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Sacconi: con ‘Ai liberi e forti’ per costruire nuova stagione di crescita

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Roma, 21 ott. (Labitalia) – “E’ un libro che spero possa accompagnare questo tempo difficile con delle chiavi di lettura delle difficoltà che viviamo e sopratutto richiamando i valori della tradizione nazionale, strumenti con i quali governare il cambiamento”. Così il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, spiega a LABITALIA gli obiettivi del suo ultimo libro ‘Ai liberi e forti. Valori, visioni e forma politica di un popolo in cammino”, edito da Mondadori.

Un appello ai ‘liberi e forti’ come fece novant’anni da Don Luigi Sturzo, fondatore del Partito Popolare. “Il libro -sottolinea Sacconi- è dedicato alla tradizione nazionale, è un libro non per cattolici, per credenti, ma che cerca di parlare a tutti coloro che sono disponibili a riconoscere, arrivandovi attraverso la fede o attraverso l’esperienza, la ragione, che il nostro tradizionale pensiero cristiano, la nostra tradizionale cultura cristiana, ci dà in fondo le chiavi per costruire, in funzione delle persone, una nuova stagione di crescita economica, sociale, civile e umana”.

Secondo il ministro del Lavoro, quindi, quella che arriva dal libro è “una proposta che riguarda questo tempo difficile al di là delle forme di governo, al di là delle leadership, e anzi individua nell’esperienza del berlusconismo alcune grandi intuizioni che dovranno essere compiute, sviluppate, a partire dalla esigenza di assumere nella dimensione pubblica questi valori”.

Tlc: Cgil, superare ritardo, reti centrali per crescita

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Roma, 25 ott. – (Adnkronos) – Superare il ‘forte ritardo’ tecnologico e dare centralita’ al futuro delle reti di Tlc come leva per la crescita, anche operando delle ‘forzature’, sugli investimenti e sulla loro remunerazione, per accelerare questo processo. A poco meno di un mese dalla chiusura dell’asta per le frequenze mobili di quarta generazione, e a pochi giorni dal taglio di 800 milioni per investimenti in Tlc con la legge di stabilita’, la Cgil ragiona sul ruolo delle reti di nuova generazione per lo sviluppo e la crescita, nel corso di un’iniziativa promossa oggi per discutere dei piani del governo e il ruolo degli enti locali, dell’asta per le nuove frequenze e le decisioni Agcom per incentivare gli investimenti. Alla presenza di esponenti di importanti aziende del settore, la Cgil e la Slc (la categoria che copre il settore delle Tlc) hanno esposto la loro ricetta per fare del mobile e del livello di competizione e liberalizzazione molto avanzato nel paese, ”una leva importante per una politica di insieme per il settore”. Il tutto senza lesinare critiche al governo e ”all’inaccettabile decisione di cancellare i pochi investimenti pubblici, gli 800 milioni previsti dal 2008 e mai effettuati, e di regalare le frequenze ai maggiori operatori televisivi, nel momento in cui le aziende di telefonia mobile hanno consegnato nelle casse dello stato poco meno di quattro miliardi di euro per l’asta sulle frequenze”, come nota il segretario confederale, Fabrizio Solari. La strategia della Cgil punta a facilitare ”la diffusione di reti di nuova generazione sia fissa che mobile; stimolare il prendere quelle decisioni necessarie per favorire investimenti, sia sul fisso che sul mobile a 4 G, per poter ‘coprire’ piu’ territori possibili in termini anche di infrastruttura; aiutare la definizione di aree territoriali a successo di mercato e aree a valore intermedio, come noi proponiamo siano i distretti industriali, dove limitare obblighi asimmetrici su chi fa investimenti in fibra e conseguentemente indirizzare le prossime decisioni del Governo e dell’Agcom; favorire tali investimenti anche rimodulando possibili interventi sulle tariffe di terminazione a fronte di obblighi precisi di riduzione del digital divide e creazione reti Ngn”.

USA: BEIGE BOOK, CRESCITA ECONOMICA PROSEGUE DEBOLE

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(ASCA) – Roma, 19 ott – La crescita dell’economia degli Stati

Uniti prosegue debole mentre il mercato del lavoro resta

stagnante e le retribuzioni sono al palo.

E’ quanto emerge dal Beige Book della Federal Reserve, lo

studio sul quale si basano le decisioni di politica monetaria

della banca centrale Usa.

CONFINDUSTRIA: MORELLI, NEL 2012 CRESCITA ZERO. SFIDA E’ RADDOPPIARE PIL

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(ASCA) – Capri, 21 ott – ”La previsione di crescita del Pil

per il prossimo anno e’ ‘zero”’. Il presidente dei giovani

di Confindustria, Jacopo Morelli, stima una crescita nulla

per il prossimo anno del prodotto interno lordo e, nella sua

relazione al consueto convegno di Capri spiega che ”ci

stiamo impoverendo. Nel 2012 il nostro pil pro-capite sara’

sceso del 7%, rispetto al 2007, arretrando ai livelli di 13

anni fa”.

La scommessa, allora, per i giovani imprenditori e’

raddoppiare il Pil. ”E’ il momento di invertire la rotta -

sottolinea Morelli -, per tornare ad essere grandi. Diciamo

al Paese e a chi ha la responsabilita’ politica: in 20 anni,

nel tempo di una sola generazione, possiamo raddoppiare la

ricchezza, raddoppiare il prodotto interno lordo. E’ la

nostra scommessa di imprenditori”.

Secondo Morelli ”e’ una meta ambiziosa ma raggiungibile,

se saremo in grado di liberare investimenti, consumi interni

e, soprattutto, di vendere all’estero i nostri prodotti,

grazie ad una rinnovata competitivita”’.

La strada, allora, deve essere quella delle riforme

strutturali. ”Servono le riforme strutturali – ribadisce

Morelli – che cambino il nostro Paese. Una nuova fondazione.

Non piccole, continue ‘manovre’. Sono interventi per ridurre

il debito e il perimetro dello Stato, una complessiva

revisione del sistema fiscale, un nuovo welfare, la riforma

della giustizia, le liberalizzazioni, le infrastrutture e

l’energia”.

Napolitano: Politica sia unita, subito riforme per la crescita

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Roma, 19 ott. (LaPresse) – Per affrontare la crisi “ciascuno faccia la sua parte”. E’ l’appello lanciato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo alla cerimonia della consegna delle insegne di cavaliere dell’ordine al merito del lavoro. All’Italia, ha spiegato il capo dello Stato, “guarda con preoccupazione l’Europa, in attesa dell’attuazione e di ogni necessaria integrazione delle decisioni già adottate e di impellenti scelte di riforma strutturale e di stimolo alla crescita”.

Per Napolitano “è giunto il momento di abbattere gradualmente ma a ritmo sostenuto e costante il muro del debito pubblico insostenibile che abbiamo, accumulatosi nel corso dei decenni”. Questo, però, ha sottolineato il presidente in un passaggio dedicato alla manifestazione degli indignati di sabato, non deve impedire di fare attenzione alle richieste che arrivano dai giovani: “La disoccupazione e la frustrazione giovanile – ha detto Napolitano – devono essere al centro delle nostre preoccupazioni”, anche per garantire “l’equilibrio democratico e della convivenza civile”.

Tutto questo si può fare, ha sottolineato Napolitano, solo se la politica saprà restare unita, cosa che finora, ha detto, non è avvenuta: “Non posso tacere – ha sottolineato – la mia angustia nel constatare che le condizioni politiche per questa più larga condivisione non si sono verificate”. Per il capo dello Stato serve “una netta assunzione di responsabilità” da parte di tutti. “Dobbiamo avere l’assillo – ha aggiunto Napolitano – di dare risposte alle istituzioni europee” e alle richieste dei giovani. Per fare questo, è l’appello del capo dello Stato, “si guardi con coraggio agli interessi comuni di più lungo termine”.