio’ non toglie – aggiungono Vita e Norizzi – che sia da

evitare in tutti i modi la litania repressiva. Abbiamo gia’

visto in altre stagioni quanto sia controproducente e foriero

di altra violenza agitare ipotesi reazionarie invece di

intervenire sui fatti concreti. La democrazia si difende con

la democrazia e non con rigurgiti vendicativi. Perche’ le

forze del centrosinistra non promuovono incontri con le parti

pacifiche e non violente dei movimenti, per discutere e

analizzare quanto e’ successo?”.

INDIGNATI: BERSANI, METTERE FINANZA A SERVIZIO ECONOMIA NON AL COMANDO

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+++Alcune delle richieste del movimento vanno accolte. Maroni

ci deve ulteriori chiarimenti+++.

(ASCA) – Roma, 18 ott – La finanza non deve essere al comando

ma al servizio dell’economia reale e soprattutto vanno

ridotti e limitati i suoi privilegi.

Loha affermato il segretario del Pd Pier Luigi Bersani

prendendo spunto dalla manifestazione degli indignati,

sottolineando che il movimento -danneggiato dai violenti-

esprime domande a cui la politica deve dare una risposta. E

questo e’ un impegno che il Pd sente di dovere assumere.

Bersani ne ha parlato rispondendo alle domande dei

cronisti a Montecitorio e prendendo le mosse da un commento

all’informativa di Maroni e puntualizzando che il suo partito

e’ fermamente contrario a leggi speciali.

”Noi -ha detto Bersani- vogliamo chiarimenti ulteriori

perche’ rimane sconcertante che a livello di informazioni

disponibili dagli apparati, non sia corrisposta la

possibilita’ di impedire o comunque limitare questi

incidenti. Siamo contro le legislazioni speciali, siamo per

affinare la normativa anche per via amministrativa e quindi

dare qualche possibilita’ in piu’ alla prevenzione, siamo

perche’ le forze dell’ordine siano attrezzate meglio e meno

massacrate dai provvedimenti che il governo ha preso in

questi anni”.

”Detto questo c’e’ un tema politico e culturale: quel

movimento -ha affermato Bersani- non ha avuto la possibilita’

di esprimersi e aveva alcune buone ragioni da far valere.

Questo dimostra che bisogna assolutamente cautelarsi dalle

provocazioni, se no i messaggi venno dispersi, vanno nel

vento”.

”Noi alcuni di quei messaggi vogliamo raccoglierli.

Stiamo lavorando su una piattaforma dei progressisti europei

-annuncia Bersani- che metta in equilibrio l’economia reale

con i privilegi della finanza. E’ un tema giusto che va posto

non in modo simbolico, ma effettivo a cominciare dalla

tassazione sulle transazioni finanziarie, come la limitazione

e il blocco dei bonus dei dividendi per i soggetti finanziari

assistiti dalla mano pubblica e cocome un’esigenza

dell’economia che riparta dai fondamentali: Sollecitare

produzione e consumi reali e mettere la finanza al servizio

delle operazioni, non al comando. Questa e’ un’esigenza della

politica dei progressisti europei che va assolutamente

raccolta”.

Gli indignati bolognesi domani a Roma in massa

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Bologna, 14 ottobre 2011 – UNA VOLTA erano Disobbedienti, No Global, Autonomi. Ora sono tutti Indignados. La mobilitazione internazionale contro la grande finanza ricompone il frammentato movimento bolognese dietro un’unica grande insegna che, sotto le Due Torri, prende la forma di una cartello di sigle pronte a gridare i nuovi slogan con la vecchia rabbia. ?Ma già tre anni fa, quando protestavamo contro la Gelmini, fa tra i nostri cori c’era ‘Noi la crisi non la paghiamo’?, fa notare Marco del collettivo universitario Sadir.

LO STESSO concetto viene ora tradotto con la formula ‘Not our debt’, ovvero ‘questo non è il nostro debito’. Mercoledì, nel corso della manifestazione alla Banca d’Italia sfociata negli scontri con le forze dell’ordine, il motto più pronunciato è stato ‘De-fault, de- fault’, e da settimane si è affacciata negli striscioni la rivendicazione del ‘diritto all’insolvenza’. Nell’alveo degli Indignados si ritrovano fianco a fianco centri sociali e collettivi con storie e percorsi molto diversi e spesso incompatibili, con un’inedita vocazione a ‘convergenze parallele’ di democristiana memoria che domani li porterà tutti a Roma per il corteo della giornata globale contro l’austerity. Saranno circa 1.500 a partire a bordo di una trentina di pullman, con prezzi dai 10 ai 20 euro, ma molti non hanno trovato posto e dovranno accomodarsi in treno: i numeri sono comunque indicativi della dimensione bolognese della galassia indignata. La mai sopita vocazione movimentista della città tinge con varie sfumature di rosso la nuova protesta internazionale, che in altri Paesi è priva di ogni coloritura politica. La campagna d’autunno ha coalizzato sotto la sigla TimeOut lo storico centro sociale Vag61 con i collettivi studenteschi Bartleby e Utopia, insieme ad AntagonismoGay e Smaschieramenti: tre pullman in partenza.

?QUELLA di piazza Cavour era una piccola parte della rabbia precaria che porteremo a Roma?, promette Michele di Bartleby, collettivo universitario che ieri sera ha proposto nella sua sede ‘scaduta’ di via San Petronio Vecchio un concerto di musica classica. Alla testa della manifestazione di mercoledì si è messo il centro sociale Tpo, con i noti leader già ‘disobbedienti’ Gianmarco De Pieri e Domenico Mucignat. Pronti otto pullman. ?Proponiamo a tutti e tutte che al ritorno da Roma di apra uno spazio pubblico cittadino che rompa i recinti dell’iniziativa politica contro la crisi — è l’idea di De Pieri —. Non possiamo lasciare che i tavoli si facciano in Regione e Provincia e si parli di sussidiarietà. La nostra proposta è un laboratorio pubblico senza alcun limite?. Il Tpo ha lanciato ieri un appello per raccogliere video e foto sugli scontri dell’altro giorno, allo scopo di individuare l’agente che con una manganellata ha rotto quattro denti all’attivista Martina.

INDIGNATI anche i ragazzi di Crash, che dopo anni di sgomberi hanno ormai una sede relativamente stabile in un enorme edificio occupato di via della Cooperazione. Attraverso i collettivi Cua e Cas la loro area di riferimento ha radici ben piantate nel mondo studentesco e i pullman per Roma sono tre. ?Abbiamo chiuso le adesioni ma oggi (ieri, ndr) sono arrivate almeno altre 40-50 chiamate — spiega Fulvio —. Si potrebbero riempire altri mezzi ma non se ne trovano più in tutta la regione?. Nella marcia di avvicinamento al 15 ottobre i collettivi Sadir, di area Tpo, e Panenka, hanno organizzato una tre giorni di iniziative. Ieri sera notte bianca a Scienze politiche per finanziare il viaggio. Nel pomeriggio Laboratorio su ‘Beni comuni e nuovo welfare’. Una dozzina i ragazzi a dibattere sul tema. A margine, Marco si interroga sui problemi delle nuove forme organizzative: ?Le parole d’ordine ormai circolano su Twitter, come un flusso continuo. Ogni tweet è un seme ma tocca a noi farlo germinare. La rivoluzione verde dell’Iran è nata così ed era il 2009: noi rispetto a loro siamo dei trogloditi?.

CAMUSSO

?Alla vigilia della grande manifestazione degli ‘indignati’ in programma sabato a Roma, preceduta nei giorni scorsi da momenti di tensione e scontri a Bologna davanti alla sede felsinea di Bankitalia, ”penso e spero che tutti lavorino per una piazza pacifica e non violenta”. A inquadrare cosi’ la manifestazione di domani nella capitale e’ il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, a margine di un incontro a Bologna. Una piazza, ha auspicato Camusso, ”in cui ci siano le opinioni ma non altro”. A chi le chiedeva se alla manifestazione vi sara’ anche la Cgil, Camusso si e’ limitata a replicare con un ”no”.