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CATTOLICI: LUNEDI’ IL ‘CONCLAVE’ DI TODI. IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA

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(ASCA) – Roma, 13 ott – Sara’ tutto rigorosamente ”a porte

chiuse” anche se, alla luce della grande attesa della stampa

e del mondo politico, e’ stato previsto un momento pubblico

per ‘raccontare’ che cosa si e’ detto: il ‘conclave’ del

mondo cattolico che si terra’ lunedi’ prossimo, 17 ottobre, a

Todi presso il Convento Francescano di Montesanto, ha come

titolo ufficiale ”La buona politica per il bene comune”. A

promuoverlo e’ il Forum delle persone e delle Associazioni di

ispirazione cattolica nel mondo del lavoro. Parteciperanno ai

lavori del seminario le dirigenze nazionali della Cisl, del

Movimento Cristiano dei Lavoratori, delle Acli, della

Confartigianato, della Coldiretti, della Confcooperative,

della Compagnia delle Opere, e circa 50 personalita’ e

rappresentanti provenienti dal mondo accademico, economico,

dalle Fondazioni culturali e bancarie, dall’associazionismo

nazionale del mondo cattolico.

Il programma dei lavori e’ mirato all’approfondimento dei

contenuti del Manifesto ”La Buona politica per il Bene

comune” presentato dal Forum il 19 luglio. Gli interventi si

articoleranno in tre sezioni (valori, economia, politica)

introdotte da relatori qualificati: il rettore della

Cattolica Lorenzo Ornaghi, l’amministratore delegato di Banca

Intesa Corrado Passera, Stefano Zamagni dell’agenzia del

Terzo Settore, il professor Vittorio Emanuele Parsi, il

presidente del Censis Giuseppe De Rita. Le sezioni di lavoro,

saranno coordinate e concluse dai Promotori del Forum:

Raffaele Bonanni della Cisl, Carlo Costalli di Mcl, Giorgio

Guerrini di Confartigianato, Sergio Marini di Coldiretti,

Luigi Marino di Confcooperative, Andrea Olivero delle Acli,

Bernhard Scholz della Compagnia delle Opere. L’introduzione

ai lavori della giornata sara’ svolta da Natale Forlani,

portavoce del Forum, e le conclusioni saranno tenute da

Raffaele Bonanni. Il card. Angelo Bagnasco, presidente della

Conferenza Episcopale italiana, terra’ una prolusione

all’inizio dei lavori del seminario.

CATTOLICI: SERRACCHIANI, SONO ESSENZIALI PER RINNOVAMENTO

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(ASCA) – Trieste, 26 ott – ”Il Pd esiste perche’ ci sono i

cattolici e il loro contributo e’ essenziale per il

rinnovamento”. Lo afferma l’europarlamentare del Pd Debora

Serracchiani, commentando il sondaggio curato dalla Ipsos per

la fondazione ”Achille Grandi per il bene comune’ sui

cattolici e la politica.

Secondo Serracchiani, ”la voglia di rinnovamento dei

cattolici che emerge dal sondaggio e’ un’importante serbatoio

di energia cui la politica italiana, e in particolare il

Partito democratico, deve saper attingere con saggezza e

senza forzature. Nel momento in cui arretra l’ipotesi di un

partito cattolico, bisogna dare compimento alla particolare

sintesi delle culture che hanno dato vita al Pd, e che hanno

permesso di lanciare la sfida alla separazione ottocentesca

tra laici e cattolici. Se su questo torniamo indietro noi -

sottolinea – arretra culturalmente e politicamente tutto il

Paese”.

Per l’europarlamentare ”sarebbe molto importante se anche

nel centrodestra si affrettasse un’analisi del crollo della

fiducia nelle istituzioni e nella politica, il cui picco

negativo – conclude – purtroppo coincide con la fase

crepuscolare del berlusconismo”.

CATTOLICI: A TODI TRA PRUDENZA E VOGLIA DI ‘ACCELERARE’ (SERVIZIO)

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(ASCA) – Roma, 13 ott – C’e’ la volonta’ di abbassare le

attese alimentate dall’incessante tam tam mediatico; ma anche

la certezza che si tratta di una tappa decisiva, resa ancora

piu’ importante dal precipitare della situazione politica, e

quindi la volonta’ di non ritrovarsi alla fine con una

”montagna che partorisce un topolino”: e’ con questo stato

d’animo ambivalente che il mondo delle associazioni

cattoliche si avvicina all’incontro di Todi di lunedi’

prossimo, che verra’ aperto dal presidente della Cei, card.

Angelo Bagnasco. Un incontro che riunira’ oltre un centinaio

di associazioni, ufficialmente per confrontarsi con il

Manifesto messo a punto prima dell’estate dal Forum delle

associazioni cattoliche del mondo del lavoro, che riunisce

sette sigle, dalla Compagnia delle Opere (il braccio

operativo di Comunione e Liberazione) alle Acli, dalla Cisl a

Confcoopartive, dal Movimento Cristiano Lavoratori a

Confartigianato e Coldiretti. Manifesto che conteneva, oltre

a molte dichiarazioni di principio, una proposta concreta,

sulla legge elettorale, frutto di un difficile compromesso:

il ritorno al proporzionale e alle preferenza, con

sbarramento percentuale e ‘vincoli di maggioranza’.

Ma le aspettative – complice la debolezza del governo, le

fratture nella maggioranza e l’invito dello stesso Bagnasco a

”comportamenti responsabili e nobili” per far uscire il

paese dalla paralisi – nelle ultime settimane si sono

moltiplicate. In risposta chi prospettava, o paventava, la

rinascita della Dc, tutti o quasi gli esponenti del mondo

cattolico ribattono che non e’ certo questo quello che

bisogna aspettarsi da Todi. Non ci sara’ ”l’atto fondativo

di una nuova formazione politica” ne’ la creazione di ”cose

bianche, balene, pesciolini e men che meno ambizioni

leaderistiche da parte di qualcuno”, ha ribadito anche oggi

in un’intervista ad Avvenire il fondatore della Comunita’ di

Sant’Egidio, Andrea Riccardi, uno di cui da piu’ parti si

invoca – o teme – la ‘discesa in campo’.

Ma se e’ facile dire cosa non sara’ l’incontro di Todi,

piu’ difficile dire invece cosa sara’. Franco Pasquali,

coordinatore di Retinopera, la ‘rete’ Cei delle associazioni

a carattere sociale e politica, prima di tutto ricorda che il

”fermento” dei cattolici, viene da lontano, si e’ coagulato

alla Settimana Sociale di Reggio Calabria, e ora deve

”trovare un momento ulteriore”. Come’? ”C’e’ un confronto

vero, sereno e non precostituito”: ”Adesso bisogna trovare

una traduzione in concreto, con un metodo innovativo”.

Insomma, si cerca un modo di offrire un contributo comune al

Paese, senza passare dalle strade gia’ battute del partito o

del rapporto prefernziale con una formazione – o un

esponente.

Strade che non hanno funzionato in questi anni, nota un

esponente impegnato da tempo nel Forum. ”E poi, nessuno si

nasconde le differenze di orientamenti e ‘simpatie’ delle

varie anime del mondo cattolico”. La novita’ rispetto

all’epoca del card. Camillo Ruini non mancano, pero’: ”Gli

interlocutori non sono piu’ gli atei devoti, e nemmeno i

politici cattolici dei vari schieramenti, ma le associazioni

stesse, il mondo cattolico”. Poi, c’e’ la sottolineatura

della ”sobrieta”’ come linea ‘programmatica’ di una

politica da interpretare a tutti i livelli come servizio del

”bene comune”.

Pasquali, per parte sua, ha cura di sottolineare che Todi

e’ solo un ”inizio”. E se e’ vero che il mondo ”in

fermento” dell’associazionismo e’ in cerca di un

interlocutore nel mondo della politica – anche se nessuno di

quelli su ‘piazza’, alla luce della volonta’ del mondo

cattolico di andare oltre l’epoca berlusconiana, sembra

convincere -, al momento ci si vuole concentrare sulle

”riforme”. Da Todi, quindi, potrebbe uscire una qualche

”accelerazione”, una presa di posizione concreta sul piano

delle riforme da fare e delle svolte istituzionali necessarie

per il futuro.

CATTOLICI: DELUSI DA POLITICA MA IN ATTESA DI UN FATTO NUOVO (1 UPDATE)

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(ASCA) – Roma, 26 ott – I cattolici e la politica? Sono in

una fase di attesa. Attesa di qualcosa che rompa la

situazione attuale vissuta con sofferenza e con un giudizio

di forte sfiducia verso i partititi ma anche verso le

istituzioni.

E’ quanto emerge dall’indagine ”Cattolici e politica: tra

astensionismo e voglia di impegno” condotta da Ipsos e

commissionata dalla Fondazione Achille Grandi per il bene

comune. Indagine che rappresenta l’ultima tappa di un cammino

iniziato alcuni anni fa e volto a studiare il comportamento

politico e gli orientamenti politici dei cattolici italiani.

Quello presentato oggi e’ il quadro conclusivo, ma i dati

completi e definitivi sranno resi noti alla fine di

dicembre.

Il fattore ”attesa” e’ rilevato da alcuni dati

apparentemente contraddittori: da un lato il giudizio

negativo sui partiti politici scesi, nel giudizio dei

cattolici, scesi -ma sarebbe meglio dire crollati- di 18

punti percentuali in sei mesi dal 32% al 14% di gradimento.

Giudizio negativo che ha coinvolto anche le istituzioni come

Camera e Senato che sono calate in un andamento parallelo ai

partiti: dal 50 al 25% il Senato e dal 48 al 22 la Camera per

lo stesso periodo di sei mesi. Ancora non resi noti i dati

relativi a tutte le altre istituzioni, ma per il governo e

personalmente Berlusconi, si confida che la discesa e’ in

termini di vero crollo, essendo sceso il gradimento da 50 a

22 con tendenza a diminuire ancora.

Il dato si incrocia con un altro, quello relativo alle

intenzioni di voto dove piu’ che la bipolarizzazione tra

centrodestra (21,3%) e centrosinistra (24,7%) e con un centro

dato al 6,2%, a imporsi all’attenzione e’ la propensione

dichiarata di non voto, ovvero di astensione con un totale

del 44, 5% (con un picco tra i praticanti impegnati stimati

al 48,7% e un livello minore pari al 40,3% dei cattolici non

praticanti).

Il dato che rivela che i giudizi negativi non sono

assoluti ma relativi ad una fase storica e’ quello

documentato dalla tabella sul consenso che i cattolici

intervistati hanno rivolto alla presa di posizione del

cardinale Bagnasco che nel suo noto discorso sulla situazione

politica italiana aveva detto che ”c’e’ da purificare

l’aria, perche’ le nuove generazioni, crescendo, non restino

avvelenate”. Bene, questo giudizio e l’insieme della presa

di posizione del cardinale, riscuote un consenso

plebiscitario, pari all’80%.

L’impressione di una ”voglia di nuovo” e’ documentata

anche dalla domanda volta ad accertare le opinioni sul

rapporto tra religione cattolica e politica dove tra i

cattolici intervistati il 19% ritiene che sia ‘necessario

affermare con piu’ forza i valori cattolici nella politica

italiana’, a fronte di un 39% che ritiene che ‘la politica

deve essere laica e sapere trovare una sisntesi tra i valori

cattolici e le diverse culture’ e un 36% che pur cattolico

pensa che ‘le posizioni della chiesa cattolica sono fin

troppo presenti nella politica italiana’. All’interno di

questo universo chi ha risposto alla prima domanda

(necessario affermare con piu’ forza i valori cattolici) il

24% pensa ad una forza politica organizzata che li

rappresenti, il 35% che non serva ma che e’ importante un

movimento per farsi sentire a fronte di un 33% che ritiene

comunque sbagliata la scelta di un partito per non confondere

religione e politica.

Chi si e’ pronunciato per una sintesi tra valori cattolici

e diverse culture si e’ diviso nella stessa tripartizione per

un 11% favorevole al partito, il 29% per il movimento e il

57% contrario perche’ lo ritiene un errore.

I catolici che hanno risposto alla terza opzione, che la

chiesa e’ fin troppo presente in politica, si sono divisi per

un 5% di favorevoli alla forza organizzata, il 12% per il

movimento e l’80% per il no a confusioni tra religione e

politica.

L’intero quadro statistico rivela una forte domanda di

qualita’ della politica e di una rispondenza ai valori

condivisi dai cattolici.

La ”voglia di rinnovamento” e’ evidenziata da un aumento

del gradimento verso la chiesa e dall’attenzione riservata

all’incontro di Todi dove e’ stato messo in luce il desiderio

dei cattolici per un ”nuovo slancio” e favorevoli a

”ripensare con forme nuove il futuro del Paese”.

L’indagine, ha sottolineato Nando Pagnoncelli, presidente

di Ipsos, durante la conferenza stampa di presentazione si e’

avvalsa di 5.000 interviste mensili per un totale di 60.000

interviste su base annuale e quindi quello su cui si e’

lavorato e’ ben piu’ di un campione per rivelare uno spaccato

del mondo cattolico in cui i dati che piu’ si evidenziano

sono la forte crescita della tendenza all’astensione ma anche

una strutturazione bipolare dell’elettorato cattolico.

Per Luigi Bobba, Pd, vicepresidente della commissione

lavora della Camera, il ”punto chiave dell’indagine e’ un

apparente paradosso”, quello tra un’area di non voto e la

”voglia di esserci” dei cattolici. Secondo Bobba nonostante

i molti giudizi negativi ”la fase non e’ ancora del distacco

dalla vita democratica, ma quella di un’attesa con una forte

domanda politica”.

Da un punto di vista personale Bobba ha colto positivamente

il dato sul sorpasso del gradimento del Pd rispetto al Pdl,

anche se il Pd non e’ riuscito ad intercettare pienamente le

domande” che vengono dai cattolici.

Secondo Giuseppe Pisanu, Pdl, presidente della Commissione

parlamentare Antimafia, ”c’e’ un divario abissale tra la

realta’ e la domanda forte di politica dei cattolici”.

Pisanu coglie anche ”una fuga consistente e continua dei

consensi sia sul cntrodestra sia sul centrosinistra” a

fronte di un ”andamento diverso per l’Udc man mano che si

rende sempre piu’ autonomo”. E questo, ha aggiunto,

accompagnato ad un ”giudizio negativo anche su questo

bipolarismo”.

In sostanza, ha detto ancora Pisanu, i ”cattolici

considerano sostanzialmente esaurita l’esperienza del partito

cattolico, quello della Dc, ma ritengono anche fallita

l’esperienza della diaspora” e avvertono che oggi ”c’e’ un

vuoto da colmare facendo leva sulla dottrina sociale della

chiesa”. Cosa ha rappresentato Todi? Per Pisanu ha indicato

la ”giusta via” di ”tornare a pensare in grande per

proporrew una via nuova”.

Andrea Olivero, presidente nazionale delle Acli, ha

sottolineto la ”crescita spaventosa di sfiducia tra i

cattolici, specie di quelli impegnati”. E sono gli stessi

cattolici, ha fatto osservare che ”chiedono coerenza” e di

poter ”scegliere i loro eletti” con una nuova legge

elettorale. ”C’e’ una forte domanda di nuovo” ha concordato

Olivero avvertendo che ”la fine del berlusconismo non

servira’ se non e’ accompagnata da un nuovo progetto”.

Invitando i cattolici a non essere autoreferenziali, a ”non

pensare da cattolici per i cattolici” OLivero ha concluso

dicendo che da Todi e’ venuto l’appello a ”dimostrare di

essere credenti credibili” e chiedere politiche a favore

della vita, della famiglia, dello sviluppo, del lavoro a

partire dalla disoccupazione dei giovani.

GOVERNO: CASINI, CATTOLICI CHIEDONO CAMBIO (MESSAGGERO)

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(ASCA) – Roma, 19 ott – Il mondo cattolico ”vuole tornare ad

essere protagonista” e ”non bastano leggi come fecondazione

e biotestamento per appagare un mondo sempre piu’ inquieto e

che non trova rappresentanza politica”. Cosi’ il leader Udc,

Pierferdinando Casini intervistato da Il messaggero.

Per Casini ”questa gara a chi e’ piu’ in linea con

Oltretevere e’ inutile e stucchevole” e comunque ”la fine

del berlsuconismo non la decreta la Chiesa, l’hanno decretata

i fatti”.

Per Casini ”questa nuova vitalita’ cattolica e’ in

condizione di fare la differenza in una fase di grande

sbandamento”. In ogni caso, aggiunge ”le condizioni per

rifare la Dc non ci sono. Noi vogliamo che le cose cambino

senza nostalgie per il passato”.

Sulla legge elettorale chiarisce: ”Con o senza una nuova

legge elettorale una forza come il Terzo polo che ha il 15% e

che puo’ crescere e’ in grado di fare la differenza con

qualsiasi sistema elettorale, sara’ in ogni caso

determinante”. Detto cio’ se il Pdl ha una sua proposta,

”non occorrono conciliaboli o pateracchi, si assuma le sue

responsabilita’ e la presenti nelle sedi appropriate, cioe’

in parlamento. Se ci piace la votermo senno’ la

contrasteremo”.

Sul Pd e sulla proposta di D’Alema di riunire in una

coalizione il 60% degli italiani che non sono berlusconiani,

Casini osserva: ”Il Pd ha capito che la soluzione sta in un

governo di responsabilita’ nazionale, che bisogna unire le

forze migliori per uscire dall’emergenza”.

CATTOLICI: LUPI, ANTISTORICA NUOVA DC, RIDUCE PORTATA TODI (MESSAGGERO)

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(ASCA) – Roma, 17 ott – ”Mi aspetto che noi cattolici che

facciamo politica non ci lanciamo nel gioco di ridurre il

convegno di Todi a una lettura tutta politicista: nasce o non

nasce un partito dei cattolici”. E’ l’auspicio del

vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi, uno degli

esponenti cattolici piu’ in vista presenti all’interno

dell’attuale Pdl. ”Todi – spiega in un’intervista al

Messaggero – segnala la vitalita’ della presenza sociale del

mondo cattolico e un contributo all’azione per ricostruire il

Paese e rispondere alle sfide del momento”.

”L’idea di riproporre un partito dei cattolici o la

rinascita di una neo-Dc e’ antistorica e ridurrebbe la

portata dell’evento di Todi. La Chiesa – spiega Lupi – ci

chiede un rinnovato impegno sociale. E’ il momento della

sfida, della presenza e della testimonianza per tutti coloro

che, da cattolici, fanno politica, ma pensare di voler

costruire da questo un partito dei cattolici e’ un errore”.

CATTOLICI: FIORONI, DA TODI PD RACCOLGA SFIDA NUOVA POLITICA

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(ASCA) – Roma, 14 ott – ”Credo che nel panorama dell’Italia

di oggi Todi rappresenti un elemento di novita’ molto

importante. In un Paese dove paure e insicurezze portano a

chiudersi, una mobilitazione all’insegna della

responsabilita’ credo sia il segnale di una rivoluzione del

bene. Da Todi si parte non per costruire un partito nuovo, ma

per lavorare affinche’ si torni al futuro con una politica

nuova”. Lo dice il responsabile Welfare del Pd, Beppe

Fioroni, in un’intervista a l’Unita’.

”Se i cattolici fanno questa iniziativa e’ perche’

avvertono la necessita’ di una politica diversa e il Pd deve

rendersi conto che se ritiene quel mondo un interlocutore

fondamentale deve rispondere a una richiesta di proposte e

iniziative politiche concrete. Il Pd e il Pdl – spiega

Fioroni – non hanno capito che per incrociare quel mondo

bisogna essere rispettosi e la prima cosa da fare e’ smettere

di pensare che sia un ”franchising’. Quello e’ un mondo che

nella seconda Repubblica ha guardato a destra e se oggi avvia

una iniziativa di interlocuzione e’ perche’ vuole un

cambiamento”.

”Il Pd deve cambiare approccio. L’impegno di un cattolico

in politica non deve essere considerata dal Pd come pesante

liberta’ di coscienza, ma come una straordinaria opportunita’

per rappresentare la societa’ e dire a quel mondo che puo’

stare in quel partito. Se il Pd – prosegue Fioroni – non

sapra’ cogliere la sfida vuol dire che decide di rivolgere la

testa indietro e rinunciare a essere quello che voleva per

tornare a essere cio’ che e’ gia’ stato. Il treno del

soggetto culturale e sociale e’ partito e non si fermera’. Il

suo esito dipendera’ dalla qualita’ delle risposte. L’impegno

in politica deve essere finalizzato al bene comune e non

personale”.

”Per questo – conclude Fioroni – il cardinale Bagnasco ha

lanciato un monito ai cattolici, c’e’ bisogno di una nuova

partecipazione per pulire l’aria”.

CHIESA: VESCOVI TOSCANI, CATTOLICI PROTAGONISTI. INCONTRO A FIRENZE 17/3

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(ASCA) – Firenze, 19 ott – I cattolici devono ”essere

protagonisti” nella societa’ italiana e la Chiesa toscana li

chiama a raccolta il prossimo 17 marzo a Firenze.

E’ quanto emerso dall’incontro della Conferenza episcopale

toscana che si e’ riunita all’Eremo di Lecceto (Firenze).

Per ”dare continuita’ al cammino” individuata nell’ultima

Settimana Sociale dei Cattolici Italiani a Reggio Calabria, e

di fronte alla ”situazione di crisi” attuale, si legge nel

comunicato finale, ”le Chiese della Toscana vogliono

sostenere i cattolici a non smarrirsi di fronte ai mutamenti

che stanno segnando pesantemente la condizione delle

famiglie, della politica, dell’economia, del lavoro, della

cultura e soprattutto dei giovani e del futuro”.

Si tratta di ”una chiamata a essere protagonisti come

cattolici dentro questa situazione storica. Una presenza che

passa per la testimonianza personale di ciascuno, per

l’azione congiunta delle diverse forme di aggregazione, per

il discernimento comunitario e per scelte oculate e vagliate

alla scuola del Vangelo, come dono di speranza per tutti, e

secondo la Dottrina Sociale della Chiesa”.

A partire dal documento finale della 46* Settimana sociale, i

cattolici toscani devono trovare ”strade di impegno connesse

alle specifiche condizioni della Toscana”. Sara’ iniziato

quindi ”un cammino di approfondimento e di condivisione”

nelle singole diocesi e che ”avra’ un momento di particolare

rilevanza in una convocazione dei cattolici toscani,

presieduta dai Vescovi della regione, il prossimo 17 marzo

2012 a Firenze”.

CATTOLICI: SUPERARE DIVISIONE TRA LE ‘DUE CHIESE’. UN VADEMECUM PER TODI

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(ASCA) – Roma, 13 ott – ”A livello sociale la Chiesa e’

super presente contro aborto ed eutanasia e per la difesa

della vita dal concepimento alla morte naturale, per il

matrimonio indissolubile, contro le sperimentazioni in

bioetica. Invece e’ del tutto assente sui grandi drammi che

riempiono le pagine dei giornali e le televisioni: i

clandestini, i delitti efferati, la perdita del lavoro,

l’ingiustizia sociale. A parte vaghi e generici appelli, la

Chiesa in Italia sembra distante dai problemi del presente”:

e’ un’analisi impietosa quella messa in copertina dell’ultimo

libro di Fabrizio Mastrofini, ‘Le due chiese’ (ed. La

Meridiana, 150 pagine, 16 euro). Il libro esce poche

settimane prima dell’assise di Todi, in cui i cattolici

italiani sono chiamati a uscire da molte delle ‘secche’

descritte nel volume.

L’autore, caporedattore di Radio Vaticana, mette in fila

le facce di quelli che chiama ”i due spettri” che sembrano

voler portare la Chiesa italiana su ”una strada segnata”,

che non si vuole correggere ”nonostante tutti i limiti”: da

una parte ”il rapporto tra politica e societa”’, che ha

”privilegiato”, sotto la Cei del card. Camillo Ruini, ”in

maniera strumentale … un elettorato cattolico nell’area

politica di centro-destra”; dall’altro, l’affievolirsi

”della strada nuova aperta dal Concilio Vaticano II”. Una

Chiesa in cui molti credenti vedono con timore affacciarsi

una ”doppia morale”: da una parte quella richiesta ai

semplici fedeli, dall’altra quella piu” ‘comprensiva’ per i

politici.

L’analisi di Mastrofini tocca tutti i punti critici – dal

ruolo dei laici a quello dei religiosi, dai media alla

teologia ”per addetti ai lavori”, dalla crisi della

parrocchia alle cosiddette ”questioni non negoziabili”. Una

crisi precipitata in un episodio recente e illuminante: la

rivolta dei cittadini di Orvieto di fronte alla rimozione del

loro vescovo: segno, al di la’ del merito della vicenda, di

una mancanza di comunicazione tra ‘vertice’ e ‘base’, con una

incomprensione profonda delle ragioni della Chiesa anche

all’interno dello stesso ‘popolo cattolico’, che dovrebbe far

preoccupare.

CATTOLICI: DA TODI NO A NUOVA DC MA SERVE RINNOVAMENTO SCENA POLITICA

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(ASCA) – Todi, 17 ott – No ad una nuova Dc, si’ ad una

profonda ricomposizione dell’offerta politica attuale nei cui

confronti i cattolici, a prescindere dalla loro storia e del

loro orientamento, sono profondamente insoddisfatti: e’

quanto emerso dalla prima mattinata dell’incontro di Todi

delle associazioni cattoliche, aperto dalla relazione del

presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco.

Per il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, ”chi

parla di un ritorno alla Dc lo fa solo perche’ ha paura di un

impegno unitario del mondo cattolico nella politica, nelle

comunita’ locali, nel lavoro, nelle imprese, nel

volontariato”. Gli fa eco il presidente del Movimento

Cristiano Lavoratori, Carlo Costalli: ”Non e’ piu’ il tempo

solo di scelte culturali.

Personalmente penso che andiamo incontro ad una scomposizione

del sistema politico italiano e quando dico politico intendo

anche quello partitico. Poi ci sara’ una ricomposizione: in

quella ricomposizione dobbiamo essere pronti a

partecipare”.

Il presidente delle Acli, Andrea Olivero, ritiene

”probabile” e auspicabile una ”profonda composizione e

scomposizione del sistema politico” perche’ ”lo schema

attuale non ci soddisfa”. Ma, ha tenuto a precisare, ”non

spetta a noi cambiare”: ”Serve una differenza rispetto

all’offerta politica attuale ma non sta a noi costruire

questa offerta” perche’ ”siamo organizzazioni sociali,

tradiremmo la nostra vocazione se ci costituissimo in un

partito”.

Il coordinatore del Forum delle associazioni cattoliche

del mondo del lavoro che ha organizzato l’incontro di Todi,

Natale Forlani, dice che i cattolici sono ”ben consapevoli

dei cambiamenti che sono intervenuti e che si stanno

ulteriormente evolvendo, nei modi di partecipare alla

politica e nel fare rappresentanza politica” – cambiamenti

che fanno ” ritenere che si possa aprire una nuova originale

fase storica per i cattolici nella politica italiana”.

Adesso, ha aggiunto, tocca ai cattolici fare la loro parte

”con umilta”’.