AppId is over the quota
AppId is over the quota
(ASCA) – Brindisi, 8 ott – Unita’, efficienza e una squadra
forte: sono queste le parole d’ordine sulle quali puntera’
Graziano Delrio per guidare la grande corazzata degli oltre
8mila comuni italiani verso la rotta del rafforzamento
dell’autonomia. Ma non e’ una strada in discesa quella che
attende il sindaco di Reggio Emilia e neo presidente
dell’Anci, che oggi lascia Brindisi al termine di
un’assemblea congressuale palpitante e sofferta che verra’
ricordata soprattutto per le difficolta’ vissute dal Partito
Democratico, costretto ad una drammatica conta interna
all’ultimo delegato per decidere se il candidato alla
presidenza doveva essere il sindaco di Bari, Michele
Emiliano, imposto e sostenuto dai big del Nazareno, o l’altro
esponente dei ”Democrat’, di area cattolica, difeso dai
sindaci del gruppo dirigente dell’Anci. Dopo sei ore di
confronto in una saletta dell’area ex Montecatini del comune
pugliese, il voto dei quasi duecento delegati del Pd ha
imposto Delrio con sole quattro preferenze a dimostrazione di
quanto fosse corposa e radicata la frattura all’interno del
partito di Bersani. E se l’indicazione di Delrio e’ poi
arrivata contro la volonta’ dei maggiorenti del Pd, il 51enne
medico emiliano che studia La Pira, ha nove figli ed e’ il
primo sindaco dal dopoguerra a Reggio a non avere mai avuto
in tasca la tessera del Pci, non e’ certo un volto
sconosciuto all’interno dell’Anci. All’assemblea di Brindisi
e’ arrivato da vice presidente vicario dell’associazione dei
Comuni e negli ultimi anni e’ stato il braccio destro di
Sergio Chiamparino che gli ha affidato la delicatissima
delega alla finanza locale. Ed e’ arrivato al congresso col
sostegno anche dell’uomo di punta della delegazione dei
sindaci del Pdl. Gianni Alemanno, primo cittadino della
capitale, non ha mai nascosto la sua preferenza per Delrio
peraltro condivisa anche da tanti esponenti della Lega Nord.
Tanto che quando la candidatura di Delrio e’ stata proposta
in tarda serata all’assemblea, piena di sindaci infastiditi
dai ritardi provocati dalle incertezze interne al Pd, non
c’e’ stata nessuna esitazione da parte del centrodestra ad
approvarla in un minuto con tanto di acclamazione.
Ora Delrio dovra’ lavorare subito per ricucire lo strappo
interno. Un primo passo lo ha gia’ fatto annunciando che il
suo esordio coincidera’ con la nascita di una Fondazione per
il Sud, a dimostrazione che per sostenere le politiche del
mezzogiorno non e’ decisiva la carta d’identita’ del
presidente dell’Anci.
Ma poi ci sono partite aperte che fanno tremare i polsi. In
novanta giorni, la Commissione paritetica che il Governo ha
insediato per studiare gli abusi dei costi della politica e
che dovra’ presentare una proposta condivisa con gli enti
locali per alleggerire il sistema ordinamentale, dovra’
arrivare a una conclusione. La sfida decisiva e’ pero’ quella
che scade il primo gennaio 2012, giorno in cui entreranno in
vigore i tagli delle manovre correttive del Governo. Delrio
in questi tre mesi dovra’ convincere l’esecutivo che il
prezzo drammatico di quelle misure finira’ sul conto solo dei
cittadini, in termini di riduzione dei servizi e aumento
della pressione fiscale. Ma soprattutto che ci sono
alternative credibili per evitare tutto cio’, a cominciare
dallo sblocco degli investimenti dei Comuni e con
l’allineamento del nostro patto di stabilita’ interno ai
modelli europei piu’ virtuosi. Una missione che oggi sembra
davvero impossibile.
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