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GOVERNO: CASINI, CATTOLICI CHIEDONO CAMBIO (MESSAGGERO)

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(ASCA) – Roma, 19 ott – Il mondo cattolico ”vuole tornare ad

essere protagonista” e ”non bastano leggi come fecondazione

e biotestamento per appagare un mondo sempre piu’ inquieto e

che non trova rappresentanza politica”. Cosi’ il leader Udc,

Pierferdinando Casini intervistato da Il messaggero.

Per Casini ”questa gara a chi e’ piu’ in linea con

Oltretevere e’ inutile e stucchevole” e comunque ”la fine

del berlsuconismo non la decreta la Chiesa, l’hanno decretata

i fatti”.

Per Casini ”questa nuova vitalita’ cattolica e’ in

condizione di fare la differenza in una fase di grande

sbandamento”. In ogni caso, aggiunge ”le condizioni per

rifare la Dc non ci sono. Noi vogliamo che le cose cambino

senza nostalgie per il passato”.

Sulla legge elettorale chiarisce: ”Con o senza una nuova

legge elettorale una forza come il Terzo polo che ha il 15% e

che puo’ crescere e’ in grado di fare la differenza con

qualsiasi sistema elettorale, sara’ in ogni caso

determinante”. Detto cio’ se il Pdl ha una sua proposta,

”non occorrono conciliaboli o pateracchi, si assuma le sue

responsabilita’ e la presenti nelle sedi appropriate, cioe’

in parlamento. Se ci piace la votermo senno’ la

contrasteremo”.

Sul Pd e sulla proposta di D’Alema di riunire in una

coalizione il 60% degli italiani che non sono berlusconiani,

Casini osserva: ”Il Pd ha capito che la soluzione sta in un

governo di responsabilita’ nazionale, che bisogna unire le

forze migliori per uscire dall’emergenza”.

Casini elogia il Pci: “Allora era meglio”

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Bologna, 8 ottobre 2011 -? L’hanno atteso per quasi un’ora, tanto che qualche ‘compagno’ cominciava a sbottare sottovoce: “Ma pensa te se dobbiamo aspettare un democristiano…”. Poi, pero’, Pierferdinando Casini ha ripagato le aspettative, portando in Sala Borsa un vero e proprio omaggio al Pci: la sua e’ stata una stagione politica “migliore” rispetto a quella attuale. E il Pd, ha aggiunto poi, “e’ un partito che ha fatto molta strada. Molta, molta”. Per l’inaugurazione di “Avanti popolo. Il Pci nella storia d’Italia”, la mostra sul Partito comunista giunta alla sua tappa bolognese (e’ gia’ stata allestita a Roma), arriva l’intero stato maggiore del Pd emiliano-romagnolo, dal solido dna dalemiano, e un discreto pezzo di storia politica cittadina, con l’ex sindaco Renato Zangheri e altri numerosi “ex”.

Ci sono il presidente dell’Emilia-Romagna Vasco Errani, il segretario regionale Stefano Bonaccini, il capogruppo in Regione Marco Monari, gli europarlamentari Salvatore Caronna e Debora Serracchiani, l’ex tesoriere Ds Ugo Sposetti, il numero uno della Fiera di Bologna Duccio Campagnoli e il segretario provinciale Raffaele Donini. Manca solo il sindaco Virginio Merola, trattenuto a Brindisi dal congresso Anci. L’inaugurazione e’ fissata per le 10.30, ma si aspetta volentieri l’ospite di primo piano, anche se lontano dalla storia comunista. Arriva attorno alle 11.20, ma quando il presidente della Fondazione 2000, Mauro Roda, gli da’ il benvenuto, ci sono applausi della platea per l’ex Dc Casini.

?Il leader Udc ricambia l’accoglienza. “Pensare oggi a questa mostra del Pci qui a Bologna significa pensare ad una stagione in cui i partiti politici esistevano. Erano ideali, valori- sottolinea parlando coi cronisti- io non ho certamente condiviso i valori del comunismo, ma riconosco che c’e’ stata una generazione di persone che si e’ sacrificata, che ha creduto, che ha combattuto”. Oggi la “politica diventa ormai solo un pragmatismo, senza alcun ideale, senza valori, la corsa ad un posto. Francamente era una stagione da questo punto di vista migliore”.

Difficile dire quanto questo comune sguardo all’indietro portera’ in futuro. Certo Casini nota che il Pd ha fatto “molta strada” e riscuote l’approvazione di qualche compagno quando tira bordate davanti alle telecamere sul condono adombrato dal Governo. “Nessuna nostalgia- puntualizza Roda inaugurando la mostra- ma una occasione di riflessione per guardare con piu’ fiducia il nostro futuro”. Una “bella occasione per la citta’” la definisce l’assessore comunale alla Cultura Alberto Ronchi, ricordando la sua infanzia in una famiglia di comunisti. “Ha voluto dire cultura, libri, autonomia di pensiero”.

MANOVRA BIS: CASINI, SU COSTI POLITICA DEMAGOGIA. ABOLIRE TUTTE PROVINCE

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(ASCA) – Roma, 18 ago – ”Sui costi della politica c’e’ in

giro troppa demagogia e poca serieta’. Il governo ha proposto

di abolire le Province sotto i 300mila abitanti, creando

paradossi come quelli della Liguria dove rimarrebbe la sola

provincia di Genova. Chiediamo alla maggioranza (e al PD, che

ha sempre votato contro la loro soppressione) di fare un atto

di serieta’, abolendole tutte a partire dai primi rinnovi. E’

cosi’ difficile essere seri?”. Lo scrive Pier Ferdinando

Casini, leader dell’Udc, sul suo profilo Facebook.