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Tag Archives: DIVISIONE
–CONFINDUSTRIA: MARCEGAGLIA, NO DIVISIONE POLITICA CON FIAT (ASCA)
CONFINDUSTRIA: MARCEGAGLIA, NESSUNA DIVISIONE POLITICA CON FIAT (1 UPD)
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(ASCA) – Torino, 24 ott – Ognuno deve trovare la sua strada,
ma stare insieme e’ meglio che stare da soli. Emma
Marcegaglia torna sull’addio di Fiat a Confindustria in un
intervento che recupera gran parte delle ragioni del
Lingotto, pur naturalmente non condividendone le conclusioni
e il suo appello a stare insieme sembra ora rivolto alla
platea degli imprenditori presenti al convegno dell’Unione
Industriale. ”Con Fiat – dice la presidente di Confindustria
- non c’e’ nessuna divisione politica”.
”Ogni azienda ha la sua storia – spiega Marcegaglia – ma
ognuno questa strada la deve fare e come Confindustria
dobbiamo cercare di aiutare, di supportare, tutte le imprese
nella loro attivita’. Tutti dobbiamo andare sulla strada di
migliorare, di essere piu’ competitivi, di cogliere la sfida,
altrimenti il paese non sta in piedi. Lo dico da presidente
di Confindustria che tra qualche mese uscira’ – sottolinea
Marcegaglia ricordando la fine del suo mandato -: rimango
convinta che tutto sommato stare insieme e’ meglio che stare
da soli e che tutte le trasformazioni che questo paese deve
fare abbiamo piu’ chances di farle se stiamo insieme e se
andiamo avanti e cerchiamo di lavorare tutti nella stessa
direzione.
Detto questo – ha aggiunto Marcegaglia – l’ha detto Sergio e
io lo ripeto, non c’e’ alcuna divisione politica tra
Confindustria e Fiat e c’e’ un totale rispetto tra
Confindustria e Fiat e non saremo mai noi a dare argomenti a
chi intende demolire, non noi o Fiat, ma tutti noi che
facciamo impresa. Ci possono essere visioni diverse, ma siamo
tutti uniti negli obiettivi e nel perseguire il miglioramento
del paese”.
CONFINDUSTRIA: MARCEGAGLIA, NESSUNA DIVISIONE POLITICA CON FIAT
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(ASCA) – Torino, 24 ott – Ognuno deve trovare la sua strada,
ma stare insieme e’ meglio che stare da soli. Emma
Marcegaglia torna sull’addio di Fiat a Confindustria in un
intervento che recupera gran parte delle ragioni del
Lingotto, pur naturalmente non condividendone le conclusioni
e il suo appello a stare insieme sembra ora rivolto alla
platea degli imprenditori presenti al convegno dell’Unione
Industriale.
”Con Fiat – dice la presidente di Confindustria – non
c’e’ nessuna divisione politica”.
CATTOLICI: SUPERARE DIVISIONE TRA LE ‘DUE CHIESE’. UN VADEMECUM PER TODI
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(ASCA) – Roma, 13 ott – ”A livello sociale la Chiesa e’
super presente contro aborto ed eutanasia e per la difesa
della vita dal concepimento alla morte naturale, per il
matrimonio indissolubile, contro le sperimentazioni in
bioetica. Invece e’ del tutto assente sui grandi drammi che
riempiono le pagine dei giornali e le televisioni: i
clandestini, i delitti efferati, la perdita del lavoro,
l’ingiustizia sociale. A parte vaghi e generici appelli, la
Chiesa in Italia sembra distante dai problemi del presente”:
e’ un’analisi impietosa quella messa in copertina dell’ultimo
libro di Fabrizio Mastrofini, ‘Le due chiese’ (ed. La
Meridiana, 150 pagine, 16 euro). Il libro esce poche
settimane prima dell’assise di Todi, in cui i cattolici
italiani sono chiamati a uscire da molte delle ‘secche’
descritte nel volume.
L’autore, caporedattore di Radio Vaticana, mette in fila
le facce di quelli che chiama ”i due spettri” che sembrano
voler portare la Chiesa italiana su ”una strada segnata”,
che non si vuole correggere ”nonostante tutti i limiti”: da
una parte ”il rapporto tra politica e societa”’, che ha
”privilegiato”, sotto la Cei del card. Camillo Ruini, ”in
maniera strumentale … un elettorato cattolico nell’area
politica di centro-destra”; dall’altro, l’affievolirsi
”della strada nuova aperta dal Concilio Vaticano II”. Una
Chiesa in cui molti credenti vedono con timore affacciarsi
una ”doppia morale”: da una parte quella richiesta ai
semplici fedeli, dall’altra quella piu” ‘comprensiva’ per i
politici.
L’analisi di Mastrofini tocca tutti i punti critici – dal
ruolo dei laici a quello dei religiosi, dai media alla
teologia ”per addetti ai lavori”, dalla crisi della
parrocchia alle cosiddette ”questioni non negoziabili”. Una
crisi precipitata in un episodio recente e illuminante: la
rivolta dei cittadini di Orvieto di fronte alla rimozione del
loro vescovo: segno, al di la’ del merito della vicenda, di
una mancanza di comunicazione tra ‘vertice’ e ‘base’, con una
incomprensione profonda delle ragioni della Chiesa anche
all’interno dello stesso ‘popolo cattolico’, che dovrebbe far
preoccupare.
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