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Confindustria Venezia: bene acquisto Btp da imprenditori, ma serve regia

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Roma, 7 nov. (Labitalia) – “Quella di Covre è un’iniziativa meritevole, dal forte senso civico, ma senza un coordinamento iniziative come questa rischiano di perdersi e di non raggiungere l’obiettivo desiderato”. Così Luigi Brugnaro, presidente di Confindustria Venezia, commenta con LABITALIA, dal Brasile dove è impegnato per azioni di internazionalizzazione delle imprese veneziane, l’iniziativa dell’imprenditore trevigiano Giuseppe Covre, che ieri ha annunciato, in una lettera al ‘Corriere della Sera’, di investire 20mila euro in titoli di Stato italiani.

L’iniziativa di Covre, e quella di altri piccoli imprenditori del Nord-Est, seguono quella dell’imprenditore pistoiese Giuliano Melani che venerdì scorso acquistando una pagina del ‘Corriere’ aveva invitato a comprare titoli Btp italiani “per ricomprare il debito italiano”.

“E’ una cosa positiva che i cittadini tornino a impegnarsi contro questa politica che è ormai solo asfissiante e autocelebrativa -spiega Brugnaro- però è necessaria una regia politica intorno a queste iniziative nobili”.

“Serve rimettere in moto lo Stato -insiste Brugnaro- che deve essere capace di mettere in campo un’adeguata politica industriale e finanziaria”.

Secondo Brugnaro, serve una nuova classe politica che “ci aiuti a riacquistare credibilità a livello internazionale”. “Qui in Brasile dove mi trovo adesso per fortuna ancora ce l’abbiamo -conclude- ma grazie all’operato delle persone, non certo per l’immagine del nostro Paese”.

–CONFINDUSTRIA: MARCEGAGLIA, NO DIVISIONE POLITICA CON FIAT (ASCA)

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CONFINDUSTRIA: MARCEGAGLIA, NESSUNA DIVISIONE POLITICA CON FIAT (1 UPD)

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(ASCA) – Torino, 24 ott – Ognuno deve trovare la sua strada,

ma stare insieme e’ meglio che stare da soli. Emma

Marcegaglia torna sull’addio di Fiat a Confindustria in un

intervento che recupera gran parte delle ragioni del

Lingotto, pur naturalmente non condividendone le conclusioni

e il suo appello a stare insieme sembra ora rivolto alla

platea degli imprenditori presenti al convegno dell’Unione

Industriale. ”Con Fiat – dice la presidente di Confindustria

- non c’e’ nessuna divisione politica”.

”Ogni azienda ha la sua storia – spiega Marcegaglia – ma

ognuno questa strada la deve fare e come Confindustria

dobbiamo cercare di aiutare, di supportare, tutte le imprese

nella loro attivita’. Tutti dobbiamo andare sulla strada di

migliorare, di essere piu’ competitivi, di cogliere la sfida,

altrimenti il paese non sta in piedi. Lo dico da presidente

di Confindustria che tra qualche mese uscira’ – sottolinea

Marcegaglia ricordando la fine del suo mandato -: rimango

convinta che tutto sommato stare insieme e’ meglio che stare

da soli e che tutte le trasformazioni che questo paese deve

fare abbiamo piu’ chances di farle se stiamo insieme e se

andiamo avanti e cerchiamo di lavorare tutti nella stessa

direzione.

Detto questo – ha aggiunto Marcegaglia – l’ha detto Sergio e

io lo ripeto, non c’e’ alcuna divisione politica tra

Confindustria e Fiat e c’e’ un totale rispetto tra

Confindustria e Fiat e non saremo mai noi a dare argomenti a

chi intende demolire, non noi o Fiat, ma tutti noi che

facciamo impresa. Ci possono essere visioni diverse, ma siamo

tutti uniti negli obiettivi e nel perseguire il miglioramento

del paese”.

CONFINDUSTRIA: MORELLI, CRISI E’ GLOBALE MA ITALIA DEVE SALVARSI DA SOLA

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(ASCA) – Capri, 21 ott – ”La crisi e’ globale, e impone

all’Europa di superare i suoi limiti di governance politica,

economica e finanziaria”. Il presidente dei giovani di

Confindustria, Jacopo Morelli, analizza la crisi economica

che ha investito l’Europa e, nel suo intervento al consueto

convegno di Capri spiega che, ”insieme alle risposte dei

singoli Stati, servono forti e coordinati interventi

sovranazionali” Riferendosi alla situazione del nostro

paese, pero’, il presidente dei giovani industriali

sottolinea che, in ogni caso, ”l’Italia deve avere la

dignita’ e la forza di salvarsi da sola, perche’ ne ha le

risorse, ma soprattutto perche’ non ci sono alternative.

Nessuno puo’ risolvere i problemi che noi, per primi, non

vogliamo affrontare”.

In tal senso Morelli traduce in numeri l’attuale momento

che attraversa l’Italia. ”La situazione attuale del Paese -

dice – sta tutta in tre numeri: 120-27-0. 120 come il debito

pubblico, che e’ al 120% del prodotto interno lordo. 27 come

il 27% della disoccupazione giovanile. 0 come la previsione

di crescita del PIL il prossimo anno.

120-27-0. La ‘nostra’ crisi e’ ancora piu’ forte di quella

globale.

Soprattutto se la guardiamo in prospettiva”.

Per Morelli, pero’, ”la crisi ha colpito soprattutto i

giovani: il loro reddito disponibile e’ diminuito, dal 2007

al 2010, di circa il 6%, contro l’1,5% per la media degli

italiani”.

Secondo il presidente dei giovani industriali, quindi,

”ci stiamo impoverendo. Nel 2012, il nostro PIL pro-capite

sara’ sceso del 7%, rispetto al 2007, arretrando ai livelli

di 13 anni fa.

Sta diminuendo anche in confronto al resto dell’eurozona:

gia’ adesso, siamo molto al di sotto della media”.

CRISI: MARCEGAGLIA, CONFINDUSTRIA SERIA DENUNCIA COSE CHE NON VANNO BENE

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(ASCA) – Capri, 22 ott – ”Confindustria e’ un’organizzazione

seria e indipendente che denuncia le cose quando non vanno

bene”. La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia

risponde cosi’ all’editoriale dell’economista Francesco

Giavazzi che sul Corriere della Sera ha criticato il

comportamento degli industriali.

”Un editoriale – sottolinea Marcegaglia nel suo

intervento al convegno di Capri dei giovani industriali -

dice che dobbiamo sciogliere Confindustria perche’ siamo noi

a bloccare il Paese.

Sul lato sindacale in questi anni abbiamo cambiato le regole

sindacali, con serieta’ e facendo inizalmente uno strappo con

una parte del sindacato, ma siamo convinti che si deve

ritornare a convergere e l’abbiamo fatto il 28 giugno

firmando anche con la Cgil l’accordo interconfederale sui

contratti”.

Marcegaglia ricorda poi le accuse dell’economista secondo

cui gli industriali ”colludono con il governo per ottenere

favori. Noi siamo al centro di ulteriori polemiche con una

parte del governo che dice che andiamo oltre la nostra

funzione visto che proponiamo riforme e azioni. Allora ci si

deve mettere d’accordo perche’ da una parte ci si dice che

pensiamo solo ai fatti nostri e chi no”.

Allo stesso tempo – ricorda ancora Marcegaglia -

”Giavazzi dice che noi non dobbiamo parlare di

liberalizzazioni ma io me ne frego perche’ le

liberalizzazioni servono al paese e io ne parlo”.

Riferendosi agli attacchi che nel tempo Confindutria ha

ricevuto della politica Marcegaglia precisa: ”Luigi Abete ha

detto che nei momenti difficili Confindustria va sotto

attacco, e’ successo anche quando era presidente lui. Questo

accade perche’ siamo un’istituzione credibile indipendente

che denuncia le cose che non vanno bene. Allora chi e’ debole

e’ interessato a dimostrare che anche altri sono deboli per

non far vedere la sua debolezza ma cosi’ non va bene”.

In tal senso la leader degli industriali ricorda le parole

del Capo Stato, Giorgio Napolitano, che in occasione della

consegna delle onoreficenze per i Cavalieri lavoro ha detto:

”Ciascuno faccia la sua parte e molto sta facendo il mondo

delle imprese anche in senso propositivo. Considero queste

parole – conclude Marcegaglia – la migliore e definitiva

risposta a ogni polemica”.

CONFINDUSTRIA: MORELLI, AUSPICHIAMO IMMEDIATA MODIFICA LEGGE ELETTORALE

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(ASCA) – Capri, 21 ott – ”Una immediata modifica della legge

elettorale”. Il presidente dei giovani di Confindustria,

Jacopo Morelli, chiede nuovamente la modifica della legge

elettorale.

Nel suo intervento al consueto convegno di Capri Morelli

chiede ”un dialogo serrato con la politica, fondato sulla

serieta’ degli impegni, sull’etica, sulla competenza e sul

rispetto reciproco. Un rapporto lineare tra eletti ed

elettori”.

In tal senso – sottolinea – ”auspichiamo, tra l’altro,

una immediata modifica della legge elettorale”.

CONFINDUSTRIA: MARCEGAGLIA, NESSUNA DIVISIONE POLITICA CON FIAT

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(ASCA) – Torino, 24 ott – Ognuno deve trovare la sua strada,

ma stare insieme e’ meglio che stare da soli. Emma

Marcegaglia torna sull’addio di Fiat a Confindustria in un

intervento che recupera gran parte delle ragioni del

Lingotto, pur naturalmente non condividendone le conclusioni

e il suo appello a stare insieme sembra ora rivolto alla

platea degli imprenditori presenti al convegno dell’Unione

Industriale.

”Con Fiat – dice la presidente di Confindustria – non

c’e’ nessuna divisione politica”.

CONFINDUSTRIA: MORELLI, PER CRESCERE SERVONO LEADER CHE SAPPIANO AGIRE

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(ASCA) – Capri, 21 ott – ”Abbiamo bisogno di leader che

sappiano spiegare, convincere e agire: l’unica prova concreta

della leadership e’ la capacita’ di guidare”. Nella sua

prima relazione al consueto convegno di Capri, il presidente

dei Giovani di Confindustria, Jacopo Morelli si rivolge alla

politica chiedendo ”decisioni coraggiose” per permettere al

paese di superare la crisi o, come lui stesso sottolinea,

saremo costretti a rassegnarci ad una ”rovinosa discesa”.

Un appello alla politica che, lui stesso per la prima

volta ha deciso di non invitare a parlare dal ”suo” palco

perche’ – spiega – ”la politica deve passare, a questo

punto, dal dire al fare, dagli annunci all’azione. Non siamo

contro la politica – tiene a precisare -, anzi ne vogliamo

una forte, perche’ una debole, incapace di fare riforme, si

basa solo sul consenso immediato e non si impegna per

costruirlo sui temi cruciali”.

Agire, quindi, e’ il verbo che il presidente dei giovani

industriali utilizza di piu’ nella sua relazione,

rivolgendosi proprio alla politica perche’ – dice – ”occorre

decidere e le opzioni sono chiare: o riduciamo il debito, con

una robusta crescita, o ci arrendiamo ad una rovinosa

discesa. Una leadership si valuta per l’eredita’ che

lascia”.

Agire adesso, quindi – ripete Morelli – , per investire

nei giovani e nel futuro. Per questo – aggiunge – ”iniziamo

a fare cio’ che e’ necessario, poi cio’ che e’ possibile. E,

all’improvviso, ci sorprenderemo a fare l’impossibile”

perche’ ”cio’ che e’ necessario e’, innanzitutto,

comprendere che la crescita sara’ guidata soprattutto dai

giovani, da chi lavora e dalle imprese”.

CONFINDUSTRIA: ITALIA SPRECA GIOVANI. DOPO GRECIA PER ATTRARRE TALENTI

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(ASCA) – Capri, 22 ott – L’Italia non punta sui giovani.

Confindustria richiama nuovamente la politica sulla

necessita’ di investire per il futuro investendo sulle nuove

generazioni.

Ad alzare la voce e’ stato il direttore del Centro Studi

della confederazione degli industriali, Luca Paolazzi che,

dal palco del consueto convegno dei giovani industriali a

Capri ha lanciato un nuovo monito: ”Meno giovani vuol dire

meno benzina nel motore dello sviluppo”.

Una anomalia tutta italiana, quella illustrata da

Paolazzi, motivata da una scelta che va controcorrente

rispetto agli altri paesi europei, perche’ nel Belpaese la

scelta e’ stata quella di ”sprecare i giovani, la risorsa

piu’ preziosa che abbiamo perche’ li lasciamo disoccupati, li

lasciamo indietro, li lasciamo poco istruiti”.

Per Confindustria, invece, ”l’Italia ha tante carte da

giocare per diventare polo di attrazione, trattenere i

giovani talenti italiani e attirare talenti dall’estero”. La

scelta, invece, non e’ stata questa, perche’ – ha chiarito

Paolazzi – ”l’Italia viene dopo la Grecia nella capacita’ di

attrarre i talenti”. Nella classifica del Global Talent

Index 2011-2015, infatti, sul fronte dell’attrazione di

talenti l’Italia figura al 24 posto, dopo la Grecia e

preceduta da Corea del Sud, Spagna, Francia, Belgio, Austria,

Germania, Regno Unito e Olanda. Primi in classifica gli Stati

Uniti, seguiti da Danimarca, Finalandia e Norvegia.

E allora quale strada seguire? Per gli industriali non ci

sono dubbi: ”Occorre accrescere e liberare le potenzialita’

racchiuse nei giovani e aumentare cosi’ la loro

produttivita’, oltre naturalmente ad importare giovani di

talento”.

Secondo Paolazzi, infatti, ”per fran fronte alla sfida

della globalizzazione e delle nuove tecnologie, del

capitalismo globale della conoscenza, occorre che l’Italia

impari ad essere sistema Paese, con una scuola e una

universita’ all’altezza degli altri maggiori paesi”.

CONFINDUSTRIA: MORELLI, NEL 2012 CRESCITA ZERO. SFIDA E’ RADDOPPIARE PIL

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(ASCA) – Capri, 21 ott – ”La previsione di crescita del Pil

per il prossimo anno e’ ‘zero”’. Il presidente dei giovani

di Confindustria, Jacopo Morelli, stima una crescita nulla

per il prossimo anno del prodotto interno lordo e, nella sua

relazione al consueto convegno di Capri spiega che ”ci

stiamo impoverendo. Nel 2012 il nostro pil pro-capite sara’

sceso del 7%, rispetto al 2007, arretrando ai livelli di 13

anni fa”.

La scommessa, allora, per i giovani imprenditori e’

raddoppiare il Pil. ”E’ il momento di invertire la rotta -

sottolinea Morelli -, per tornare ad essere grandi. Diciamo

al Paese e a chi ha la responsabilita’ politica: in 20 anni,

nel tempo di una sola generazione, possiamo raddoppiare la

ricchezza, raddoppiare il prodotto interno lordo. E’ la

nostra scommessa di imprenditori”.

Secondo Morelli ”e’ una meta ambiziosa ma raggiungibile,

se saremo in grado di liberare investimenti, consumi interni

e, soprattutto, di vendere all’estero i nostri prodotti,

grazie ad una rinnovata competitivita”’.

La strada, allora, deve essere quella delle riforme

strutturali. ”Servono le riforme strutturali – ribadisce

Morelli – che cambino il nostro Paese. Una nuova fondazione.

Non piccole, continue ‘manovre’. Sono interventi per ridurre

il debito e il perimetro dello Stato, una complessiva

revisione del sistema fiscale, un nuovo welfare, la riforma

della giustizia, le liberalizzazioni, le infrastrutture e

l’energia”.