AppId is over the quota
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(ASCA) – Roma, 17 ott – Le opposizioni ”avendo perso per
l’ennesima volta avevano bisogno di un capro espiatorio su
cui riversare tutta la loro rabbia e impotenza e, invece di
combattere questo governo gia’ morto e nefasto con la
contrapposizione di un progetto politico, siamo alle
imboscate. Ma quando si ragiona per calcoli e non per
convinzioni, sarebbe almeno il caso di farli bene questi
calcoli”. Lo afferma a Radio Radicale la vicepresidente del
Senato, Emma Bonino.
”Io avevo detto a Rita Bernardini che personalmente non
avrei partecipato alla prima chiama – spiega Bonino – perche’
ritengo che questo governo senza maggioranza politica deve
trovarsi da se’ quella numerica, e poi perche’ era evidente
che, in particolare se avessero fallito ancora una volta,
avrebbero dovuto scaricare sul capro espiatorio radicale
tutta la valanga della loro frustrazione e della loro
prepotenza arrogante, e che noi saremmo stati messi in
condizioni di non poter neanche reagire e di essere vittime
solo di palate di disinformazione. Siccome l’obiettivo delle
opposizioni e’ far fuori i radicali, io non penso che sia
segno di mediocrita’ decidere che magari in qualche trappola
non si cade, quindi avrei fatto un altro tipo di
valutazione”.
”L’accoglienza riservata a Pannella nella manifestazione
di sabato e’ il frutto delle falsita’ e delle bugie date a
milioni di persone, come ha fatto ancora ieri sera Fabio
Fazio, senza avere la minima possibilita’ di dire nulla. Si
tratta – continua Bonino – di uno spaccato rabbioso e
furibondo guidato da giornali e politici frustrati perche’
ancora una volta la politica della trappola parlamentare,
inventata questa volta da Casini, per l’ennesima volta e’
fallita. Ed e’ l’unica politica che hanno in comune, dal
momento che su tutto il resto, dalla riforma elettorale,
all’economia, alla giustizia, alla politica estera, i partiti
dell’opposizione non sono d’accordo su nulla. A tenerli
insieme e’ solo la caccia a Berlusconi dal momento che poi,
come dice Enrico Letta, sono pronti a fare un governo Maroni,
Alfano, Casini, Bersani”.
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