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(ASCA) – Roma, 18 ago – ”Nei commenti di tanti esponenti
della maggioranza si insiste sulla non fattibilita’ tecnica
di un intervento retroattivo sui capitali evasi e scudati.
Per questi legulei, chiariamo che il Pd non propone alcun
intervento retroattivo. Il Pd non propone di riaprire i
termini del condono e cosi’ rompere il patto sciagurato tra
lo Stato e gli evasori. Il Pd propone un intervento
innovativo, ossia una imposta patrimoniale una tantum del 15%
sulle basi imponibili regolarizzate attraverso il
condono-scudo fiscale del 2009”. Cosi’ Stefano Fassina,
responsabile Economia e Lavoro della segreteria nazionale del
Pd, replica a chi, nella maggioranza, insiste sulla non
fattibilita’ di un intervento su capitali evasi e scudati.
”Il Pd – continua Fassina – non propone di violare il
sacro anonimato degli evasori. Il Pd indica quale soggetto
passivo dell’imposta gli intermediari finanziari (banche,
societa’ fiduciarie e Sgr) che hanno gestito la
regolarizzazione dei capitali evasi e affida ad essi
l’obbligo di rivalersi sui loro clienti senza intaccarne
l’anonimato”.
”Chi – prosegue Fassina – continua ad accampare scuse
tecniche o giuridiche dovrebbe avere l’onesta’ intellettuale
di dire che preferisce, per ragioni di convenienza politica
ed elettorale e per egoismo sociale, far pagare chi paga
sempre o tagliare le mense scolastiche, gli asili nido,
l’assistenza agli anziani, il trasporto pubblico locale. Per
il Pd e’ inaccettabile un altro condono.
Tremonti, Berlusconi e Bossi hanno il record mondiale dei
condoni, ne hanno fatti 22 nella legislatura dal 2001 al 2006
e altri ancora in questa, compreso l’intervento sulle quote
latte, con i risultati noti sull’aumento dell’evasione. Le
obiezioni dei legulei di Pdl e Lega confermano, ancora una
volta, che il Governo Berlusconi deve andare via perche’ non
e’ in grado, per constituency di riferimento, di fare
interventi all’insegna dell’equita”’.
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