Tag Archives: Domani

UE/REGIONI: DOMANI FITTO INCONTRA COMMISSARIO HAHN

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(ASCA) – Roma, 25 ott – Il Ministro per i Rapporti con le

Regioni e per la Coesione territoriale, Raffaele Fitto

domani, alle ore 10.30, presso la Sala Polifunzionale della

Presidenza del Consiglio dei Ministri, incontrera’ il

Commissario europeo per le Politiche regionali, Johannes

Hahn, e i presidenti della Regione Toscana, Enrico Rossi, del

Lazio, Renata Polverini, e della Campania, Stefano Caldoro,

per discutere del futuro della politica di coesione

comunitaria e presentare la proposta di nuovi regolamenti

2014-2020.

Successivamente, alle ore 13 presso la sala stampa di Palazzo

Chigi, il Ministro Fitto insieme al Commissario Hahn, al

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta,

al Ministro per i Beni e le attivita’ Culturali, Giancarlo

Galan e al Presidente Caldoro incontreranno i giornalisti per

illustrare nel dettaglio gli interventi immediatamente

cantierabili per gli scavi di Pompei finanziati con fondi

comunitari e nazionali.

ARGENTINA: DOMANI ELEZIONI PRESIDENZIALI, KIRCHNER VERSO VITTORIA

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(ASCA) – Roma, 22 ott – Silenzio stampa in Argentina sulle

elezioni presidenziali che si svolgeranno domani: oltre 28,8

milioni gli elettori chiamati alle urne e oltre 90 mila i

poliziotti e i soldati che gestiranno la sicurezza durante le

consultazioni.

La grande favorita e’ la presidente Cristina Fernandez

Kirchner, che si appresta ad ottenere una vittoria

schiacciante sul suo rivale, il socialista Hermes Binner.

Secondo i sondaggi, la candidata del Frente para la

Victoria (Fpv), centro-sinistra, potrebbe ottenere il suo

secondo mandato gia’ al primo turno. Quaranta, infatti,

sarebbero i punti di vantaggio su Binner. Dalla sua parte

c’e’ la crescita record dell’economia del Paese e

un’opposizione divisa che non ha saputo proporre programmi

alternativi.

Inoltre la 58enne ha visto un aumento di popolarita’

significativo dopo la morte del marito ed ex-presidente

Nestor Kirchner avvenuta un anno fa.

I supporter dei Kirchner, spesso indicati come i ”K”,

hanno attribuito a Nestor la ripresa economica a seguito del

collasso finanziario nel 2001 e durante la sua presidenza dal

2003 al 2007. Ora, grazie alla sua politica economica e

sociale, Cristina Kirchner si appresta a confermare il suo

ruolo guida.

Nel corso dell’ultimo comizio, ieri sera, la Kirchner ha

esortato tutti i leader politici all’unita’: ”Insieme

possiamo lavorare per una Argentina diversa”, ha affermato

davanti a migliaia di sostenitori.

FS: SIMEONE, SCIOPERO DI DOMANI PER AVERE SERVIZIO DA AZIENDA DI STATO

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(ASCA) – Roma, 20 ott – ”Fs sta smantellando il Servizio

Ferroviario nell’assordante silenzio della politica, con una

strategia industriale contrassegnata negli ultimi anni dal

rifiuto del rinnovo del CCNL scaduto da tre anni, le

dismissioni del trasporto merci, l’abbandono di territori e

una arroganza di gestione che ha azzerato il sistema di

relazioni industriali”. Lo afferma in una nota il segretario

generale della Uilt, Luigi Simeone, alla vigila dello

sciopero proclamato per domani per tutti i dipendenti del

gruppo Fs.

”Sono allora i lavoratori e gli utenti a pagare con un

sciopero – conclude Simeone – per la salvaguardia del

servizio e la tutela dei diritti, nell’interesse del Paese e

dei cittadini”.

Bankitalia, domani la nomina:in corsa Saccomanni, Grilli e Bini Smaghi

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Roma, 19 ott. (LaPresse) – Di sicuro sulla nomina del successore di Mario Draghi alla Banca d’Italia c’è soltanto che domani il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, invierà al Consiglio superiore di via Nazionale la lettera con il nome del governatore designato. Lo ha dichiarato lo stesso premier, senza dire quale sarà il nome messo per iscritto. “Non posso dire nulla – ha spiegato Berlusconi – sono tenuto al segreto”. Le parole del premier potrebbero far pensare anche che la partita tra i sostenitori del direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli, e il direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni, non sia ancora chiusa. Negli ultimi giorni sono tornate a salire anche le quotazioni del membro italiano del board della Banca centrale europea, Lorenzo Bini Smaghi. E’ stato ancora Berlusconi a sottolineare che l’economista fiorentino, che dovrebbe lasciare l’Eurotower per far posto a un francese, “è nel novero dei candidati”.

Stamattina in un comunicato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha smentito le indiscrezioni del Corriere, secondo le quali “quasi fosse una campagna elettorale” Tremonti avrebbe chiamato “uno a uno i membri” del direttorio di Bankitalia per sostenere la candidatura di Grilli. Il ministro ha confermato contatti telefonici con vertici di via Nazionale, precisando però che non si è mai toccato l’argomento successione in quelle chiamate.

Non è un mistero che Tremonti sostenga Grilli, classe 1957, suo collaboratore al Tesoro (direttore generale nominato dal ministro Domenico Siniscalco nel 2005) e presidente del Comitato economico e finanziario dell’Unione europea. Grilli è descritto come un accademico riservato (è stato docente universitario negli Usa e alla Bocconi), tecnico preparato e poco avvezzo alla politica. Ma soprattutto è milanese di nascita. E per questa sua caratteristica, il leader della Lega Nord e ministro delle Riforme, Umberto Bossi, ha detto di preferirlo ad altri candidati, schierandosi di fatto con Tremonti. Sarebbe stato proprio Grilli a portare Giovanni Gorno Tempini alla guida della Cassa Depositi e Prestiti, conquistandosi la stima del ministro dell’Economia, che avrebbe in mente un governatore di Bankitalia più vicino al Governo.

Saccomanni rappresenterebbe invece la scelta opposta. Quella soluzione interna, gradita a Mario Draghi, per la garanzia di una continuità con un’azione di via Nazionale autonoma rispetto alle sirene dell’esecutivo. L’attuale direttore generale dell’Istituto centrale occupa quella posizione dal 2006, ma ha iniziato la sua carriera interna addirittura nel giugno del 1967, all’ufficio di Vigilanza nella sede di Milano. Dalla parte del romano Saccomanni, classe 1942, penderebbe anche il favore del direttorio di Bankitalia. Nell’ultimo mese in più occasioni è sembrato in vantaggio su Grilli, per poi perdere di nuovo il favore del pronostico.

Così l’empasse su Bankitalia ha portato anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a dirsi preoccupato per le “persistenti difficoltà” sulla nomina. Il presidente ha avuto in merito pochi giorni fa un colloquio al Colle con Berlusconi. La prassi istituzionale prevede che il governatore sia nominato per decreto dal presidente della Repubblica, su proposta del presidente del Consiglio, previa deliberazione del Consiglio dei ministri e sentito il parere del Consiglio superiore della Banca d’Italia. Il ruolo centrale spetta quindi al premier, che ha fatto capire che non intende generare strappi nel Governo.

E se tra i due litiganti la spuntasse il terzo? Nella partita è rientrato nelle ultime ore Bini Smaghi e non escluso che il nome nella lettera per Bankitalia sia proprio il suo. La nomina toglierebbe uno spinoso dossier dal tavolo di Berlusconi, che ha ottenuto l’appoggio per la presidenza di Mario Draghi alla Bce del presidente francese, Nicolas Sarkozy, assicurando le successive dimissioni del membro italiano del board di Francoforte (in carica dal 2005) per lasciare il posto a un francese. Con l’uscita di scena di Jean-Claude Trichet da presidente, infatti, Parigi non avrebbe esponenti nel board della Bce per la prima volta dall’entrata in vigore dell’euro. E Sarkozy, che Berlusconi incontrerà nel Consiglio europeo questo fine settimana, potrebbe rivendicare l’intesa.

Bini Smaghi, classe 1956, ha un passato nel servizio studi della Banca d’Italia, tra il 1983 e il 1994. Alla richiesta di Berlusconi di lasciare la Bce, l’economista fiorentino si era prima opposto mettendo davanti l’autonomia dell’Eurotower dalla politica, cedendo soltando in seguito per rispetto “dell’interesse nazionale”. “Lascerò l’incarico entro dicembre”, ha affermato. Ma non è escluso che Berlusconi decida di accelerare. E per i bookmaker esteri il nuovo governatore di via Nazionale sarà proprio Bini Smaghi. I quotisti d’oltremanica, riporta Agipronews, appoggiano la preferenza di Berlusconi per Bini Smaghi, prima opzione a 2,10. Offerta più alta per Grilli, bancato a 3,00. Solo terzo, almeno in quota, Fabrizio Saccomanni, ipotesi a 5 volte la posta.

Bankitalia, domani la nomina:in corsa Saccomanni, Grilli e Bini Smaghi

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Roma, 19 ott. (LaPresse) – Di sicuro sulla nomina del successore di Mario Draghi alla Banca d’Italia c’è soltanto che domani il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, invierà al Consiglio superiore di via Nazionale la lettera con il nome del governatore designato. Lo ha dichiarato lo stesso premier, senza dire quale sarà il nome messo per iscritto. “Non posso dire nulla – ha spiegato Berlusconi – sono tenuto al segreto”. Le parole del premier potrebbero far pensare anche che la partita tra i sostenitori del direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli, e il direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni, non sia ancora chiusa. Negli ultimi giorni sono tornate a salire anche le quotazioni del membro italiano del board della Banca centrale europea, Lorenzo Bini Smaghi. E’ stato ancora Berlusconi a sottolineare che l’economista fiorentino, che dovrebbe lasciare l’Eurotower per far posto a un francese, “è nel novero dei candidati”.

Stamattina in un comunicato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha smentito le indiscrezioni del Corriere, secondo le quali “quasi fosse una campagna elettorale” Tremonti avrebbe chiamato “uno a uno i membri” del direttorio di Bankitalia per sostenere la candidatura di Grilli. Il ministro ha confermato contatti telefonici con vertici di via Nazionale, precisando però che non si è mai toccato l’argomento successione in quelle chiamate.

Non è un mistero che Tremonti sostenga Grilli, classe 1957, suo collaboratore al Tesoro (direttore generale nominato dal ministro Domenico Siniscalco nel 2005) e presidente del Comitato economico e finanziario dell’Unione europea. Grilli è descritto come un accademico riservato (è stato docente universitario negli Usa e alla Bocconi), tecnico preparato e poco avvezzo alla politica. Ma soprattutto è milanese di nascita. E per questa sua caratteristica, il leader della Lega Nord e ministro delle Riforme, Umberto Bossi, ha detto di preferirlo ad altri candidati, schierandosi di fatto con Tremonti. Sarebbe stato proprio Grilli a portare Giovanni Gorno Tempini alla guida della Cassa Depositi e Prestiti, conquistandosi la stima del ministro dell’Economia, che avrebbe in mente un governatore di Bankitalia più vicino al Governo.

Saccomanni rappresenterebbe invece la scelta opposta. Quella soluzione interna, gradita a Mario Draghi, per la garanzia di una continuità con un’azione di via Nazionale autonoma rispetto alle sirene dell’esecutivo. L’attuale direttore generale dell’Istituto centrale occupa quella posizione dal 2006, ma ha iniziato la sua carriera interna addirittura nel giugno del 1967, all’ufficio di Vigilanza nella sede di Milano. Dalla parte del romano Saccomanni, classe 1942, penderebbe anche il favore del direttorio di Bankitalia. Nell’ultimo mese in più occasioni è sembrato in vantaggio su Grilli, per poi perdere di nuovo il favore del pronostico.

Così l’empasse su Bankitalia ha portato anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a dirsi preoccupato per le “persistenti difficoltà” sulla nomina. Il presidente ha avuto in merito pochi giorni fa un colloquio al Colle con Berlusconi. La prassi istituzionale prevede che il governatore sia nominato per decreto dal presidente della Repubblica, su proposta del presidente del Consiglio, previa deliberazione del Consiglio dei ministri e sentito il parere del Consiglio superiore della Banca d’Italia. Il ruolo centrale spetta quindi al premier, che ha fatto capire che non intende generare strappi nel Governo.

E se tra i due litiganti la spuntasse il terzo? Nella partita è rientrato nelle ultime ore Bini Smaghi e non escluso che il nome nella lettera per Bankitalia sia proprio il suo. La nomina toglierebbe uno spinoso dossier dal tavolo di Berlusconi, che ha ottenuto l’appoggio per la presidenza di Mario Draghi alla Bce del presidente francese, Nicolas Sarkozy, assicurando le successive dimissioni del membro italiano del board di Francoforte (in carica dal 2005) per lasciare il posto a un francese. Con l’uscita di scena di Jean-Claude Trichet da presidente, infatti, Parigi non avrebbe esponenti nel board della Bce per la prima volta dall’entrata in vigore dell’euro. E Sarkozy, che Berlusconi incontrerà nel Consiglio europeo questo fine settimana, potrebbe rivendicare l’intesa.

Bini Smaghi, classe 1956, ha un passato nel servizio studi della Banca d’Italia, tra il 1983 e il 1994. Alla richiesta di Berlusconi di lasciare la Bce, l’economista fiorentino si era prima opposto mettendo davanti l’autonomia dell’Eurotower dalla politica, cedendo soltando in seguito per rispetto “dell’interesse nazionale”. “Lascerò l’incarico entro dicembre”, ha affermato. Ma non è escluso che Berlusconi decida di accelerare. E per i bookmaker esteri il nuovo governatore di via Nazionale sarà proprio Bini Smaghi. I quotisti d’oltremanica, riporta Agipronews, appoggiano la preferenza di Berlusconi per Bini Smaghi, prima opzione a 2,10. Offerta più alta per Grilli, bancato a 3,00. Solo terzo, almeno in quota, Fabrizio Saccomanni, ipotesi a 5 volte la posta.

Gli indignati bolognesi domani a Roma in massa

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Bologna, 14 ottobre 2011 – UNA VOLTA erano Disobbedienti, No Global, Autonomi. Ora sono tutti Indignados. La mobilitazione internazionale contro la grande finanza ricompone il frammentato movimento bolognese dietro un’unica grande insegna che, sotto le Due Torri, prende la forma di una cartello di sigle pronte a gridare i nuovi slogan con la vecchia rabbia. ?Ma già tre anni fa, quando protestavamo contro la Gelmini, fa tra i nostri cori c’era ‘Noi la crisi non la paghiamo’?, fa notare Marco del collettivo universitario Sadir.

LO STESSO concetto viene ora tradotto con la formula ‘Not our debt’, ovvero ‘questo non è il nostro debito’. Mercoledì, nel corso della manifestazione alla Banca d’Italia sfociata negli scontri con le forze dell’ordine, il motto più pronunciato è stato ‘De-fault, de- fault’, e da settimane si è affacciata negli striscioni la rivendicazione del ‘diritto all’insolvenza’. Nell’alveo degli Indignados si ritrovano fianco a fianco centri sociali e collettivi con storie e percorsi molto diversi e spesso incompatibili, con un’inedita vocazione a ‘convergenze parallele’ di democristiana memoria che domani li porterà tutti a Roma per il corteo della giornata globale contro l’austerity. Saranno circa 1.500 a partire a bordo di una trentina di pullman, con prezzi dai 10 ai 20 euro, ma molti non hanno trovato posto e dovranno accomodarsi in treno: i numeri sono comunque indicativi della dimensione bolognese della galassia indignata. La mai sopita vocazione movimentista della città tinge con varie sfumature di rosso la nuova protesta internazionale, che in altri Paesi è priva di ogni coloritura politica. La campagna d’autunno ha coalizzato sotto la sigla TimeOut lo storico centro sociale Vag61 con i collettivi studenteschi Bartleby e Utopia, insieme ad AntagonismoGay e Smaschieramenti: tre pullman in partenza.

?QUELLA di piazza Cavour era una piccola parte della rabbia precaria che porteremo a Roma?, promette Michele di Bartleby, collettivo universitario che ieri sera ha proposto nella sua sede ‘scaduta’ di via San Petronio Vecchio un concerto di musica classica. Alla testa della manifestazione di mercoledì si è messo il centro sociale Tpo, con i noti leader già ‘disobbedienti’ Gianmarco De Pieri e Domenico Mucignat. Pronti otto pullman. ?Proponiamo a tutti e tutte che al ritorno da Roma di apra uno spazio pubblico cittadino che rompa i recinti dell’iniziativa politica contro la crisi — è l’idea di De Pieri —. Non possiamo lasciare che i tavoli si facciano in Regione e Provincia e si parli di sussidiarietà. La nostra proposta è un laboratorio pubblico senza alcun limite?. Il Tpo ha lanciato ieri un appello per raccogliere video e foto sugli scontri dell’altro giorno, allo scopo di individuare l’agente che con una manganellata ha rotto quattro denti all’attivista Martina.

INDIGNATI anche i ragazzi di Crash, che dopo anni di sgomberi hanno ormai una sede relativamente stabile in un enorme edificio occupato di via della Cooperazione. Attraverso i collettivi Cua e Cas la loro area di riferimento ha radici ben piantate nel mondo studentesco e i pullman per Roma sono tre. ?Abbiamo chiuso le adesioni ma oggi (ieri, ndr) sono arrivate almeno altre 40-50 chiamate — spiega Fulvio —. Si potrebbero riempire altri mezzi ma non se ne trovano più in tutta la regione?. Nella marcia di avvicinamento al 15 ottobre i collettivi Sadir, di area Tpo, e Panenka, hanno organizzato una tre giorni di iniziative. Ieri sera notte bianca a Scienze politiche per finanziare il viaggio. Nel pomeriggio Laboratorio su ‘Beni comuni e nuovo welfare’. Una dozzina i ragazzi a dibattere sul tema. A margine, Marco si interroga sui problemi delle nuove forme organizzative: ?Le parole d’ordine ormai circolano su Twitter, come un flusso continuo. Ogni tweet è un seme ma tocca a noi farlo germinare. La rivoluzione verde dell’Iran è nata così ed era il 2009: noi rispetto a loro siamo dei trogloditi?.

CAMUSSO

?Alla vigilia della grande manifestazione degli ‘indignati’ in programma sabato a Roma, preceduta nei giorni scorsi da momenti di tensione e scontri a Bologna davanti alla sede felsinea di Bankitalia, ”penso e spero che tutti lavorino per una piazza pacifica e non violenta”. A inquadrare cosi’ la manifestazione di domani nella capitale e’ il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, a margine di un incontro a Bologna. Una piazza, ha auspicato Camusso, ”in cui ci siano le opinioni ma non altro”. A chi le chiedeva se alla manifestazione vi sara’ anche la Cgil, Camusso si e’ limitata a replicare con un ”no”.

PD: DOMANI GIORNATA NAZIONALE DEI DIRITTI

(ASCA) – Roma, tutte le 3-”sarà a Bologna, suo

lungo giorno, consentire, dal 4 al 19 settembre, il giorno di festa

Nazionali dei diritti democratici. Tra i tanti

visita sono i nomi dei dibattiti regolari

cultura e politica di rilievo: 4 settembre Dario

Franceschini, 7 settembre, Rosy Bindi con Ettore

Martinelli, 10 settembre, Cristina Comencini, 12

Settembre Susanna Camusso, 13 settembre, Massimo D’Alema

con il vincitore del premio Nobel per la pace Shirin Ebadi, 15 settembre

Anna Finocchiaro, 17 settembre, Walter Veltroni, il 18.

Settembre chiudere ‘ il Segretario del partito Pier Luigi

Bersani. La sera del 18 settembre sarà un secondo

importante con il Teatro dell’evento

“Le ragioni del cuore” sul tema della volontà

biologica vede il senatore tra gli attori sul palco

Ignazio Marino e Beppino Englaro (18 settembre). E ‘ quanto

lettura in un comunicato stampa al Pd.

“In tempi di crisi-commentario Ettore Martinelli.

responsabile per i diritti umani s segreteria nazionale

Democratici aumentano la disuguaglianza su

nel campo dell’economia e del lavoro, ma non solo. Quando non si è

trovare il tempo da dedicare alla difesa e rafforzamento

i diritti civili, perché sembra che altre situazioni di emergenza.

prepara il terreno per la riduzione dei diritti sociali.

Per questo l’unica vera protezione per mantenere

sistemi democratici per la tutela dei diritti, senza

la distinzione tra diritti civili e sociali. E per

il PDS ha voluto dedicare uno spazio grande fiera

diritti in uno dei più importanti

e gran parte dell’Italia democratica.

Saranno le questioni dei diritti umani

Space culturale chiave affrontati anche “Tirar

più tardi café “, dove è direttore Corrado Grant

tarali e musical mostra organizzate con molti

Degli artisti italiani che si esibiranno ogni faccia notte una

tema diverso.

PD: DOMANI FRANCESCHINI ED ERRANI IN MODENA PRESSO LA SCUOLA DEL PARTITO DEMOCRATICO

(ASCA) – Roma, 3 all-domani, domenica 4 settembre, il

Partito nazionale democratico alla scuola di Modena,

una giornata piena di eventi che sarà il paese e

la crisi economica profonda, politica e istituzionale

attraversare. Il 18 – partito una nota-

Intervista con Dario Franceschini, Presidente del PD

in casa e Stefano Bonaccini, segretario PD Emilia

Romagna, mentre 21 saranno entrambi Vasco Errani

Il Presidente dell’Emilia Romagna e la conferenza della

Regioni, Ivan Malavasi, Presidente business rete Italia.

Ci sarà uno spazio per un’analisi approfondita di

le proposte alternative del PD e questioni nazionali.