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BANKITALIA: DONADI(IDV), NOMINA GOVERNATORE NON QUESTIONE DI PARTITI

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(ASCA) – Roma, 20 ott – ”L’Italia dei Valori e’ l’unica

forza politica che si e’ sottratta al balletto delle nomine

per Bankitalia”. Lo afferma il capogruppo dell’Idv alla

Camera, massimo Donadi, interoellato alla Camera.

La nomina del governatore ”e” un fatto troppo

importante, nel mezzo di una grave crisi economica, per farne

una questione di partiti e soprattutto – aggiunge Donadi -

per quanto riguarda il governo, una guerra per bande, un

regolamento di conti”.

BANKITALIA: CHI E’ IGNAZIO VISCO, IL NUOVO GOVERNATORE

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(ASCA) – Roma, 20 ott – Ignazio Visco, designato oggi nuovo

governatore della Banca d’Italia, nasce a Napoli il 21

novembre 1949, e’ sposato e ha tre figlie.

Vice Direttore Generale dell’Istituto Centrale dal 9

gennaio 2007. Dal 2004 Funzionario Generale della Banca

d’Italia (prima come Direttore Centrale per le Attivita’

Estere e dal marzo 2006 come Direttore Centrale per la

Ricerca Economica). Presidente del Comitato Relazioni

Internazionali del Sistema Europeo delle Banche Centrali -

SEBC (2009-10). Membro del Comitato dei Supplenti del G-7,

del Comitato dei Supplenti del G-20, del Comitato Economico e

Finanziario della UE, del gruppo di lavoro n. 3 del Comitato

di Politica Economica dell’OCSE; supplente nel Consiglio di

amministrazione della BRI.

Nel 1971 si laurea in Economia e Commercio con il massimo

dei voti e lode presso l’Universita’ degli Studi di Roma ”La

Sapienza”, discutendo la tesi Verifica della tesi

dell’incorporamento dell’aumento dei prezzi nel tasso

d’interesse (con il prof. F. Caffe’). Assunto nel 1972 in

Banca d’Italia, compie il periodo di perfezionamento presso

la University of Pennsylvania (Philadelphia, USA), con borse

di studio ‘B. Stringher’, ‘Luigi Einaudi’ e ‘Marco Fanno’ e

come Fellow dell’Economic Research Unit del Dipartimento di

Economia, dove consegue un Master of Arts (1974) e un Ph.D.

in Economics (1981) discutendo la tesi The Measurement,

Analysis and Formation of Inflation Expectations (con i

professori A. Ando, L.R. Klein e R.S. Mariano).

Al ritorno in Italia, nel 1974, e’ assegnato al Servizio

Studi, di cui diviene Capo nel 1990. Coordina il Gruppo di

lavoro per la costruzione del Modello trimestrale

dell’economia italiana (1983-86), partecipa allo studio e

alla definizione di interventi di politica monetaria e del

cambio, rappresenta l’Istituto e ricopre incarichi in

organismi nazionali (tra i quali, Istat, CNEL, CNR e

Presidenza del Consiglio dei Ministri) e internazionali

(OCSE, UE, BRI).

Dal 1997 al 2002 e’ Chief Economist e Direttore

dell’Economics Department dell’OCSE, nella cui veste

sovrintende all’attivita’ di analisi delle economie e delle

politiche dei paesi industriali e ai progetti di ricerca sui

principali problemi economici e finanziari mondiali. E’ anche

membro di vari gruppi e comitati internazionali, tra i quali

il Comitato dei Supplenti del G-10 (nel quale poi rappresenta

la Banca d’Italia dal 2004 al 2006) e la Commission on Global

Ageing del Center for Strategic and International Studies di

Washington.

E’ autore di numerose pubblicazioni, tra le quali: Price

Expectations in Rising Inflation, North Holland, 1984; Le

aspettative nell’analisi economica, Il Mulino, 1985;

Inflazione, concorrenza e sviluppo (con S. Micossi), Il

Mulino, 1993; Saving and the Accumulation of Wealth (con A.

Ando e L. Guiso), Cambridge University Press, 1994;

L’economia italiana (con L. F. Signorini), Il Mulino, 2002;

Ageing and Pension System Reform (Rapporto per i Supplenti

del Gruppo dei Dieci, presidente del Gruppo di lavoro), 2005;

Investire in conoscenza, Il Mulino, 2009.

Ha insegnato econometria (1983-85) e politica economica

(1989) presso l’Universita’ ”La Sapienza” di Roma. E’ stato

Associate Editor della European Economic Review (1986-91) e

membro dei Comitati scientifici della Fondazione Enrico

Mattei (1994-2001), delle Lezioni Raffaele Mattioli

(1996-2004) e di ”Monitoring Italy” per l’ISAE (2002-03).

Attualmente e’ co-direttore della rivista Politica economica,

membro del Gruppo consultivo per il settore economia della

Societa’ Editrice ”Il Mulino”, del Comitato consultivo

della Scuola Normale Superiore di Pisa, del Comitato

scientifico della Scuola Superiore di Economia (SSE) di

Venezia e presidente del Consiglio scientifico

dell’International Center for Monetary and Banking Studies di

Ginevra.

E’ membro della Societa’ Italiana degli Economisti, della

Societa’ Italiana di Statistica, dell’American Economic

Association, del Consiglio italiano per le Scienze Sociali e

dell’Associazione ”Il Mulino”. Ha ricevuto il Leontief

Award for Best Dissertation in Quantitative Economics

(Eastern Economic Association, 1982), il Premio ”Best in

Class”, Facolta’ di Economia, Universita’ degli Studi di

Roma ”La Sapienza” (2006) e l’onorificenza di Grande

Ufficiale al merito della Repubblica italiana (2007).

Ignazio Visco è il nuovo governatore della Banca d’Italia

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Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha designato Ignazio Visco come prossimo governatore della Banca d’Italia. Visco succede così a Mario Draghi, governatore uscente, che va a presiedere la Banca Centrale Europea. Il consiglio superiore della Banca d’Italia esprimerà nel giro di pochi giorni il proprio gradimento nei confronti della scelta, con un voto comunque non vincolante. Nel pomeriggio l’agenzia di stampa ANSA aveva dato conto di forti malumori nel consiglio superiore della Banca d’Italia per una gestione “certamente non piacevole” della nomina da parte del PresdelCons.

Nato a Napoli nel 1949, Ignazio Visco è vice direttore generale della Banca d’Italia dal 9 gennaio del 2007, e non va confuso col Vincenzo Visco che fece il ministro durante alcuni governi del centrosinistra. Ignazio Visco è entrato in Banca d’Italia nel 1972. è laureato in Economia e Commercio all’università a Roma, ha studiato anche alla University of Pennsylvania, negli Stati Uniti. In Banca d’Italia ha fatto il capo del Servizio Studi, dal 1990. Dal 1997 al 2002 è stato capo economista del dipartimento economico dell’OCSE. La sua nomina ha destato qualche sorpresa: fino all’altro ieri sembrava che il governatore dovesse essere uno tra Fabrizio Saccomanni, direttore generale della Banca d’Italia, e Vittorio Grilli, direttore generale del Tesoro. Stamattina sembrava che fosse avvantaggiato Lorenzo Bini Smaghi, membro del direttivo della Banca Centrale Europea (e al centro di una contesa con la Francia, che lamenta la presenza di due italiani e di nessun francese ai vertici dell’istituzione).

Volendo dare a questa scelta una grossolana lettura politica, quindi, si tratta di una vittoria di Mario Draghi e di Giorgio Napolitano, che preferivano una soluzione interna, di continuità con il passato, e una sconfitta di Giulio Tremonti e Umberto Bossi, che avrebbero preferito Grilli (anche se da tempo c’è chi dice che la candidatura di Grilli fosse funzionale ad annullare quella di Saccomanni, preferito da Draghi). Silvio Berlusconi nella partita ha sempre avuto il compito di mediatore, senza un candidato favorito ma impegnato nel trovare una soluzione in grado di avere l’approvazione del Capo dello Stato e dei mercati senza compromettere la stabilità della sua coalizione. Ieri Pier Luigi Bersani e Pierferdinando Casini con un comunicato congiunto si erano lamentati di non essere stati in alcun modo consultati dal Governo.

foto: Mauro Scrobogna /LaPresse

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