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ROMA – A quanto si apprende negli ambienti del Quirinale, il
presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha emanato il
decreto recante misure urgenti per la stabilizzazione
finanziaria e per lo sviluppo, approvato ieri dal Consiglio dei
ministri, nello spirito del giro d’orizzonte compiuto nei giorni
scorsi sui gravi rischi per l’Italia determinati dalle tensioni
sui mercati internazionali. Il Presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano, avrebbe sottolineato che resta dunque ferma
la necessità di un confronto aperto in Parlamento e sul piano
sociale, attento alle proposte avanzate con la responsabilità
che l’attuale delicato momento richiede.
SAGLIA, EMENDAMENTI CONCORDATI O A CASA – “Ai colleghi che
alzano il dito e dicono non ci sto dico basta. E’ un inutile
stillicidio. Tutti sono pronti a dire che la manovra non va ma
pochi hanno idee alternative”. E’ quanto dichiara Stefano
Saglia, sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico
con delega all’energia, in merito alle polemiche che si stanno
creando intorno alla manovra. “E’ tempo – continua il
sottosegretario – di smetterla di giocare. Il Pdl si dimostri
partito. Gli emendamenti si devono prsentare solo con il
consenso del segretario Alfano e del Capogruppo. Se la manovra
si può migliorare lo si deve fare stando nel perimetro della
maggiorana. Sennò tutti a casa”.
BERLUSCONI, FINIRO’ LEGISLATURA CON TREMONTI – “Io penso
assolutamente di sì “. Risponde così il presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi, intervistato da quattro agenzie che gli
chiedono se arriverà a fine legislatura insieme a Tremonti.
“Abbiamo lavorato gomito a gomito tutti questi giorni”, ha
spiegato il premier, sottolineando che “non sono assolutamente
vere le tensioni che sono state illustrate sui giornali” “Certo
- aggiunge – ci sono state delle contrapposizioni di vedute” non
solo con Tremonti, ma “tra me e tutti gli altri, si è discusso
sennò ci avremmo impiegato mezza giornata”.
MANOVRA: BERLUSCONI, APPREZZAMENTO DA MERKEL E TRICHET -
“Stamattina ho avuto telefonate con qualche” leader europeo, “in
particolare ho avuto una lunghissima telefonata con la signora
Angela Merkel, ho parlato con il presidente della Bce Trichet e
ho in programma altre telefonate, con Van Rompouy, con Sarkozy e
altri tra stasera e domani”. Lo ha detto il premier Silvio
Berlusconi, lasciando palazzo Grazioli diretto in Sardegna. “Ho
ricevuto grande apprezzamento, non era in discussione soltanto
la posizione italiana, era in discussione l’euro e quindi
l’Europa stessa. Quindi – ha concluso Berlusconi – c’era da
parte di tutti una grande attenzione a quello che il governo
italiano sarebbe riuscito a fare”.
MANOVRA:9 DEL PDL,POCO CONVINCENTE, NOSTRI EMENDAMENTI – Nove
deputati del Pdl prennunciano emendamenti al decreto che
contiene la manovra aggiuntiva. Si tratta di Antonio Martino,
Guido Crosetto, Isabella Bertolini, Giorgio Stracquadanio,
Giuseppe Moles, Giancarlo Mazzuca, Santo Versace, Alessio
Bonciani, Deborah Bergamini. I nove parlamentari giudicano la
manovra “poco convincente”.
BERSANI, INGIUSTA E DEPRESSIVA -”Una manovra depressiva, poco
credibile e ingiusta”. E’ questo il commento del segretario del
Pd, Pier Luigi Bersani, che boccia le proposte dell’esecutivo
aggiungendo che “dal 20 agosto in poi, una volta esaminato il
testo presentato dal Consiglio dei ministri, ci rivolgeremo alle
forze sociali e alle opposizioni per aprire un confronto volto a
perfezionare una più compiuta proposta alternativa agli
interventi del governo, a presentare gli emendamenti in
Parlamento ed a sollecitare il sostegno dell’opinione pubblica”.
BERLUSCONI, NESSUN GOVERNO UE AVREBBE FATTO MEGLIO – La manovra
messa a punto in una settimana mostra che “é venuta fuori la
capacità di un gruppo. Credo di poter affermare che
difficilmente un altro governo in Europa avrebbe potuto fare un
lavoro come quello che abbiamo fatto noi, in così poco tempo, e
a dare vita a un provvedimento così importante come contenuti”.
Lo afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi,
intervistato da quattro agenzie prima della sua partenza per la
Sardegna, sottolineando che dal lavoro di questi giorni esce
“l’immagine di un governo solido che tiene e che è capace di
lavorare e di rispondere con tempestività alle emergenze”.
MANOVRA:BERLUSCONI,DIFFICOLTA’,MA NON SCOSSONI IN AULA – “No,
assolutamente” non temo scossoni in Aula sulla manovra, o almeno
“non credo; credo ci sarà un viaggio molto tranquillo.
Naturalmente abbiamo chiesto dei sacrifici ai parlamentari e
questo potrà essere un tema su cui ci sarà magari qualche
difficolta. Ma non credo più di questo”. così il presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi, fermandosi a parlare con quattro
agenzie prima di lasciare Roma diretto in Sardegna.
MARCEGAGLIA,AGIRE SU PENSIONI E AUMENTARE IVA – Sfruttare il
passaggio parlamentare per riformare le pensioni di anzianità e
fare un “piccolo aumento dell’Iva”. E’ l’invito del presidente
di Confindustria, Emma Marcegaglia, a maggioranza e opposizione
sulla manovra appena varata dal Governo. Lo chiede la leader
degli industriali in un’intervista al direttore del Sole 24 Ore
in edicola domani.
CAMUSSO; E’ INIQUA, PRONTI A MOBILITAZIONE – “Presenteremo le
nostre proposte e continueremo a farlo ma è evidente che per
correggere l’iniquità di questa manovra ricorreremo alla
mobilitazione”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil,
Susanna Camusso, a Sky Tg24 aggiungendo come le norme sulla
contrattazione introdotte rappresentino “un’ingerenza” applicata
attraverso norme a favore “di un’azienda, sto parlando della
Fiat”. “Perché fare una legge ?” – si chiede poi polemicamente
Camusso – se si vuole, come è stato detto in conferenza stampa
“meno legge e più contratto”.
UIL, OK TAGLIO COSTI POLITICA;ASSURDO PERDERE 13/MA – Giudizio
positivo della Uil sulla manovra per quanto riguarda i tagli dei
costi della politica e l’innalzamento dal 12,5 al 20% della
tassazione di tutte le rendite finanziarie (titoli di Stato
esclusi) perché sono “storiche rivendicazioni” del sindacato
guidato da Luigi Angeletti mentre la segreteria nazionale del
sindacato definisce “inaccettabili” i provvedimenti relativi al
pubblico impiego, in particolare il meccanismo in base al quale
i lavoratori rischiano di non percepire la tredicesima: “é
assurdo perdere questo diritto per colpe altrui”. “L’abolizione
delle province con meno di 300mila abitanti, l’obbligo di
fusione per i comuni con meno di 1.000 abitanti, i cospicui
tagli agli stipendi, alle indennità e ad alcuni privilegi dei
parlamentari, la cancellazione di 54mila poltrone, sono tutti
provvedimenti che vanno nella direzione indicata dalla Uil – si
legge in una nota della segreteria nazionale – Per la prima
volta, nella storia della nostra Repubblica, quando si tratta di
fare sacrifici, la classe politica comincia da sé: la Uil
ritiene di potersi ascrivere il merito di questa svolta”.
CISL, NECESSARIE MODIFICHE SU TFR E TREDICESIMA – La Cisl
giudica necessaria la manovra e positive alcune misure contenute
ma il provvedimento va migliorato sia sotto il profilo
dell’efficacia che su quello dell’equità e dello sviluppo, per
cui si impegna a confronti con le rappresentanze parlamentari,
delle Regioni e degli enti locali. E comunque continua le
iniziative di mobilitazione già intraprese nei mesi scorsi. Il
sindacato guidato da Raffele Bonanni sottolinea fra le modifiche
necessarie quelle che riguardano i lavoratori pubblici, “già da
tempo in regime di blocco contrattuale e del turn over: vanno
rivisti i provvedimenti di posticipo a 24 mesi del Tfr e di
rischio di decurtazione della tredicesima, riprendendo in
alternativa il principio che l’azione per realizzare economie di
gestione nella pubblica amministrazione determini effetti
premiali per la contrattazione integrativa dei lavoratori
pubblici”.
TREMONTI, SOLUZIONE MAESTRA SAREBBE EUROBOND – “Se ci fossero
gli eurobond non saremmo arrivati ad oggi: è fondamentale un
maggior grado di consolidamento delle finanze pubbliche in
Europa”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti,
durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi. “La soluzione
maestra sarebbe stata quella degli Eurobond, sono convinto del
modello proposto dal primo ministro del Lussemburgo e da me a
livello internazionale. Siamo in attesa di sviluppi.
Diversamente le complessità continuerebbero”. Per Tremonti
“l’andamento della crisi “accelera drammaticamente negli ultimi
giorni. Era prevedibile? Questo potrà essere oggetto di prossime
riflessioni. Ma la crisi non riguarda solo il nostro paese ma
una quota enorme del Pil dell’Europa”.”
STOP PROMOZIONE PRIMA DI PENSIONE – La manovra economica
approvata dal governo ha “rimosso l’istituto delle promozioni
alla vigilia della pensione” ha aggiuntoi Tremonti
DA ‘ROBIN HOOD TAX’ SU ENERGIA 2 MLD – La manovra prevede “tagli
ai ministri di 6 miliardi, riducibili a 5 attraverso la
reintroduzione della ‘vecchia Robin’ sul mondo della produzione
dell’energia, ma ferma la bolletta delle famiglie – ha
proseguito il ministro – . Per gli enti locali sono previsti
tagli per 6 miliardi riducibili verso 5 con il beneficio
aggiuntivo della Robin Hood tax che pensiamo porti in tutto 2
miliardi”.
VIA ENTI CON MENO DI 70 ADDETTI – Tremonti ha fatto sapere che
saranno “soppressi tutti gli enti fino a 70 addetti”.
INCENTIVI PER CEDERE SERVIZI PUBBLICI – “La parte di sviluppo
della manovra é fatta dalla parte sul lavoro, le professioni e
la riforma dei servizi pubblici locali – ha sottolineato
Tremonti – . Nel patto di stabilità c’é un
disincentivo-incentivo a mettere sul mercato le aziende locali.
Pensiamo che il meccanismo possa funzionare”.
MANOVRA DA DOMANI IN GAZZETTA UFFICIALE – “Il testo è in corso
di bollinatura per recepire le modifiche fatte ancora ieri in
Consiglio dei ministri poi andrà al Quirinale e domani, da
mezzanotte, sarà in Gazzetta Ufficiale”, ha concluso Tremonti.
DECRETO IN SENATO DA 22 AGOSTO IN COMMISSIONE – Il presidente
del Senato Renato Schifani, dopo il varo della manovra
aggiuntiva in consiglio dei ministri, ha subito consultato i
capigruppo di Palazzo Madama per stabilire un calendario di
massima dell’esame del decreto. Il decreto, secondo le prime
intese, dovrebbe arrivare in commissione il 22 agosto, per poi
approdare all’esame dell’aula tra il 5 e il 6 settembre. Il
calendario sarà ufficializzato non appena la presentazione del
decreto sarà formalmente annunciata nell’aula di palazzo Madama.
Lo si apprende da fonti del Senato.
CALDEROLI: TAGLI DOPPI A INDENNITA’ PARLAMENTARI – “A livello
dei parlamentari già c’é stato un intervento degli uffici di
presidenza di Camera e Senato con la riduzione delle componenti
accessorie. Noi siamo intervenuti rispetto all’indennità fissata
dalla legge e abbiamo applicato ai parlamentari quanto previsto
per i dipendenti del pubblico impiego raddoppiando l’entità dei
tagli: 10% tra 90 e 150.000 euro e 20% sopra i 150.000″. Lo ha
detto il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli,
durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi.
TAGLIO RIGUARDA TRA 29-35 PROVINCE – “Non condivido la strada
della soppressione completa delle Province – ha aggiunto
Calderoli – . L’unica strada sarebbe quella costituzionale. Noi
abbiamo previsto la soppressione delle province che non
raggiungono o i 300.000 abitanti o i 3.000 km quadri di
superficie. Ma il punto riferimento è il censimento che si farà
in autunno. Ora non abbiamo numeri certi ma per dare un’idea
della dimensione taglio siamo tra le 29-35 province. Calderoli
ha ricordato che per le province che rimarranno ci sarà un
taglio del 50% per consiglieri ed assessori.
CONSIGLIERI REGIONI DA 775 A 610 – La manovra economica
approvata dal governo prevede che le Regioni debbano ridurre i
consiglieri del 20%, passando da un numero complessivo “di 775
consiglieri a 610″ ha sottolineato Calderoli. E’ inoltre
prevista la riduzione degli assessori e degli stipendi e
l’istituzioni dei revisori dei conti anche per le Regioni. Alla
fine del processo, ha aggiunto, si passerà da “un rapporto tra
popolazione e rappresentanti di uno ogni 428 cittadini, poco
sostenibile, a uno ogni 1100 cerca”.
TRA UN ANNO VIA NORME CONTRASTO NUOVO ART.41 – “Abbiamo
introdotto una modifica per legge ordinaria che anticipa la
modifica all’articolo 41 della Costituzione. Abbiamo anticipato,
come per il taglia leggi. Entro un anno – ha affermato Calderoli
- la legislazione statale e regionale e l’attività regolamentare
dei comuni deve recepire questa indicazione. Viceversa tra un
anno saranno abrogate le norme che contrastano con i principi
del futuro articolo 41″.
SACCONI, ART.18 NON E’ STATO TOCCATO – “Ribadisco che il
legislatore non modifica alcuna legge in materia di lavoro,
nessun articolo dello Statuto dei Lavoratori. L’articolo 18 non
è stato toccato. Le parti possono avere ambiti di autonomia
regolatoria”. Le parti, ha tenuto a puntualizzare il ministro
Sacconi, potranno disporre di autonomia regolatoria per “una
serie di materie, tranne nei casi di licenziamento
discriminatorio e in caso di maternità. Queste materie non
possono essere trattate dalle parti”.
TREMONTI, FATTO TUTTO IN COSCIENZA PER BENE PAESE – “Ho fatto
tutto in coscienza per il bene del Paese”. Lo ha detto il
ministro dell’Economia Giulio Tremonti concludendo la conferenza
stampa a Palazzo Chigi a chi gli chiedeva se ritenesse davvero
che i provvedimenti adottati siano equi.
BERSANI, INGIUSTA E DEPRESSIVA – “Una manovra depressiva, poco
credibile e ingiusta”. E’ questo il commento del segretario del
Pd, Pier Luigi Bersani, che boccia le proposte dell’esecutivo
aggiungendo che “dal 20 agosto in poi, una volta esaminato il
testo presentato dal Consiglio dei ministri, ci rivolgeremo alle
forze sociali e alle opposizioni per aprire un confronto volto a
perfezionare una più compiuta proposta alternativa agli
interventi del governo, a presentare gli emendamenti in
Parlamento ed a sollecitare il sostegno dell’opinione pubblica”.
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