AppId is over the quota
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Milano, 26 nov. (LaPresse) – “Nelle condizioni date, c’era una sola possibilità: un governo dal forte profilo tecnico con assunzione di responsabilità da parte delle forze politiche. Altre soluzioni avrebbero messo la politica in condizioni di creare problemi”. Lo ha dichiarato Pier Luigi Bersani, segretario del Partito democratico, durante il suo intervento alla Conferenza nazionale per il lavoro, organizzata dal partito alla Villa Reale di Monza, in merito alle ragioni dell’appoggio del Pd al governo guidato da Mario Monti. “Stiamo parlando – ha continuato Bersani – di un governo di impegno nazionale, come l’ha definito Monti, di fronte al quale ciascuno si prende la sua quota di responsabilità. Noi ce la prendiamo”. “Mandar via Berlusconi – ha aggiunto Bersani – non risolve i problemi, mandar via Berlusconi ci consente di cominciare a lavorare, ad affrontare la situazione e bisogna farlo nei limiti in cui si può fare”.
“Questa è una fase di transizione e ci predisponiamo all’appuntamento della ricostruzione”, ha specificato il segretario del Pd. “Noi dobbiamo assolutamente preservare l’oggetto e dobbiamo responsabilizzarlo, reciprocamente, portandolo a concretezza. Stiamo parlando di una serie di cose dove c’è un possibile aiuto reciproco fra il sistema della pubblica amministrazione e le imprese, che muovano, anche, in rete, del Paese. La concertazione parte da qui. Dobbiamo riprendere un metodo di dialogo”.
“Noi abbiamo passione per l’economia reale perchè siamo, fondamentalmente, un partito del territorio – ha aggiunto ancora Bersani – Non è vero che è la Lega il partito del territorio. Noi siamo l’unico partito che bene o male, vive dove vive la gente e, quindi, abbiamo una certa sensibilità dei problemi dell’economia reale, fatta di piccole imprese, molto diversificate tra loro”. “Per noi – ha concluso – i concetti di uguaglianza, democrazia e diffusione del benessere e dello sviluppo, sono elementi di crescita per il Paese”.
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