AppId is over the quota
AppId is over the quota
(ASCA) – Roma, 17 ott – ”La dimensione pubblica delle
religioni e’ un fatto rilevante e oggettivo della nostra
societa’. Esprimo piena condivisione per queste parole del
Cardinale Angelo Bagnasco all’incontro delle associazioni
cattoliche a Todi. E’ vero che i cattolici sono diventati
nella societa’ civile ‘una massa critica, capace di visione e
di reti virtuose, per contribuire al bene comune’ ”. Lo
afferma il vicepresidente del Senato, Vannino Chiti.
”Come sostengo nel mio ultimo libro ‘Religioni e politica
nel mondo globale. Le ragioni di un dialogo’ quella che
chiamiamo ‘globalizzazione’ continua a mutare profondamente
il configurarsi delle societa’ e il peso della soggettivita’
individuale: cambiano gli scenari della politica e gli stessi
modi di essere delle religioni, non scomparse, ma al
contrario presenti con una maggiore incisivita’ e influenza.
Il problema che si pone oggi alla democrazia – sottolinea
Chiti – senza far venire meno, anzi rafforzando, il ruolo
dello stato di diritto, e’ quello di consentire una presenza
pubblica delle religioni. Essa e’ una ricchezza per la nostra
convivenza nella societa’ e per la stessa democrazia, nella
misura in cui si accompagni, in modo inseparabile, al
pluralismo religioso”.
”E’ altresi’ indispensabile – conclude Chiti – evitare
che si allarghino i fossati tra cultura laica e cultura
religiosa: la necessita’ e’ quella di ridefinire un minimo
comune denominatore di valori, un’etica condivisa. Occorre
fare della laicita’ un riferimento universale, nel quale si
riconoscano sia credenti che non credenti”.
Commenti recenti