Monthly Archives: agosto 2011

SICILIA: STATISTICHE (FLI), TABELLA DI PROVINCE, SPESE REGIONALI E GIOVENTÙ

(ASCA) – Roma, 12 agosto – “propongo che convocare immediatamente

con il Presidente della regione una tabella a livello di codice

forze di sostenere il governo della Lombardia, con un ordine del giorno

lavoro breve e calcestruzzo: abolizione delle province.

riduzione della spesa pubblica, piano regionale pro-business

prendendo i giovani disoccupati “. Ha detto Carmelo

Statistiche, vice-capo del Fli a Montecitorio, e

Coordinatore regionale del partito in Sicilia.

“Si può trovare un modo per confrontare

azioni concordano con le proposte dell’opposizione.

Nonostante i buoni risultati delle attività del governo della

la liberalizzazione del credito d’imposta professionale

turistico, sarebbe sbagliato non passo per dare un decisivo

accelerazione dell’azione esecutivo regionale in faccia

misure anti-crisi che prepara il governo

per lanciare nelle prossime ore che possono colpire più

CETI duro e la debolezza del paese da

Sicilia. Siciliano politico deve essere pronta a fare la

parte di esso. Saluti Fli – trova – statistiche

Siamo anche disponibili da domani, così che in pochi

Tali misure possono essere in realtà un paio di settimane. Non

“noi possiamo tenere ancora.

Napolitano firma il decreto. Premier: si’ dall’Europa

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ROMA – A quanto si apprende negli ambienti del Quirinale, il

presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha emanato il

decreto recante misure urgenti per la stabilizzazione

finanziaria e per lo sviluppo, approvato ieri dal Consiglio dei

ministri, nello spirito del giro d’orizzonte compiuto nei giorni

scorsi sui gravi rischi per l’Italia determinati dalle tensioni

sui mercati internazionali. Il Presidente della Repubblica,

Giorgio Napolitano, avrebbe sottolineato che resta dunque ferma

la necessità di un confronto aperto in Parlamento e sul piano

sociale, attento alle proposte avanzate con la responsabilità

che l’attuale delicato momento richiede.

SAGLIA, EMENDAMENTI CONCORDATI O A CASA – “Ai colleghi che

alzano il dito e dicono non ci sto dico basta. E’ un inutile

stillicidio. Tutti sono pronti a dire che la manovra non va ma

pochi hanno idee alternative”. E’ quanto dichiara Stefano

Saglia, sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico

con delega all’energia, in merito alle polemiche che si stanno

creando intorno alla manovra. “E’ tempo – continua il

sottosegretario – di smetterla di giocare. Il Pdl si dimostri

partito. Gli emendamenti si devono prsentare solo con il

consenso del segretario Alfano e del Capogruppo. Se la manovra

si può migliorare lo si deve fare stando nel perimetro della

maggiorana. Sennò tutti a casa”.

BERLUSCONI, FINIRO’ LEGISLATURA CON TREMONTI – “Io penso

assolutamente di sì “. Risponde così il presidente del Consiglio

Silvio Berlusconi, intervistato da quattro agenzie che gli

chiedono se arriverà a fine legislatura insieme a Tremonti.

“Abbiamo lavorato gomito a gomito tutti questi giorni”, ha

spiegato il premier, sottolineando che “non sono assolutamente

vere le tensioni che sono state illustrate sui giornali” “Certo

- aggiunge – ci sono state delle contrapposizioni di vedute” non

solo con Tremonti, ma “tra me e tutti gli altri, si è discusso

sennò ci avremmo impiegato mezza giornata”.

MANOVRA: BERLUSCONI, APPREZZAMENTO DA MERKEL E TRICHET -

“Stamattina ho avuto telefonate con qualche” leader europeo, “in

particolare ho avuto una lunghissima telefonata con la signora

Angela Merkel, ho parlato con il presidente della Bce Trichet e

ho in programma altre telefonate, con Van Rompouy, con Sarkozy e

altri tra stasera e domani”. Lo ha detto il premier Silvio

Berlusconi, lasciando palazzo Grazioli diretto in Sardegna. “Ho

ricevuto grande apprezzamento, non era in discussione soltanto

la posizione italiana, era in discussione l’euro e quindi

l’Europa stessa. Quindi – ha concluso Berlusconi – c’era da

parte di tutti una grande attenzione a quello che il governo

italiano sarebbe riuscito a fare”.

MANOVRA:9 DEL PDL,POCO CONVINCENTE, NOSTRI EMENDAMENTI – Nove

deputati del Pdl prennunciano emendamenti al decreto che

contiene la manovra aggiuntiva. Si tratta di Antonio Martino,

Guido Crosetto, Isabella Bertolini, Giorgio Stracquadanio,

Giuseppe Moles, Giancarlo Mazzuca, Santo Versace, Alessio

Bonciani, Deborah Bergamini. I nove parlamentari giudicano la

manovra “poco convincente”.

BERSANI, INGIUSTA E DEPRESSIVA -”Una manovra depressiva, poco

credibile e ingiusta”. E’ questo il commento del segretario del

Pd, Pier Luigi Bersani, che boccia le proposte dell’esecutivo

aggiungendo che “dal 20 agosto in poi, una volta esaminato il

testo presentato dal Consiglio dei ministri, ci rivolgeremo alle

forze sociali e alle opposizioni per aprire un confronto volto a

perfezionare una più compiuta proposta alternativa agli

interventi del governo, a presentare gli emendamenti in

Parlamento ed a sollecitare il sostegno dell’opinione pubblica”.

BERLUSCONI, NESSUN GOVERNO UE AVREBBE FATTO MEGLIO – La manovra

messa a punto in una settimana mostra che “é venuta fuori la

capacità di un gruppo. Credo di poter affermare che

difficilmente un altro governo in Europa avrebbe potuto fare un

lavoro come quello che abbiamo fatto noi, in così poco tempo, e

a dare vita a un provvedimento così importante come contenuti”.

Lo afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi,

intervistato da quattro agenzie prima della sua partenza per la

Sardegna, sottolineando che dal lavoro di questi giorni esce

“l’immagine di un governo solido che tiene e che è capace di

lavorare e di rispondere con tempestività alle emergenze”.

MANOVRA:BERLUSCONI,DIFFICOLTA’,MA NON SCOSSONI IN AULA – “No,

assolutamente” non temo scossoni in Aula sulla manovra, o almeno

“non credo; credo ci sarà un viaggio molto tranquillo.

Naturalmente abbiamo chiesto dei sacrifici ai parlamentari e

questo potrà essere un tema su cui ci sarà magari qualche

difficolta. Ma non credo più di questo”. così il presidente del

Consiglio Silvio Berlusconi, fermandosi a parlare con quattro

agenzie prima di lasciare Roma diretto in Sardegna.

MARCEGAGLIA,AGIRE SU PENSIONI E AUMENTARE IVA – Sfruttare il

passaggio parlamentare per riformare le pensioni di anzianità e

fare un “piccolo aumento dell’Iva”. E’ l’invito del presidente

di Confindustria, Emma Marcegaglia, a maggioranza e opposizione

sulla manovra appena varata dal Governo. Lo chiede la leader

degli industriali in un’intervista al direttore del Sole 24 Ore

in edicola domani.

CAMUSSO; E’ INIQUA, PRONTI A MOBILITAZIONE – “Presenteremo le

nostre proposte e continueremo a farlo ma è evidente che per

correggere l’iniquità di questa manovra ricorreremo alla

mobilitazione”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil,

Susanna Camusso, a Sky Tg24 aggiungendo come le norme sulla

contrattazione introdotte rappresentino “un’ingerenza” applicata

attraverso norme a favore “di un’azienda, sto parlando della

Fiat”. “Perché fare una legge ?” – si chiede poi polemicamente

Camusso – se si vuole, come è stato detto in conferenza stampa

“meno legge e più contratto”.

UIL, OK TAGLIO COSTI POLITICA;ASSURDO PERDERE 13/MA – Giudizio

positivo della Uil sulla manovra per quanto riguarda i tagli dei

costi della politica e l’innalzamento dal 12,5 al 20% della

tassazione di tutte le rendite finanziarie (titoli di Stato

esclusi) perché sono “storiche rivendicazioni” del sindacato

guidato da Luigi Angeletti mentre la segreteria nazionale del

sindacato definisce “inaccettabili” i provvedimenti relativi al

pubblico impiego, in particolare il meccanismo in base al quale

i lavoratori rischiano di non percepire la tredicesima: “é

assurdo perdere questo diritto per colpe altrui”. “L’abolizione

delle province con meno di 300mila abitanti, l’obbligo di

fusione per i comuni con meno di 1.000 abitanti, i cospicui

tagli agli stipendi, alle indennità e ad alcuni privilegi dei

parlamentari, la cancellazione di 54mila poltrone, sono tutti

provvedimenti che vanno nella direzione indicata dalla Uil – si

legge in una nota della segreteria nazionale – Per la prima

volta, nella storia della nostra Repubblica, quando si tratta di

fare sacrifici, la classe politica comincia da sé: la Uil

ritiene di potersi ascrivere il merito di questa svolta”.

CISL, NECESSARIE MODIFICHE SU TFR E TREDICESIMA – La Cisl

giudica necessaria la manovra e positive alcune misure contenute

ma il provvedimento va migliorato sia sotto il profilo

dell’efficacia che su quello dell’equità e dello sviluppo, per

cui si impegna a confronti con le rappresentanze parlamentari,

delle Regioni e degli enti locali. E comunque continua le

iniziative di mobilitazione già intraprese nei mesi scorsi. Il

sindacato guidato da Raffele Bonanni sottolinea fra le modifiche

necessarie quelle che riguardano i lavoratori pubblici, “già da

tempo in regime di blocco contrattuale e del turn over: vanno

rivisti i provvedimenti di posticipo a 24 mesi del Tfr e di

rischio di decurtazione della tredicesima, riprendendo in

alternativa il principio che l’azione per realizzare economie di

gestione nella pubblica amministrazione determini effetti

premiali per la contrattazione integrativa dei lavoratori

pubblici”.

TREMONTI, SOLUZIONE MAESTRA SAREBBE EUROBOND – “Se ci fossero

gli eurobond non saremmo arrivati ad oggi: è fondamentale un

maggior grado di consolidamento delle finanze pubbliche in

Europa”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti,

durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi. “La soluzione

maestra sarebbe stata quella degli Eurobond, sono convinto del

modello proposto dal primo ministro del Lussemburgo e da me a

livello internazionale. Siamo in attesa di sviluppi.

Diversamente le complessità continuerebbero”. Per Tremonti

“l’andamento della crisi “accelera drammaticamente negli ultimi

giorni. Era prevedibile? Questo potrà essere oggetto di prossime

riflessioni. Ma la crisi non riguarda solo il nostro paese ma

una quota enorme del Pil dell’Europa”.”

STOP PROMOZIONE PRIMA DI PENSIONE – La manovra economica

approvata dal governo ha “rimosso l’istituto delle promozioni

alla vigilia della pensione” ha aggiuntoi Tremonti

DA ‘ROBIN HOOD TAX’ SU ENERGIA 2 MLD – La manovra prevede “tagli

ai ministri di 6 miliardi, riducibili a 5 attraverso la

reintroduzione della ‘vecchia Robin’ sul mondo della produzione

dell’energia, ma ferma la bolletta delle famiglie – ha

proseguito il ministro – . Per gli enti locali sono previsti

tagli per 6 miliardi riducibili verso 5 con il beneficio

aggiuntivo della Robin Hood tax che pensiamo porti in tutto 2

miliardi”.

VIA ENTI CON MENO DI 70 ADDETTI – Tremonti ha fatto sapere che

saranno “soppressi tutti gli enti fino a 70 addetti”.

INCENTIVI PER CEDERE SERVIZI PUBBLICI – “La parte di sviluppo

della manovra é fatta dalla parte sul lavoro, le professioni e

la riforma dei servizi pubblici locali – ha sottolineato

Tremonti – . Nel patto di stabilità c’é un

disincentivo-incentivo a mettere sul mercato le aziende locali.

Pensiamo che il meccanismo possa funzionare”.

MANOVRA DA DOMANI IN GAZZETTA UFFICIALE – “Il testo è in corso

di bollinatura per recepire le modifiche fatte ancora ieri in

Consiglio dei ministri poi andrà al Quirinale e domani, da

mezzanotte, sarà in Gazzetta Ufficiale”, ha concluso Tremonti.

DECRETO IN SENATO DA 22 AGOSTO IN COMMISSIONE – Il presidente

del Senato Renato Schifani, dopo il varo della manovra

aggiuntiva in consiglio dei ministri, ha subito consultato i

capigruppo di Palazzo Madama per stabilire un calendario di

massima dell’esame del decreto. Il decreto, secondo le prime

intese, dovrebbe arrivare in commissione il 22 agosto, per poi

approdare all’esame dell’aula tra il 5 e il 6 settembre. Il

calendario sarà ufficializzato non appena la presentazione del

decreto sarà formalmente annunciata nell’aula di palazzo Madama.

Lo si apprende da fonti del Senato.

CALDEROLI: TAGLI DOPPI A INDENNITA’ PARLAMENTARI – “A livello

dei parlamentari già c’é stato un intervento degli uffici di

presidenza di Camera e Senato con la riduzione delle componenti

accessorie. Noi siamo intervenuti rispetto all’indennità fissata

dalla legge e abbiamo applicato ai parlamentari quanto previsto

per i dipendenti del pubblico impiego raddoppiando l’entità dei

tagli: 10% tra 90 e 150.000 euro e 20% sopra i 150.000″. Lo ha

detto il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli,

durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi.

TAGLIO RIGUARDA TRA 29-35 PROVINCE – “Non condivido la strada

della soppressione completa delle Province – ha aggiunto

Calderoli – . L’unica strada sarebbe quella costituzionale. Noi

abbiamo previsto la soppressione delle province che non

raggiungono o i 300.000 abitanti o i 3.000 km quadri di

superficie. Ma il punto riferimento è il censimento che si farà

in autunno. Ora non abbiamo numeri certi ma per dare un’idea

della dimensione taglio siamo tra le 29-35 province. Calderoli

ha ricordato che per le province che rimarranno ci sarà un

taglio del 50% per consiglieri ed assessori.

CONSIGLIERI REGIONI DA 775 A 610 – La manovra economica

approvata dal governo prevede che le Regioni debbano ridurre i

consiglieri del 20%, passando da un numero complessivo “di 775

consiglieri a 610″ ha sottolineato Calderoli. E’ inoltre

prevista la riduzione degli assessori e degli stipendi e

l’istituzioni dei revisori dei conti anche per le Regioni. Alla

fine del processo, ha aggiunto, si passerà da “un rapporto tra

popolazione e rappresentanti di uno ogni 428 cittadini, poco

sostenibile, a uno ogni 1100 cerca”.

TRA UN ANNO VIA NORME CONTRASTO NUOVO ART.41 – “Abbiamo

introdotto una modifica per legge ordinaria che anticipa la

modifica all’articolo 41 della Costituzione. Abbiamo anticipato,

come per il taglia leggi. Entro un anno – ha affermato Calderoli

- la legislazione statale e regionale e l’attività regolamentare

dei comuni deve recepire questa indicazione. Viceversa tra un

anno saranno abrogate le norme che contrastano con i principi

del futuro articolo 41″.

SACCONI, ART.18 NON E’ STATO TOCCATO – “Ribadisco che il

legislatore non modifica alcuna legge in materia di lavoro,

nessun articolo dello Statuto dei Lavoratori. L’articolo 18 non

è stato toccato. Le parti possono avere ambiti di autonomia

regolatoria”. Le parti, ha tenuto a puntualizzare il ministro

Sacconi, potranno disporre di autonomia regolatoria per “una

serie di materie, tranne nei casi di licenziamento

discriminatorio e in caso di maternità. Queste materie non

possono essere trattate dalle parti”.

TREMONTI, FATTO TUTTO IN COSCIENZA PER BENE PAESE – “Ho fatto

tutto in coscienza per il bene del Paese”. Lo ha detto il

ministro dell’Economia Giulio Tremonti concludendo la conferenza

stampa a Palazzo Chigi a chi gli chiedeva se ritenesse davvero

che i provvedimenti adottati siano equi.

BERSANI, INGIUSTA E DEPRESSIVA – “Una manovra depressiva, poco

credibile e ingiusta”. E’ questo il commento del segretario del

Pd, Pier Luigi Bersani, che boccia le proposte dell’esecutivo

aggiungendo che “dal 20 agosto in poi, una volta esaminato il

testo presentato dal Consiglio dei ministri, ci rivolgeremo alle

forze sociali e alle opposizioni per aprire un confronto volto a

perfezionare una più compiuta proposta alternativa agli

interventi del governo, a presentare gli emendamenti in

Parlamento ed a sollecitare il sostegno dell’opinione pubblica”.

MANOVRA BIS: DI PIETRO, SI’ RESPONSABILI MA NO A POLPETTA AVVELENATA

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(ASCA) – Roma, 13 ago – ”Dopo una giornata di risse

all’interno della maggioranza il governo ha partorito una

manovra che per il 90% pesa sulle spalle dei cittadini e

della povera gente, dei ceti medi e medio bassi.

Ci sono alcuni segnali positivi, e anche se sono timidissimi

voglio per carita’ di patria indicarli per primi. La

razionalizzazione delle Province e dei Comuni e’ un

passettino nella direzione giusta, anche se non e’ certo

quello di cui ci sarebbe bisogno e che noi avevamo proposto,

l’abolizione secca della Province. Dovremo conquistarcela da

soli con la legge d’iniziativa popolare per cui stiamo

raccogliendo le firme”. E’ quanto scrive, fra l’altro, sul

suo blog il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.

”L’aumento della tassazione delle rendite – spiega l’ex

magistrato – e’ una misura che noi dell’Italia dei Valori

chiedevamo da tempo, anche se, per come stanno oggi le Borse,

ce ne vorra’ di tempo perche’ inizi a fruttare cifre

significative.

Si fa fatica a trovare quegli interventi spiegati ieri da

Berlusconi enfaticamente come ”eccessivi rispetto a cio’ che

sarebbe giusto” sui tagli ai costi della politica”.

”Da dove vengono i soldi veri, gli incassi

significativi’? – si chiede Di Pietro -. Dall’innalzamento

dell’eta’ pensionabile delle donne, dalla quadruplicazione

dei tempi di pagamento dei Tfr per i lavoratori della

pubblica amministrazione. Verranno soprattutto dai tagli agli

enti locali che sono ne’ piu’ ne’ meno che tagli alla spesa

sociale, al welfare e ai servizi essenziali. Ci vuole la

faccia tosta di questi governanti per dire che non hanno

toccato istruzione e sanita’. Cosa credono che affondera’

grazie ai loro tagli’? Chi pensano di poter prendere in

giro’?. La gravita’ della situazione la conosciamo tutti e

noi dell’Italia dei Valori non siamo degli irresponsabili

come chi ci governa. In Parlamento discuteremo di questa

manovra senza alcun atteggiamento pregiudiziale, ma neppure

ingoieremo in nome dell’emergenza qualsiasi polpetta

avvelenata”.

”Faremo il nostro dovere – conclude Di Pietro – ma daremo

anche una strenua battaglia per modificare radicalmente la

manovra in modo che colpisca sul serio i costi e gli sprechi

della politica e quelli della triste propaganda delle guerre

in Afghanistan e in Libia e lasci in pace chi ha gia’ pagato

sin troppo. E ci confronteremo in questi giorni con i

cittadini per avere la forza necessaria a portare avanti le

nostre priorita’ comuni”.

La crisi italiana vista da fuori

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La scorsa settimana il governo italiano ha annunciato, sotto la spinta delle istituzioni economiche europee, una nuova manovra economica per affrontare la crisi e ridurre il forte indebitamento dell’Italia, che rischia di portare lo Stato al fallimento. Nonostante gli annunci, i piani del ministro dell’Economia Giulio Tremonti e della maggioranza non sono ancora del tutto chiari, la manovra sar?discussa dal Parlamento e numerosi analisti hanno mostrato forte scetticismo nei confronti della nostra capacit?di tirarci da soli fuori dai guai. Per non parlare dei mercati, che per il momento non sembrano affatto rassicurati dalle iniziative del governo. Le analisi formulate all’estero non sono affatto clementi e i pi?pessimisti temono che sia troppo tardi per intervenire, come spiega l’economista Uri Dadush su Foreign Policy.

Il problema ?che l’Italia potrebbe essere troppo grande per essere salvata. Il paese ha dovuto affrontare tassi di interesse superiori al 6 per cento fino a quando la Banca Centrale Europea (BCE) ?intervenuta: se la Grecia e l’Irlanda ci insegnano qualcosa, l’Italia potrebbe ritrovarsi con prezzi troppo alti sui mercati internazionali del debito nel giro di pochi mesi. Se l’Italia dovesse soccombere, la Spagna quasi sicuramente farebbe la stessa fine. La Francia, il cui spread nei confronti della Germania ?aumentato notevolmente nell’ultimo mese – potrebbe seguire la medesima sorte.

Dadush stima che l’European Financial Stability Facility (EFSF), il fondo creato dai paesi che fanno parte dell’eurozona per affrontare la crisi, non avrebbe risorse a sufficienza per salvare l’Italia. Per usare formule diventate familiari negli ultimi tre anni, l’Italia non sarebbe too big to fail ma sarebbe too big to bail. Per finanziare il nostro paese nei prossimi tre anni, alle condizioni attuali occorrerebbero almeno il doppio dei fondi fino a ora messi a disposizione. Per un salvataggio dell’Italia servirebbero almeno 974 miliardi di euro e circa la met?per quello della Spagna. Le due cifre combinate sono pari a un quarto del prodotto interno lordo dei principali paesi facenti parti dell’eurozona. Oltre a essere una spesa enorme, ridurrebbe sensibilmente la capacit?dei paesi che adottano l’euro di gestire il loro debito. L’esperienza con la Grecia, su scala minore, ha gi?dato avvisaglie di questo genere e gli Stati europei con le economie pi?solide non vogliono rischiare.

Nello scenario migliore, l’Italia potrebbe farcela adottando le riforme di cui la classe politica e dirigente parla da anni senza averle mai realizzate. L’impegno dovrebbe essere orientato principalmente a contenere il debito e a mantenere il pareggio di bilancio. Con le giuste riforme, potremmo raggiungere un rapporto tra debito e Prodotto interno lordo (PIL) pari all’85 per cento in un decennio, un passo avanti importante considerato che nel 2010 era al 119 per cento.燤ercati e analisti sono per?scettici sulla possibilit?di riuscire a compiere passi avanti cos?importanti in pochi anni. Secondo Dadush il nostro paese dovr?fare i conti con tre possibili rimedi per superare la crisi, dolorosi e con diverse controindicazioni.

1. Monetizzare il debito

La BCE dovrebbe farsi carico dell’acquisto del debito italiano in quantit?indefinita, trovando le risorse per farlo con l’emissione di nuova moneta. L’impegno dell’istituzione europea e il successo delle riforme in Italia potrebbero tranquillizzare in fretta i mercati, rendendo la spesa per la BCE molto pi?bassa. Se per?le cose andassero storte, la BCE si ritroverebbe ad acquistare titoli di Stato italiani dal valore molto dubbio per diversi miliardi di euro. Sarebbe una scommessa enorme, che avrebbe ripercussioni in tutta l’area della moneta unica con un cospicuo aumento dell’inflazione, che colpirebbe tutti gli europei per mettere in salvo l’Italia. Inoltre, ben coperti dalla BCE, quelli che ci governano potrebbero essere meno incentivati a fare riforme strutturali.

2. Obbligazioni europee

L’istituzione di una unione fiscale vera e propria in Europa consentirebbe ai governi di finanziarsi anche con strumenti come le obbligazioni europee. I governi potrebbero mettersi d’accordo per ottenere met?dei loro nuovi fondi dalle obbligazioni. Se cos?l’Italia non fosse in grado di ripagare parte del proprio debito, altri paesi potrebbero provvedere, avendo voce in capitolo nella politica fiscale del nostro paese e viceversa. Il sistema ha il merito di essere trasparente e non farebbe decadere l’incentivo ad approvare nuove riforme. Potrebbe essere la soluzione migliore, ma i paesi con economie solide non lo vedono di buon occhio perch?comporterebbe tassi di interesse pi?alti. La Germania ha fatto capire pi?volte di non essere d’accordo con questo sistema se non nel lungo periodo e dopo la nascita di una Unione politica vera e propria.

3. Aiuti internazionali

Il Fondo Monetario Internazionale e i membri del G20 potrebbero accollarsi il costo del salvataggio dell’Italia e avrebbero, del resto, molti interessi per farlo – a partire dalla necessit?di scongiurare un effetto a catena e un peggioramento della crisi a livello globale. Una simile opzione sarebbe pi?politica che economica e avrebbe un costo significativo per l’Europa in termini di controllo delle proprie politiche all’interno dell’Unione. Il G20 potrebbe imporre regole chiare e da seguire con impegno da parte dell’Italia per ottenere gli aiuti, ma una simile opzione sottrarrebbe controllo agli altri Stati dell’Unione. A partire dai pi?forti economicamente, come Francia e Germania.

In realt? conclude Foreign Policy, se i problemi dell’Italia dovessero ancora peggiorare sarebbe necessario un mix di tutte e tre le opzioni per superare la crisi e scongiurare il fallimento. Molte delle misure fino a ora adottate rispecchiano del resto le tre soluzioni, cosa che suggerisce come la terapia per curare il nostro paese sia stata sostanzialmente gi?avviata.

Questa terapia combinata ?stata gi?messa in campo a un livello molto pi?grande di quanto molti osservatori abbiano notato: attraverso i sistemi di emergenza della BCE a sostegno delle banche e per l’acquisto dei titoli di Stato, tramite l’emissione di bond garantiti da parte dell’EFSF e il ricorso al Fondo Monetario Internazionale in soccorso della Grecia, dell’Irlanda e del Portogallo. Ma man mano che la crisi si espande verso altre grandi economie dell’Europa, potrebbe essere necessario aumentare il dosaggio.

Leggi anche

CRISI: BOURGEOIS (IDV), GOVERNO COLPISCE I PIÙ DEBOLI E NON EVASORE FISCALE

(ASCA) – Roma, 9 ago – “il ministro Sacconi vuole imporre

ancora un altro colpo alle famiglie italiane.

si ritirò e sullo sfondo medio già pagare un

il prezzo più alto. Non una parola, invece, su evasori fiscali e

gli speculatori finanziari e immobiliari che questo governo, con

lo scudo fiscale scandaloso per gli esportatori

capitale illegali all’estero e con fiscale sanatoria

l’ineffabile duo Tremonti e Berlusconi, protegge e

protetti fino ad ora “. Dice Antonio Borghesi,

Vicepresidente dell’Idv, commentando il

Lettera del ministro Sacconi al Corriere della Sera.

“Non una parola sulla tassazione delle rendite

finanziaria, un batter d’occhio per tagliare i costi della politica.

Il governo vuole sempre pagare il conto con bande

più basso del paese. è ovvio che non può

Gestione di un tempo fragile. Deve lasciare a

ripristinare questo senso di giustizia, equità e legalità

perso-Bourgeois-continuo, fondamentale e prioritario

per ripristinare lo slancio dell’economia e per garantire che l’Italia

per essere credibili in Europa e nel mondo “.

CRISI: BERSANI, IN ITALIA TROPPA PAURA. CLIMA PERICOLOSO (MESSAGGERO)

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(ASCA) – Roma, 18 ago – ”In questo momento in Italia c’e’

una paura, un’incertezza, un disamore e uno scoramento che

non ha precedenti. Temo che questo dato sia largamente

sottovalutato. Basta una scintilla perche’ queste cose

possano certamente sfociare in ribellismi”. L’allarme lo

lancia il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, in

un’intervista al Messaggero, che mette in guardia da ”una

tensione sorda e forse perfino piu’ pericolosa” che ci

sarebbe nel nostro paese.

Il problema, spiega Bersani, e’ italiano ed europeo. A

livello nazionale, sostiene, ”non c’e’ il volto giusto a

guidarci fuori dalla crisi”. A livello comunitario, invece,

”serve una Maastricht 2, che dia finalmente una dimensione

politica all’Europa”. Serve, in sostanza, ”un programma

comune di costruzione europea, altrimenti ”se andiamo avanti

cosi’, a vertici piu’ o meno inconcludenti, i mercati ci

ammazzano uno a uno”.

(MGA) CRISI: BERLUSCONI, FORSE ECCESSIVA RIDUZIONE DEI COSTI DI POLITICHE

(MGA) Roma – “il costo della politica dell’ordine”

l’opinione pubblica, ci sono molte procedure, penso che

eccessiva anche in relazione a ciò che è buono, ma abbiamo

seguendo la volontà dei cittadini che si affidano a loro

condizioni e credono che i politici hanno reddito

eccessivo “.” Si dice in Silvio Berlusconi,

Conferenza a Palazzo Chigi.

20110812T192404 + 0000.

Maroni, Bossi non è assenza di politica

(ANSA) – ROMA, AUG 3-”ora Bossi aveva una visita, suo

non una politica. Ci siamo sentiti per telefono

Questa mattina, è tutto a posto “. Il ministro dell’interno,

Roberto Maroni, parlando dopo il Transatlantic

il Presidente del Consiglio di amministrazione alla fotocamera, intervistata da

l’assenza di giornalisti Senatur.

“La lega ha aggiunto oggi sono stati quasi tutti.

Ripeto che le ipotesi delle divisioni della Lega sono un

Stronzate, inventato contesto abituale “.

Manovra: Siddi (Fnsi), deroghe ai contratti se migliorative, no a capricci politica

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Roma, 13 ago. (Adnkronos) – ”Deroghe aziendali al contratto nazionale? A giudizio della Fnsi, che ha recentemente rinnovato il contratto dei giornalisti con un’intesa fortemente innovativa e di corresponsabilita’ con la parte imprenditoriale (la Fieg), questa materia non puo’ essere incatenata a capricci della politica o a tornaconti esclusivi di gruppi economici. La gravita’ della crisi suggerisce a tutti di lasciare perdere gli stereotipi e di stare ai fondamentali. Il contratto nazionale di lavoro e’ una convenzione tra parti sociali che regola rapporti civili e economici fondamentali per le persone, per le imprese, per i mercati, non una camicia di forza che impedisce lo sviluppo. E le parti sociali, ovviamente, debbono sapersi assumere le proprie responsabilita’. Deroghe, si, allora, ma per migliorare non per ridurre decoro e diritti essenziali stabiliti dai contratti. Una cosa e’ affrontare particolari situazioni di difficolta’ in modo appropriato e nel confronto tra le parti interessate, altro pensare a deroghe di fatto sostitutive e riduttive, che rischiano di generare incertezze e squilibri”. E’ quanto scrive in una nota il Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Franco Siddi.

”Il sindacato dei giornalisti, la Fnsi, offre al confronto che si va gia’ facendo infuocato, il patrimonio della sua contrattazione collettiva, che va avanti da un secolo esatto e non avverte la necessita’ di regimi derogativi aziendali speciali. Il suo e’ il primo contratto collettivo nazionale mai stipulato in Italia (1911) e l’ultimo rinnovato, nel luglio scorso, in ordine di tempo. Contratto nazionale e negoziazione aziendale convivono da decenni e, pur attraversando periodiche e anche gravi difficolta’, sono oggi come ieri i piu’ efficaci strumenti di regolazione e liberta’ di un settore industriale, quello dei media, che non ha bisogno di nuove differenze in materia di diritti del lavoro e di concorrenza nel mercato, fiaccato invece da ben altri squilibri su cui non si interviene, come quelli del mercato pubblicitario e dei conflitti d’interesse”, continua Siddi.

”Anche il tema dei licenziamenti piu’ facili, che ci auguriamo sia chiarito dai testi della manovra del Governo che non ha ancora pubblicato il decreto, per il mondo dell’informazione sarebbe tutt’altro che una risorsa: un peso enorme sulle condizioni di liberta’ e autonomia per l’esercizio di questa attivita’, speciale per la qualita’ delle societa’ democratiche. Contratto e Statuto dei lavoratori sono strumenti dinamici e generatori di fiducia e responsabilita’, quanto mai necessari in questa stagione”, conclude Siddi.

CRISI: BONDI, DA VERTICE FRANCO-TEDESCO SEGNALI IMPRUDENTI SU FUTURO UE

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(ASCA) – Roma, 18 ago – ”Temo abbia ragione Jacques Delors a

lanciare un grido d’allarme sul futuro dell’euro e

dell’Europa unita, se non vi sara’ una ripresa vigorosa

dell’iniziativa politica che coinvolga tutti gli Stati

europei in una cooperazione economica rafforzata”. E’ quanto

afferma in una nota Sandro Bondi, coordinatore e senatore del

Pdl.

”Il vertice franco-tedesco non ha affrontato questo

problema, anzi ha lanciato segnali contraddittori e perfino

imprudenti, che finiscono per aggravare la situazione e

mostrare un’Europa ancora piu’ frammentata e impotente dal

punto di vista politico”, conclude Bondi.