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Professioni: Geologi, mentre Italia frana si ripropone abolizione riferimenti tariffari

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Roma, 28 ott. (Labitalia) – “Mentre l’Italia frana e i professionisti sono i primi ad accorrere con quello spirito di servizio che è insito nella propria matrice etica, mentre la crisi economica impone quelle scelte strategiche alle quali i lavoratori dell’intelletto danno quotidiane risposte concrete, parte della classe politica e alcune rappresentanze del mondo economico ripropongono addirittura l’abolizione dei riferimenti tariffari (e non la tariffa minima che già non esiste più) tra le misure necessarie alla risoluzione dei problemi economici”. Lo afferma Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi.

“Ci spieghino -avverte- quali prospettive di risparmio economico essi individuano in questa drastica e inutile abolizione e ci spieghino cosa diranno all’Europa, quando essa ci chiederà conto della trasparenza degli affidamenti dei servizi, laddove l’unico riferimento possibile per determinare le soglie per la scelta delle procedure è proprio la tariffa. Tutto questo mentre in Germania, Paese molto spesso preso a modello di efficienza e di potenza economica vengono addirittura reintrodotte le tariffe minime per le professioni tecniche a garanzia della qualità dei servizi e delle opere progettate. Se in Germania le tariffe non sono un impedimento allo sviluppo, anzi sono una garanzia, perchè in Italia si deve ragionare in maniera opposta”.

“Ci chiediamo se dopo i riferimenti alle tariffe, non stia per giungere l’ora -conclude- di abolire anche i riferimenti ai prezziari nelle gare di lavori e forniture, deregolamentando definitivamente un settore in forte crisi, che invece avrebbe bisogno di regole per la ripresa. Vorrei che tutta la classe politica si esprima in maniera chiara sul futuro dei professionisti, che vivono ormai da tempo un forte disagio economico, del quale non sembra doversi interessare troppo”.

MALTEMPO: ORDINE GEOLOGI CAMPANIA, ZONE COLPITE CONOSCIUTE PER DISSESTO

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(ASCA) – Roma, 8 ott – ”Quell’area era gia’ conosciuta per

rischio idrogeologico perche’ gia’ nel passato e’ stata sede

di eventi simili . La situazione che si e’ verificata in

alcuni comuni ed in particolare nei comuni di Buccino e di

San Gregorio Magno, nel salernitano, evidenzia ancora una

volta la necessita’ di considerare il dissesto idrogeologico

come una’ priorita’ nazionale . Solo per un miracolo non ci

sono state vittime e la situazione sarebbe potuta sfociare in

una vera catastrofe”. Chiaro e duro il Presidente

dell’Ordine dei Geologi della Campania, Francesco Peduto, a

poche ore dall’alluvione e dalle frane che hanno colpito

alcuni paesi del salernitano.

”Ancora una volta rimarchiamo l’importanza della

prevenzione – ha affermato Peduto – con la comunita’ dei

geologi che chiede una politica di protezione civile attiva

soprattutto nei tempi di pace . Inoltre per l’ennesima volta

denunciamo anche il come siano state ridotte le risorse

economiche per la prevenzione”.

”C’e’ un disegno di legge proposto dal senatore Alfonso

Andria – ha concluso Francesco Peduto – attualmente in

Commissione al Senato e che l’Ordine dei Geologi della

Campania ha fortemente voluto ed accompagnato nella sua

formulazione e stesura affinche’ si intersechino in maniera

piu’ efficace le funzioni di pianificazione territoriale ,

difesa del solo con quelle di protezione civile . Sempre

nella direzione della prevenzione nella va l’intesa ,in corso

di perfezionamento, con l’assessore alla Protezione Civile

della Regione Campania, Edoardo Cosenza, che vedra’ i geologi

in prima fila nelle politiche di protezione civile regionali,

sia pre che post evento” .

ACQUA: GEOLOGI, TRENTINO HA PIU’ IMPIANTI DEPURAZIONE. SICILIA IN CODA

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(ASCA) – Roma, 14 ott – ”Il Trentino Alto Adige dispone

della quota maggiore di impianti di depurazione rispetto alle

necessita’ in quanto ha una capacita’ potenziale pari

all’87,3% e una capacita’ effettiva, in media annua, del

76,7%. Dunque e’ la regione messa meglio. A seguire abbiamo

la Valle d’Aosta con una capacita’ potenziale dell’86,3%

delle necessita’ ed una effettiva del 72,5% , la Sardegna con

l’84,2% e il 63,1%, la Liguria con l’84,2% ed il 58,6% e

l’Emilia Romagna con l’83,4% ed il 69,8%. In coda abbiamo le

regioni del Sud quali la Calabria con il 59,1 % e il 50% e la

Sicilia con il 64,7% e il 42%. Questi non sono dati dei

geologi ma dell’ultimo rapporto Istat sull’acqua e sono dati

sui quali e’ necessario riflettere”. Lo ha affermato il

Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Gian Vito

Graziano, che rendera’ il quadro nazionale sulla qualita’

dell’acqua, sulla gestione, sulla dispersione e su tutti gli

altri aspetti riguardanti questa georisorsa durante la

conferenza stampa in programma martedi’ 18 ottobre, alle ore

11, presso il Teatro Capranica a Roma nel corso del primo

Forum Nazionale sull’Acqua ”Fino all’Ultima Goccia”,

organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geologi. Saranno ben

600 i geologi che giungeranno da tutte le regioni italiane,

anche dalle isole, per confrontarsi soprattutto con la

politica italiana sul bene acqua .

”Gli ultimi dati Istat – ha continuato Graziano – ci

dicono che Puglia, Sardegna, Molise, Abruzzo, sono le regioni

con la maggiore dispersione di rete, dove per 100 litri di

acqua erogata se ne immettono in rete ben 80 in piu’. Le

dispersioni piu’ basse si registrano in Lombardia e nelle due

province autonome di Trento e di Bolzano”. Ma ‘Fino

all’Ultima Goccia’ significhera’ ”anche approfondire e

rendere noti dati sullo stato dei fiumi – ha concluso

Graziano – dei laghi, ed anche delle falde acquifere in

Italia. Lo faremo in conferenza stampa e lo faremo con le

centinaia di geologi italiani e con la politica”.